Foto: MarkusMark, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo del Podestà
Edificio storico sede del Podestà
In breve
- Coordinate
- 45°42′14″ N, 9°39′45″ E
- Indirizzo
- Piazza Vecchia 8, 24129 Bergamo
Storia e descrizione
Il Palazzo del Podestà è un edificio storico della città di Bergamo posto su piazza Vecchia e ospita il Museo del Cinquecento che fa parte della rete del Museo delle Storie di Bergamo gestita da Fondazione Bergamo nella storia.
Collocazione
L'edificio, per secoli chiamato Hospitium potestatis, è posizionato in piazza Vecchia, ex platea magna nova. Il quattrocentesco scalone lo collega alla grande Sala delle Capriate del palazzo della Ragione; la parte più a nord della facciata, si apre su piazza del Duomo di fronte alla basilica di Sant'Alessandro.
Storia
La storia del palazzo del Podestà segue la storia di Bergamo. La sua posizione divisa tra due piazze: piazza Vecchia, sede burocratica e amministrativa con il palazzo della Ragione, e piazza del Duomo sede clericale con la chiesa di San Vincenzo e Sant'Alessandro, la Congregazione della Misericordia Maggiore, con la basilica di Santa Maria Maggiore, lo rende parte significativa della città.
Venne edificato nel XII secolo dalla famiglia di fazione ghibellina dei Suardi, gli atti notarili lo nominano come Palazzo ex Zentilino Suardo e adibito a civile abitazione. Il palazzo fu costruito su un fabbricato preesistente della famiglia Bragagnoli come indicato in un atto del 1192: “domo magna que fuit de Braghagnolis”, poi demolito per la nuova edificazione.
Nel 1222 l'abitazione viene indicata in un atto come il “brolo dei Suardi: ”Le lotte sanguinose tra le famiglie cittadine di fazione o guelfa o ghibellina, portarono la famiglia dei Suardi a perdere la proprietà del palazzo che divenne, come indicato in un documento del 1298, Hospitium potestatis, di proprietà del comune e residenza dei podestà fino a tutto il XIV secolo. Il palazzo dei Suardi aveva alcune botteghe ma già dal 1219 era interesse del comune di avere questo fabbricato da poter inserire a completamento dei luoghi pubblici cittadini. e nel 1237 la torre è indicata come “Turris Nova di proprietà comunale”. Il podestà Federico de Ponzoni fece edificare una fontana con cisterna nel 1294 che servisse il palazzo e quelli circostanti. Nel 1296 il palazzo subì un danneggiamento che richieste una prima ricostruzione terminata nel 1320 dal podestà Borolo di Castelletto, che fece porre una lapide a ricordo del fine lavori, lapide poco visibile. I fabbricati che componevano l'intero palazzo erano accessibili da una entrata detta: “porta Hospitii in quo est turris Comunis Pergami”. Un documento del 1263 descrive l'antico accesso ma nel 1320 il podestà ottenne dal vescovo il permesso di una nuova apertura attraverso il cortile della curia, passaggio necessario per evitare di attraversare un cantiere in costruzione. …
Descrizione
Gli affreschi del Bramante descritti come Li phylosophi coloriti nella fazzada sopra la piazza da Marin Sanudo, erano sette immagini alte più di due metri raffiguranti antichi saggi posti in una architettura che si aggiungeva a quella reale dell'edificio. Gli affreschi furono realizzati mentre Sebastiano Badoer era pretore cittadino, forse anche il committente, e Giovanni Moro prefetto, quindi nel biennio 1477-1478.Questi savi erano raffigurati seduti tra le finestre del palazzo contornati da una loggia dipinta con colonnine e balaustre dando alla piazza visione molto aperta. Negli anni successivi, nuove aperture e il sovrapporsi di nuovi dipinti a fresco, coprirono i dipinti del Bramante, solo nel 1927 grazie all'intervento dell'assessore Ciro Caversazzi, si effettuarono assaggi, scrostamenti e fu possibile recuperare due dei saggi affrescati: Epimenide (295x249) che regge con la destra un libro aperto ma di inesatta raffigurazione prospettica che presuppone la realizzazione da parte di un allievo del pittore, e il filosofo Chilone (353x258) che regge con il ginocchio un libro aperto, sopra un cartiglio recita Jupiter alta humilitat et humilia exaltat, il Salmi identificò nel dipinto un ritratto del pittore. Quanto è stato recuperato è esposto nella sala delle Capriate del palazzo della Ragione.
