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Foto: Armando Mancini, CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Zevallos
Museo privato italiano
- Nel Centro storico di Napoli, patrimonio UNESCO
In breve
- Architetto
- Cosimo Fanzago
- Coordinate
- 40°50′23″ N, 14°14′55″ E
- Indirizzo
- Via Toledo 185, 80132
Storia e descrizione
Palazzo Zevallos Stigliano (o palazzo Colonna di Stigliano) è un edificio monumentale di Napoli ubicato lungo via Toledo.
Il palazzo dal 1999 fino al 3 aprile 2022 è stato sede delle Gallerie d'Italia - Napoli, facente parte delle Gallerie d'Italia di proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo. Le Gallerie d'Italia - Napoli dal 21 maggio 2022 sono ospitate nella nuova sede in via Toledo 177, presso il Palazzo del Banco di Napoli.
Storia
Il palazzo fu eretto tra il 1637 e 1639 da Cosimo Fanzago su commissione di Juan de Ceballos y Nicastro (1592-1656; anche noto in italiano come Giovanni Zevallos), che volle un palazzo nobiliare su via Toledo, non riuscendo a costruirne uno nei vicini quanto affollati Quartieri Spagnoli. Juan era un importante mercante e banchiere napoletano di origini cantabriche (il padre era nativo di Vejorís, località situata nell'odierno comune di Santiurde de Toranzo, ma si era trasferito a Napoli in giovane età sposando l'italiana Angela Nicastro), successivamente entrato nell'amministrazione del viceregno napoletano acquistando diverse redditizie cariche venali, ottenendo inoltre nel 1639 la città di Ostuni con il titolo ducale.
Juan de Ceballos y Nicastro entrò in possesso dell'edificio nel 1639 dopo la fine dei lavori. Il palazzo venne tuttavia gravemente danneggiato nel corso dei moti insurrezionali del 1647. A causa delle successive difficoltà economiche del Ceballos, nel 1653 il palazzo fu ceduto definitivamente a Jan van den Eynde, mercante e collezionista d'arte fiammingo, padre dell'aristocratico e mecenate Ferdinando. Sotto il casato dei Van den Eynde, con l'ausilio anche del connazionale ed amico Gaspar Roomer, anch'egli importante commerciante fiammingo, mecenate e collezionista d'arte, attivo a Napoli nel XVII secolo, il palazzo si arricchì di una importante e vasta collezione d'arte, oggi smembrata e dispersa per i musei e collezioni private del mondo, che comprendeva opere di: Leonard Bramer, Giacinto Brandi, Jan van Boeckhorst, Gerard van der Bos, Jan Brueghel il Vecchio, Paul Bril, Viviano Codazzi, Jacques Duyvelant, Aniello Falcone, Guercino, David de Haen, Pieter van Laer, Jan Miel, Cornelis van Poelenburch, Cornelis Schut, Goffredo Wals, Bartolomeo Passante, Mattia Preti, Peter Paul Rubens (di cui è celebre il Banchetto di Erode ora alla Scottish National Gallery di Edimburgo), Carlo Saraceni, Massimo Stanzione, Antoon van Dyck, Simon Vouet, Pieter de Witte ed altri. …
Descrizione
Il portale di Cosimo Fanzago è maestoso, tipico delle architetture napoletane, non appena oltrepassato è visibile sulla destra un altro grande stemma nobiliare della famiglia Colonna con una breve incisione su marmo a loro dedicata: lo scudo è uguale a quello posto sopra al portone principale, lasciando così pensare che queste due parti sono state solo successivamente aggiunte.
Subito dopo l'ingresso è il grande salone centrale di Luigi Platania, in stile eclettico, ricavato da un precedente cortile in piperno derivante dall'originario progetto fanzaghiano. Sulle sue pareti sono posti alcuni dipinti murali di Ezechiele Guardascione; la copertura avviene tramite un lucernario vetrato decorato, mentre lo scalone d'onore monumentale, posto a destra, porta al piano superiore ed è decorato con grandi lampade e stucchi dorati di gusto ottocentesco. Sulla volta è un'Apoteosi di Saffo di Giuseppe Cammarano firmato e datato 1832. Le pareti, colorate a fondo verde muschio, sono invece decorate in stampo neoclassico da Gennaro Maldarelli.
Terminato lo scalone monumentale, si aprono in successione le sale che compongono il piano nobile. Tra queste c'è quella degli Amorini, decorata nella volta con decorazioni di fine Ottocento; la sala degli Stucchi, decorata con elementi neoclassici alle pareti; la sala degli Uccelli, anch'essa decorata nella volta con motivi animali e floreali ottocenteschi da cui prende il nome; la successiva sala Pompeiana, che prende il nome dai motivi classicheggianti delle decorazioni a tempera che caratterizzano la volta; e infine la sala della Fedeltà, chiamata così per via della rappresentazione pittorica della virtù sulla volta, che presenta negli elementi decorativi lavori del Cammarano e Maldarelli.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Zevallos».
Persone
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Zevallos?
Palazzo Zevallos si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Via Toledo 185, 80132. Coordinate: 40.83973, 14.24861.
Cosa vedere vicino a Palazzo Zevallos?
Nei dintorni si trovano: Palazzo De Sinno (a 0 m), Gallerie d'Italia - Napoli (a 100 m), Palazzo del Banco di Napoli (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Napoli - Palazzo Colonna di Stigliano — Armando Mancini, CC BY-SA 2.0
- Palazzo Zevallos Stigliano, Via Toledo, Naples 20230622 01 — Argo Navis, CC BY-SA 4.0
- Napoli - Palazzo Zevallos - 2024-09-12 16-10-36 001 — Bocassina, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Zevallos 1 — Deca16894, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Zevallos portale 1 — Deca16894, CC0
- PalazzoZevallosNaples — IlSistemone, CC BY-SA 3.0
- StemmaPalazzoZevallosNaples — IlSistemone, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze