Foto: Tanzio da Varallo, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Coordinate
- 45°48′60″ N, 8°15′12″ E
- Indirizzo
- via Pio Franzani 2
Storia e descrizione
La Pinacoteca di Varallo, sita nel Palazzo dei Musei (in via Pio Franzani 2) è una delle prime collezioni artistiche del Piemonte. Essa contiene importanti testimonianze della vocazione artistica che, muovendo dal Sacro Monte, ha percorso nei secoli la Valsesia.
Storia
L'iniziativa della costituzione di una pinacoteca in Varallo risale al 1875 con la fondazione della "Società per la Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia" che tra i suoi scopi aveva quello di istituire una pinacoteca. Quasi un secolo prima, nel 1778, era stata creata a Varallo una Scuola di disegno, nel 1831 questa venne presa in gestione dalla "Società d’Incoraggiamento allo Studio del Disegno".
Nel 1885 nel contesto delle celebrazioni di Gaudenzio Ferrari viene inaugurata l'"Esposizione Artistica Valsesiana", l'anno successivo, partendo da alcune opere di questa mostra, nasce la pinacoteca, inizialmente costituita da due sale.
La finalità del progetto era (e continua ad essere) quella di raccogliere, studiare e promuovere la conoscenza e la conservazione delle importanti testimonianze artistiche che la Valsesia ha saputo esprimere nell'arco di tempo che va dal XV al XIX secolo.
Primo curatore della Pinacoteca fu il pittore Giulio Arienta, che provvide alla stesura del primo catalogo (1902).
Le collezioni si arricchirono nel corso del tempo grazie ad acquisti mirati e donazioni, fra le quali quella di Bartolomeo Avondo, del 22 settembre 1915, che per essere acquisita portò la Società ad essere eretta in Ente morale con Regio decreto.
Comprende una vasta raccolta di disegni di autori quali Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone e Giovanni Battista Crespi detto Cerano.
Le donazioni da parte di privati cittadini hanno da sempre caratterizzato l'ampliamento del patrimonio culturale della Pinacoteca di Varallo. Le ultime in ordine di tempo sono state la Collezione Franchi che comprende pregevoli esempi di maiolica proveniente dalle più significative scuole italiane e la collezione di dipinti che vanno dal XV sec. al XX sec. della famiglia Remogna ospitate temporaneamente nella Chiesa di San Carlo.
Sul finire degli anni cinquanta, la Società di Conservazione acquisì gran parte del Palazzo dei Musei e la Pinacoteca fu sistemata nelle sale del primo e del secondo piano.
La Pinacoteca civica di Varallo dispone oggi di circa 3.300 opere di pittura, scultura, disegni, stampe ed arredi che offrono un'importante panoramica sull'arte valsesiana.
Le collezioni
Di particolare rilievo, nella collezione, sono le statue lignee realizzate tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Deve innanzi tutto essere menzionato il gruppo di otto statue a grandezza naturale che formano un Compianto sul Cristo morto scolpite dalla bottega milanese dei fratelli De Donati: esso proviene dal Sacro Monte, verosimilmente dall'antica cappella della Deposizione (cosa che giustifica il nome di Pietra dell'Unzione con il quale il gruppo è conosciuto).
Sempre tra le testimonianze della scultura lignea valsesiana del Quattrocento troviamo inoltre una bella testa lignea (probabile frammento di una delle primitive statue del Sacro Monte) e un imponente Crocifisso, scoperto da Giovanni Testori nel cimitero di Campertogno e da lui attribuito al giovane Gaudenzio Ferrari (attribuzione oggi generalmente negata). Una scultura lignea più tarda (anni sessanta del XVI secolo), proveniente dal Sacro Monte, è il Cristo flagellato, forse riferibile a Giovanni Battista da Corbetta.
Tra le principali opere del XV secolo va ricordato il polittico Scarognino, oggi attribuito al cosiddetto Maestro di Crea, che testimonia la precoce attenzione dell'aristocrazia di Varallo verso la bottega casalese di Martino Spanzotti.
Sempre del Quattrocento sono gli interessanti affreschi staccati, provenienti edifici di culto locali che hanno trovato ricovero nella pinacoteca. Tra di essi una Assunzione della Vergine ed un Gruppo di Angeli musicanti provenienti da una cappella del Sacro Monte, attribuiti dubitativamente alla bottega di Stefano Scotto, artista ritenuto maestro di Gaudenzio Ferrari, e nei quali alcuni studiosi ritengono di individuare particolari che testimonierebbero l'esordio varallese di Gaudenzio Ferrari.
Altri affreschi staccati, della seconda metà del XV secolo, provenienti dalla Chiesa di San Marco in Varallo, sono attribuiti a Giovanni de Campo e bottega (Martirio di San Pietro da Verona), ed a Daniele De Bosis e bottega (Storie della Vita di San Marco). …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pinacoteca di Varallo».
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- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Pinacoteca di Varallo?
Pinacoteca di Varallo si trova nel comune di Varallo, in provincia di Vercelli (Piemonte), all'indirizzo via Pio Franzani 2. Coordinate: 45.81656, 8.25334.
Cosa vedere vicino a Pinacoteca di Varallo?
Nei dintorni si trovano: Museo Calderini (a 0 m), Sacro monte di Varallo (a 300 m), Museo della pesca di Varallo (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Tanzio da Varallo, Davide e Golia, ca. 1625 (Museo civico, Varallo) — Tanzio da Varallo, Public domain
- Varallo Palazzo dei Musei — Iolanda Pensa, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