Al secondo piano, sul lato sud del Campanone che si affaccia sul palazzo della Ragione, vi è la grande salone detto dei Giurati. Era il progetto del Quattrocento della costruzione di un nuovo palazzo con la demolizione del palazzo della Ragione, e dare maggior visibilità alla chiesa alessandrina che Filarete stava ampliando, ma che risultava essere sacrificata e poco visibile. Le controversie tra il comune e la curia vescovile fermò per molto tempo i lavori al solo primo piano. Il secondo fu edificato nel 1502 come indicato in un estimo del 1509: «sale doi verso l'episcopato cioè quella da basso dove rende razon el Magnifico Podestà, et spettabel VIcario, e quella di sopra dove rende razon el spettabel Judice de Razon et li consuli […]. El celtro dove si va alla casa dello spettabel Judice de Malefizio, sotto alli doi sale dove si tiene razon». …
Museo storico dell'età veneta
Nel 2012 è stato allestito nelle sale del palazzo il Museo interattivo storico dell'età veneta, facente parte del Museo delle storie di Bergamo della Fondazione Bergamo nella storia onlus.
Seguendo un percorso che si suddivide su sette sale interattive ci si porta a conoscenza di un periodo storico che dal 1492, anno della scoperta dell'America e il suo sviluppo commerciante, porta fino alla repubblica veneziana, il suo potere e i suoi commerci.
Nelle sale interattive si viene trasportati nel Medioevo, attraverso un viaggio che da Venezia porta a Bergamo, una visita che aiuta a interagire nel Cinquecento, incontrando i luoghi e i personaggi che hanno fatto di quegli anni la storia di Bergamo.
La città rappresentata nel XVI secolo, accompagna il visitatore alla costruzione delle mura veneziane e alla distruzione delle chiese e monasteri che erano ostacolo alla loro edificazione, come la chiesa di Sant'Alessandro in Colonna e il monastero di Santo Stefano giungendo fino a porta Sant'Alessandro, con i colori e i suoni della grande fiera che si trovava all'esterno delle mura, e che arrivava fino alle le muraine.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo del Podestà».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo del Podestà?
Palazzo del Podestà si trova nel comune di Bergamo, in provincia di Bergamo (Lombardia), all'indirizzo Piazza Vecchia 8, 24129 Bergamo. Coordinate: 45.70398, 9.66251.
Quali sono gli orari di Palazzo del Podestà?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Dal 1 ottobre al 31 maggio · da martedì a domenica: 9:30–13:00, 14:30–18:00; Dal 1 giugno al 30 settembre · da martedì a venerdì: 10:00–13:00, 14:30–18:00; Sabato e domenica, festivi: 10:00–19:00; 1 gennaio, 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Palazzo del Podestà?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Palazzo del Podestà è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
Cosa vedere vicino a Palazzo del Podestà?
Nei dintorni si trovano: Museo del Cinquecento (a 0 m), Museo dell'Affresco (a 0 m), Teatro Sociale (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- 108BergamoPzaVecchia — MarkusMark, CC BY-SA 3.0
- Affersco del Bramante strappato dal palazzo del Podestà — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Affreschi del palazzo del Podestà — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Bergamo, Palazzo del Podestà, 2016-06 CN-01 — Steffen Schmitz, CC BY-SA 4.0
- Lapidi tombali-scala del palazzo del Podestà e della ragione 2 — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Palazzo del Podestà - panoramio — T. Thielemans, CC BY 3.0
- Palazzo del Podestà -Bergamo lato su piazza del Duomo — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Palazzo del Podestà -Bergamo — Nazasca, CC BY-SA 4.0
- Palazzo del Podestà (Bergamo) — Nazasca, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze