Osservatorio Astronomico di Capodimonte
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Museo, 1812

Osservatorio Astronomico di Capodimonte

Istituto di ricerca a Napoli

Napoli (NA), Campania

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età moderna, 1812
Altitudine
150 m s.l.m.
Coordinate
40°51′46″ N, 14°15′18″ E
Indirizzo
Salita Moiariello 16, 80131 Napoli

Storia e descrizione

L'Osservatorio astronomico di Capodimonte è la sezione napoletana dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio. L'Osservatorio di Napoli è impegnato nelle principali linee di ricerca della moderna astrofisica in collaborazione con le università e con altre istituzioni nazionali ed internazionali.

A Capodimonte si studiano il Sole e il Sistema Solare attraverso l'analisi delle polveri cosmiche e la costruzione di strumenti per le principali missioni spaziali dell'ESA e dell'ASI. Con le osservazioni realizzate ai grandi telescopi dell'ESO, dislocati nel deserto di Atacama in Cile, si indaga la vita delle stelle, dalla loro formazione sino agli ultimi stadi evolutivi caratterizzati dalle grandi esplosioni di supernovae e di lampi gamma, questi associati, in qualche caso all'emissione di onde gravitazionali.

Con le osservazioni dei satelliti si studiano le proprietà fisiche di oggetti estremi come le stelle di neutroni e i buchi neri, mentre con le ricerche sull'evoluzione e sulla dinamica delle galassie si comprendono le proprietà della materia oscura.

Storia

Voluto da Ferdinando IV nel 1791, l'Osservatorio astronomico di Napoli ebbe una sede operativa presso l'antico monastero di san Gaudioso a Caponapoli con decreto del 29 gennaio 1807 di Giuseppe Bonaparte. L'astronomo Giuseppe Cassella fu il primo direttore della specola partenopea. Con l'arrivo sul trono di Napoli di Gioacchino Murat, l'astronomo Federigo Zuccari ottenne dal re francese l'ordine che si costruisse un nuovo edificio dalle forme monumentali. Murat approvò l'impresa l'8 marzo del 1812 e il 4 novembre fu posta la prima pietra del nuovo osservatorio con una solenne cerimonia presieduta dal ministro Giuseppe Zurlo.

Per l'edificazione dell'osservatorio astronomico si scelse la collina di Miradois, un'altura vicina alla reggia di Capodimonte a Napoli che prendeva il nome dalla villa cinquecentesca del marchese di Miradois, reggente della Gran Corte della Vicaria, da dove si può ammirare il panorama della città e del golfo di Napoli. Il progetto fu affidato all'architetto Stefano Gasse che realizzò un grandioso e monumentale edificio in stile neoclassico, il primo che si progettasse nella capitale del Regno di Napoli. I lavori terminarono nel 1819, quando sul trono era ritornato Ferdinando I di Borbone, sotto la supervisione dell'astronomo Giuseppe Piazzi e dell'architetto Pietro Bianchi. La sera del 17 dicembre 1819 l'astronomo compì la prima osservazione dal nuovo osservatorio osservando la stella α Cassiopea.

Gli astronomi di Capodimonte si muovevano sul filone classico dell'astronomia di posizione e rispondevano alla vocazione pratica e quotidiana del tipico osservatorio ottocentesco: la misura e regolazione del tempo civile, ossia l'indicazione del tempo esatto, e le rilevazioni di carattere meteorologico. L'apertura verso altre scienze non fu favorita: eppure, è proprio dagli interscambi tra matematica, chimica e fisica che nacque e si sviluppò a livello internazionale il nuovo settore dell'astrofisica. La specola di Capodimonte s'inserì in un circuito di lavoro internazionale. Solo dal 1912, con la direzione di Azeglio Bemporad (1912-1932) ci si incominciò ad interessare di astrofisica. …

Organizzazione

La ricerca dell'INAF-OAC si articola in progetti che rientrano nelle aree di interesse primario dell'INAF, quali lo studio del Sole, dei corpi del sistema solare, delle stelle, del mezzo interstellare e delle galassie, la cosmologia, lo sviluppo di tecnologie innovative per osservazioni dalla Terra e misure nello spazio. Le componenti dell'analisi teorica, delle osservazioni da terra e dallo spazio, della sperimentazione in laboratorio e delle relative analisi di dati contribuiscono a realizzare programmi che sempre più sono rivolti a studiare i processi astrofisici nella loro genesi ed evoluzione. Le ricerche sono caratterizzate da forte interdisciplinarità tra i vari settori dell'astrofisica teorica, osservativa e sperimentale e con settori scientifici contigui all'astrofisica (fisica fondamentale, chimica, biologia, elettronica, informatica, ingegneria, etc.). Le attività di sviluppo tecnologico per strumentazione astrofisica di terra e per lo spazio portano l'INAF-OAC a una particolare attenzione verso le potenzialità di ricadute nell'ambito del trasferimento tecnologico dei progetti svolti.

L'INAF-OAC è da considerare un unico laboratorio nel quale confluiscono attività sperimentali, teoriche ed osservative che, sia pur orientate a vari fini complementari per la ricerca astrofisica, convergono in un progetto: lo studio dell'universo nelle sue componenti costitutive.

Le ricerche in fisica solare dell'INAF-OAC si inseriscono nel contesto dell'evoluzione delle conoscenze sul Sole fortemente motivata dal progetto internazionale International Living With a Star – Vivere con una stella, attraverso studi dei processi dinamici e magnetici che avvengono nell'atmosfera solare. Questi processi sono in grado di influenzare in modo significativo le attività dell'uomo sulla Terra e nello spazio, e la loro conoscenza rappresenta un paradigma indispensabile per lo studio della fisica delle stelle.

