Foto: Nazasca, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, XVII secolo
Palazzo Moroni
Palazzo di Bergamo
In breve
- Epoca
- Età moderna, XVII secolo
- Stile
- Architettura barocca italiana
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°42′13″ N, 9°40′04″ E
- Indirizzo
- Via Porta Dipinta 12
Storia e descrizione
Palazzo Moroni si trova a Bergamo in via Porta Dipinta 12. Conserva al suo interno una ricca collezione di oggetti nonché dipinti di Giovan Battista Moroni, Bernardino Luini, Cesare Tallone, che sono il patrimonio artistico della famiglia dei conti Moroni gestito dalla Fondazione Museo del Palazzo Moroni ricevuto come dono dal conte Antonio dopo la sua morte del 2009. Dal 2020 fa parte dei beni del FAI.
Storia
I Moroni furono un'importante famiglia di Albino arricchitasi nel Quattrocento grazie alla capacità sia militare sia ingegneristica di alcuni suoi personaggi e dal Seicento con la coltivazione del gelso, e l'allevamento del baco da seta, indispensabili per la produzione tessile del territorio. L'albero del gelso compare nel blasone della famiglia. La pianta nel dialetto locale viene detta murù e da questo nacque il cognome Moroni. I Moroni si trasferirono poi a Bergamo nella parte alta della città in un palazzo di via Torre del Gombito. Nel 1798 allo stemma venne aggiunta l'aquila imperiale dopo che il duca di Sassonia Weimar conferì il titolo di conte ad Antonio Moroni.
L'edificio fu costruito per volontà di Francesco Moroni nel Seicento dopo il suo matrimonio con Lucrezia Roncalli avvenuto nel 1631, dal quale nacquero molti figli, sul territorio acquistato dalla famiglia Pesenti in quella che era indicata come via Porta Penta. Fu realizzato nell'arco di trent'anni dal 1636 al 1666 per opera di Battista della Giovanna, e non presentava esternamente, alla sua costruzione, particolari di pregio architettonico, che erano invece di pregio nella parte interna. La decorazione del palazzo fu affidata al cremasco Gian Giacomo Barbelli nel 1649. Questi realizzò gli affreschi seguendo le indicazioni del committente e del priore del convento di Sant'Agostino Donato Calvi come risulta dal suo scritto del 1655 Le Misteriose pitture di palazzo Moroni spiegate dall'anziano Accademico Donato Calvi vice Principe dell'Accademia degli Eccitati.
La ristrutturazione eseguita nella metà dell'Ottocento, gli ha conferito l'aspetto che conserva. Proprio per questa grande revisione fu acquistato il palazzo Marenzi che si trovava sul lato opposto della via nel 1878 e che venne completamente distrutto per dare luce e vista panoramica alle aperture del primo piano.
Descrizione
Il palazzo non venne costruito con la facciata principale rivolta verso via Porta Dipinta. Per questo la facciata si presenta in forma molto sobria, e con il portale asimmetrico, questo perché a causa de palazzo Marenzi che ne precludeva una giusta visualità. Il grande portone d'ingresso conduce a un cortile interno perfettamente prospettico dove è presente nel centro del grande muro in bugnato, in una nicchia la statua di Nettuno, il tutto opera seicentesca di Lorenzo Redi. Il muro è terminante con la balaustra in pietra ornata di anfore che delimita il grande parco del palazzo che si estende fino al colle di Sant'Eufemia. L'androne che si affaccia sul cortile interno un tempo conservava un affresco raffigurante un putto che reggeva una bilancia con la scritta Aequa lance librandum.
A destra dell'androne si accede all'ampio scalone d'onore a due rampe che accompagna al mezzanino, e al primo piano.
Lo spazio presenta i grandi affreschi inseriti nei riquadri realizzati dal quadrista Giovanni Battista Azzola, come risulta da un pagamento conservato nell'archivio di nel 1648 di L. 1048, opere di Gian Giacomo Barbelli che raffigurano allegorie e nove personaggi, come la Nobiltà, la Santità l'Antichità, la Sapienza, la Dignità, il Valore e la Fortuna che vogliono celebrare le virtù della famiglia. Nove sono le statue bronzee poste sulla balaustre e riportano sul basamento la scritta il motto che le rappresenta.
