Foto: Clematis, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età moderna, 1729
- Superficie
- 25.000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°03′23″ N, 7°41′13″ E
- Indirizzo
- Viale Mattioli, 25, - Torino
Storia e descrizione
L'Orto botanico di Torino è un'istituzione del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università degli Studi di Torino con finalità didattico-scientifica. Sorge sulla sinistra orografica del fiume Po nelle vicinanze del Parco del Valentino, in una zona attualmente compresa nel territorio del Parco del Po Torinese. Interessante, all'interno del giardino, il percorso, organizzato per ipovedenti e non vedenti, formato da apposite schede in braille, poste accanto agli esemplari vivi che possono quindi essere toccati e sentiti in vari modi.
Storia
Il "Regio Orto Botanico" di Torino venne istituito ufficialmente nel 1729, in concomitanza con la trasformazione della preesistente "Lettura dei semplici" nella nuova "Cattedra Ordinaria di Botanica" presso la Facoltà di Medicina dello "Studium" (cioè l'Università) di Torino.
Venne collocato sul sito del preesistente orto olitorio del re Vittorio Amedeo II di Savoia, vicino al palazzo della Madama Reale, Maria Cristina di Borbone-Francia (oggi Castello del Valentino).
Venne nominato come titolare della cattedra il medico Giuseppe Bartolomeo Caccia, il quale fu anche investito della carica di Prefetto del nascente Orto Botanico.
In realtà si hanno notizie di collezioni di piante vive in Piemonte già dagli anni sessanta del XVI secolo. In quegli anni, infatti, per iniziativa del Duca Emanuele Filiberto di Savoia venne istituita una "Lettura dei semplici", presso lo "Studium" di Mondovì (creato nel 1558).
Trasferita a Torino nel 1566, insieme allo Studium, la "Lettura dei semplici" subì una progressiva perdita di importanza (soprattutto durante la prima metà del Seicento) per effetto delle continue guerre tra Francia e Spagna, delle carestie, delle pestilenze e dell'impoverimento materiale e culturale che queste provocarono nei territori piemontesi.
Negli anni successivi al trattato di Utrecht (1713), Vittorio Amedeo II di Savoia diede il via ad un ambizioso progetto di riorganizzazione dello "Studium" di Torino ponendo le basi appunto per la nascita della Cattedra di Botanica e del Regio Orto Botanico.
Sotto la guida di Bartolomeo Giuseppe Caccia (che continuò fino alla sua morte, nel 1749), l'orto iniziò a trasformare le proprie finalità.
Agli studi più classici della botanica (orientati principalmente all'individuazione delle proprietà medicinali delle specie vegetali), se ne affiancarono di nuovi, orientati verso un'indagine puramente conoscitiva delle specie spontanee del territorio e dei processi di introduzione e acclimatamento delle specie esotiche. Sotto la sua guida la collezione di piante vive raggiunse le 317 specie. …
Direttori
Dal 2000 la carica è stata separata da quella di direttore del Dipartimento (Istituto botanico fino al 1982), nominando fino al 2009 un responsabile scientifico dell'Orto botanico e, successivamente, un direttore dell'Orto.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Orto botanico di Torino».
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- 1729Fondazione e apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Orto botanico di Torino?
Orto botanico di Torino si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Viale Mattioli, 25, - Torino. Coordinate: 45.05653, 7.68683.
A quando risale Orto botanico di Torino?
La datazione indicata da Wikidata è: 1729.
Cosa vedere vicino a Orto botanico di Torino?
Nei dintorni si trovano: Palazzina Claretta Bonvicino (a 200 m), Castello del Valentino (a 300 m), Palazzina Agnelli (a 400 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Orto botanico torino — Clematis, CC BY-SA 3.0
- Orto Botanico di Torino Parco del Valentino Torino — Herbert wie, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