I progetti di ricerca principali sono: …

Esposizioni

La biblioteca dell'INAF-OAC, voluta da Federigo Zuccari negli anni 1812-1815 contestualmente alla costruzione dell'osservatorio, è dotata di un considerevole patrimonio librario antico e moderno: oltre 36 000 volumi tra monografie e periodici di carattere specialistico e divulgativo.

La sezione antica rappresenta nel suo genere uno dei fondi più prestigiosi esistenti nel Sud Italia perché accoglie testi astronomici di indiscutibile valore storico-scientifico, quali ad esempio la prima edizione del De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico. Incrementatasi nel corso degli anni per effetto di importanti donazioni, quale ad esempio quella cospicua effettuata nel 1964 dall'ing. Giuseppe Cenzato, la sua consistenza ammonta a 2659 volumi. Completano ed arricchiscono tale collezione 48 testate di periodici antichi, ossia testate di cui si possiedono annate anteriori al 1831 e circa 300 edite tra il 1831 e gli inizi del Novecento.

Nei circa due secoli di vita della biblioteca, nessun volume è stato mai sottoposto ad intervento di recupero e restauro. Pertanto negli ultimi anni l'INAF-OAC sta svolgendo progetti di conservazione, tutela e pubblico uso del patrimonio bibliografico. Inoltre, la dotazione bibliografica dell'INAF-OAC è in buona parte archiviata con procedure informatiche che ne consentono una consultazione anche via web, per garantire l'accesso al pubblico.

All'anno 2017, il patrimonio bibliografico comprende circa 25.000 volumi, 99 periodici correnti, un incunabolo, 69 tesi e dissertazioni, 120 carte geografiche e 100 supporti digitali. …

Prospettive sull'osservatorio

L'INAF-OAC è fulcro di alcuni programmi per i quali riesce a convogliare presso la struttura fonti di finanziamento idonee a svolgere al meglio i programmi di ricerca di maggiore rilevanza. Per l'attuazione e la realizzazione delle proprie attività scientifiche, l'INAF-OAC può contare su un pool di personale tecnico-amministrativo di elevato profilo professionale.

L'INAF-OAC ha già ottime interazioni con università ed altri enti di ricerca della Campania e del sud che vanno ulteriormente approfondite e consolidate. Questo garantisce un bacino per fruttuose collaborazioni di ricerca e per la selezione di giovani ricercatori che possano formarsi, crescere e maturare nell'ambito dei programmi dell'INAF-OAC.

L'INAF-OAC insiste su un territorio nel quale realtà aziendali sono interessate a processi di collaborazione per ricerca e sviluppo e per trasferimento tecnologico di interesse per l'INAF-OAC, anche in combinazione con attività di promozione per il Mezzogiorno.

Infine, l'INAF-OAC è impegnato nella diffusione della cultura, la divulgazione e la comunicazione in tutte le occasioni offerte da eventi astronomici idonei a un'operazione di interazione col pubblico vasto. Ma l'INAF-OAC è anche attento ad ospitare occasioni di incontro col pubblico non necessariamente legate esclusivamente alle proprie attività istituzionali.

L'Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Capodimonte è, inoltre, chiamato a:

svolgere un ruolo di guida per ricerche astrofisiche di punta nel panorama nazionale ed internazionale, con particolare attenzione alle competenze disponibili nel Mezzogiorno;

promuovere lo sfruttamento delle metodologie e delle capacità inventive e progettuali per stimolare il trasferimento tecnologico verso realtà aziendali operanti nel Mezzogiorno;

intervenire in maniera attiva e propositiva nel percorso formativo universitario e di qualificazione post-universitaria dei giovani, in sinergia con le Università campane e con altri centri e realtà scientifiche e tecnologiche che operano nel Mezzogiorno;

assolvere ad un compito di divulgazione della cultura scientifica a vari livelli ed in tutte le occasioni che consentono di portare all'attenzione del pubblico i temi scientifici di cui è padrona; …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Osservatorio Astronomico di Capodimonte».

Linea del tempo

  1. 1812Fondazione
  2. 1819Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

Napoli Piazza CavourTreno, la più vicina
900 m in linea d’aria
Osservatorio Astronomico di CapodimonteSalita Moiariello 16, 80131 Napoli
Porta di Massa2,3 km
Aeroporto di Napoli Capodichino3,7 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Osservatorio Astronomico di Capodimonte?

Osservatorio Astronomico di Capodimonte si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Salita Moiariello 16, 80131 Napoli. Coordinate: 40.86286, 14.25506.

A quando risale Osservatorio Astronomico di Capodimonte?

La datazione indicata da Wikidata è: 1812.

Cosa vedere vicino a Osservatorio Astronomico di Capodimonte?

Nei dintorni si trovano: Villa La Riccia (a 100 m), Museo degli Strumenti Astronomici (a 100 m), Palazzo Torre Palasciano (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Observatory Capodimonte — JoAnn Miller from Mexico City, Mexico, CC BY 2.0
  2. Napoli - Osservatorio Astronomico di Capodimonte — Armando Mancini, CC BY-SA 2.0
  3. Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Naples — H. Raab ( User:Vesta ), CC BY-SA 4.0
  4. Osservatorio di Capodimonte 1 — Ferdinando Scala, CC BY-SA 4.0
  5. Circolo moltiplicatore di Reichenbach — Disegno di Carlo Brioschi (1781-1833), incisione di Tommaso Lo Mastro (1783-1837)., Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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