Il soffitto conserva tre dipinti raffiguranti le vicende di Amore e Psiche come celebrazione dell'ascesa sociale della famiglia nella città di Bergamo.
Questo ambiente che doveva essere di servizio, conserva un locale voltato e affrescato nel Settecento da Paolo Vincenzo Bonomini che presenta sulle pareti una balaustra con vasi e putti inseriti in un lussureggiante paesaggio. …
Patrimonio artistico e archivio cartaceo
Tra le opere di maggior rilievo e anche di più grande fama ci sono i dipinti di Giovan Battista Moroni: il Cavaliere in rosa, Ritratto di Isotta Brembati e Ritratto di donna anziana seduta, che furono acquistati da Pietro Moroni nel 1817 da Marcantonio Fermo Grumelli. Il Cavaliere in rosa, fu usato molte volte come soggetto per mostre del Seicento lombardo proprio per questa sua caratteristica tipica di fenotipo lombardo, tra i dipinti più conosciuti del Moroni. Del Giampietrino una Maddalena penitente e del Previtali Ritratto di famiglia raffigurante Giovannino di Bertolino Casotti abitante palazzo Cassotti in via Pignolo.
Il palazzo conserva opere di pregio, non solo quadri ma anche arredi, sculture, suppellettili, nonché una ricca documentazione cartacea che racconta la storia della famiglia e del palazzo, conservata in faldoni nel primo piano del fabbricato, che sono anche testimonianza della storia cittadina. Alcuni di questi documenti risalgono al XIV secolo. In particolare vi sono conservate interessanti lettere del cardinale Giuseppe Alessandro Furietti, la cui sorella aveva sposato un appartenente della famiglia. Tra i documenti vi è la raccolta dei documenti che testimonierebbero quello che fu il primo divorzio della storia di Bergamo e non solo. Il matrimonio tra una giovane della famiglia Moroni e uno della famiglia Benaglio che viveva nella vicinanze. Il matrimonio era stato sicuramente concordato e non fu certo un matrimonio d'amore. Pare che la giovane venne rimandata alla famiglia d'origine perché i Moroni non avevano adempiuto al versamento della dote nella cifra precedentemente concordata. La questione fu considerata un affronto a tutta la famiglia. Le discordie con il vicinato non erano certo mancate nei secoli, pare che i Marenzi avessero costruito il palazzo che stava di fronte e che fu distrutto per dare luce ai primi piani del fabbricato, fu edificato proprio conseguente a dissidi tra questi che erano imparentati con i Benaglio e i Moroni.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Moroni».
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- XVII secoloCostruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Moroni?
Palazzo Moroni si trova nel comune di Bergamo, in provincia di Bergamo (Lombardia), all'indirizzo Via Porta Dipinta 12. Coordinate: 45.70361, 9.66778.
Quali sono gli orari di Palazzo Moroni?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da mercoledì a domenica: 10:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Palazzo Moroni?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Palazzo Moroni è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo non è accessibile in carrozzina.
A quando risale Palazzo Moroni?
La datazione indicata da Wikidata è: XVII secolo.
Cosa vedere vicino a Palazzo Moroni?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Grumelli poi Pesenti (a 100 m), Rocca di Bergamo (a 100 m), Museo dell'Ottocento (Bergamo) (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Palazzo Moroni - Bergamo - Cortile interno — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- 00palazzo moroni — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- 02palazzo moroni — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- 0soffitto palazzo Moroni — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Bergamo - Palazzo Moroni - il soffitto del Salone dei giganti — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bergamo - Palazzo Moroni - Lo scalone d'onore, affreschi e opere — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bergamo - Palazzo Moroni - Lo scalone d'onore — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Scalinata con affreschi a Palazzo e Giardini Moroni, Bene FAI a Bergamo — 2019 © FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze