Napoli sotterranea
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Museo

Napoli sotterranea

Reperti della città di Napoli storica

Napoli (NA), Campania

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
40°51′04″ N, 14°15′25″ E
Indirizzo
Via San Gaetano, 68 - Napoli

Storia e descrizione

Il sottosuolo di Napoli è attraversato da una grande rete di cunicoli, gallerie, acquedotti e spazi scavati ed utilizzati dall'uomo durante la storia della città sin da diversi secoli avanti Cristo fino a pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ed ancora oggi, almeno in parte, visitabili.

I siti del sottosuolo si distinguono dai reperti archeologici sotterranei per la loro origine sotterranea sin dalla realizzazione.

Napoli è una delle città al mondo con la maggiore densità di cavità artificiali nel sottosuolo urbano: ad oggi sono noti circa 900.000 metri quadrati di cavità, di cui solo due di origine naturale. Questa straordinaria estensione è il risultato di una stratificazione millenaria di interventi umani motivati da esigenze diverse e successive: l'estrazione del tufo come materiale da costruzione, la distribuzione idrica, la sepoltura dei defunti, la difesa militare, fino al rifugio dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

La natura geologica del sottosuolo napoletano ha reso possibile e anzi favorito questo sviluppo eccezionale.

Siti noti

Diversi cunicoli sono noti oggi, alcuni di essi sono collegati tra loro, tra i principali vi sono:

Cunicoli del centro storico (accesso in piazza San Gaetano)

Acquedotto greco-romano (connesso dall'accesso di piazza San Gaetano)

Scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore (accesso dalla Basilica omonima in Piazza San Gaetano)

Lapis Museum (accesso dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta in piazzetta Pietrasanta)

Galleria Borbonica (accesso da via Domenico Morelli)

Acquedotto rinascimentale e Rifugio Antiaereo di Palazzo Serra di Cassano (accesso Via Monte di Dio, 14 connesso alla Galleria Borbonica)

Vi sono diversi percorsi per poter accedere alla rete di ambienti sotterranei e agli ex ricoveri antiaerei. È visibile uno di questi rifugi, in cui si alternano tra cisterne e cave, cunicoli e pozzi, resti del periodo greco-romano e catacombe, ed i passaggi che collegano svariati punti della città anche distanti chilometri sono innumerevoli a Piazza San Gaetano dove è visitabile l'acquedotto greco-romano, e il rifugio di via Sant'Anna di Palazzo, a Chiaia. Gli speleologi continuano a studiare ed ispezionare le cavità e i cunicoli che riaffiorano in occasione di sprofondamenti e/o crolli ed inserirle nel cosiddetto censimento delle cavità cittadine.

Storia delle cavità

Le cavità vennero realizzate per vari scopi, a seconda dei luoghi e dei periodi storici, tuttavia furono diversi i loro utilizzi secondari e successivi che ne segnano fasi di pieno utilizzo e di dismissione che si sono susseguite nella storia.

I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell'era preistorica.

Successivamente, nel III secolo a.C., in periodo greco, vennero aperte le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alle mura e ai templi della loro Neapolis e scavarono in numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari. Forse i Greci erano attratti proprio dalle rocce gialle del monte Echia, un piccolo vulcano spento che si trova proprio dietro piazza Plebiscito.

Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana: i romani infatti in epoca augustea dotarono la città di gallerie viarie (grotta di Cocceio e grotta di Seiano) e soprattutto di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli. Altri rami dell'acquedotto di età augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la Piscina mirabilis, che fu la riserva d'acqua della flotta romana.

Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell'acquedotto si diramano spesso in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell'intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell'antichità per impermeabilizzare le gallerie.

Diversi furono gli utilizzi secondari, ovvero non legati alla funzione originaria per cui era stata realizzata la cavità, ovvero generalmente di estrazione del tufo. Tra questi alcuni furono illeciti o scorretti, legati a furti e scarico di materiali di risulta. …

Realizzazione delle cavità

Il sottosuolo della città di Napoli è costituito in gran parte da tufo, pietra di origine vulcanica friabile, facile da scavare e sufficientemente resistente per creare gallerie autoportanti.

Il sottosuolo napoletano è in ampia parte composto da vari materiali, tra cui abbondanti strati di tufo (denominato tufo giallo napoletano) formatosi con l'accumulo di cenere vulcanica, coperto generalmente da strati di piroclastiti sciolti, detti anche pozzolana. Il tufo è raramente affiorante, se non sui margini di colline o dirupi, mentre per raggiungerlo attraversando gli strati del suolo è necessario attraversare la pozzolana.

La realizzazione delle cavità, quando realizzata per l'estrazione di tufo da costruzione, si realizzava in due maniere principalmente:

con accesso a raso: queste cavità prendono luogo da giacimenti affiorante sul lato delle colline, dove si avviava lo scavo di una nicchia di dimensioni definite che avanza a scala discendente dentro la collina. Nella cavità si svolgeva l'attività di taglio ed estrazione dei blocchi di tufo, lavorati in seguito fintanto che la distanza dall'uscita era breve, dopodiché la lavorazione avveniva direttamente all'interno della cava. Era tipico lo scavo di diverse di tali gallerie parallele, poi unite da uno scavo trasversale

con accesso da pozzi (detti anche "occhio di monte"): questo tipo di scavo procedeva perpendicolare e a sezione costante attraverso i primi strati del suolo e, attraversando la pozzolana che creava pareti instaibili e franose, necessitava la costruzione di muri laterali di contenimento (erano utilizzati gli stessi mattoni di tufo) che continuavano fino all'incontro del tufo. Dopo i primi metri, lo scavo iniziava ad allargare la propria sezione progressivamente fino al raggiungimento di una forma a campana profondo fino a quanto utile per estrarre comodamente il materiale di costruzione da utilizzarsi per le costruzioni nelle sue prossimità. Raggiunta la profondità limite, lo scavo poteva espandersi lateralmente. Una volta esaurita l'estrazione, la cavità poteva essere connessa al sistema idrico sotterraneo, oppure utilizzata come cisterna pluviale isolata, oppure ancora poteva essere chiusa la sommità del pozzo e dismesso.

Gestione odierna dei cunicoli

I cunicoli sono luogo di interesse speleologico e archeologico, nonché attrazione turistica sin dalla seconda metà del '900. Essi sono parzialmente aperti alle visite turistiche guidate, gestite da diverse associazioni culturali, che organizzano anche spettacoli e attività nei cunicoli.

La ricerca di nuovi cunicoli e loro mappatura è in studio anche con la tecnologia di muografia, basata sulla scansione dei muoni che attraversano la roccia.

Il Progetto Cavità della Città metropolitana di Napoli ha eseguito e sta espandendo il censimento dei cunicoli del sottosuolo della provincia.

È attivo anche un museo, denominato Museo del Sottosuolo di Napoli.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Napoli sotterranea».

Foto

Come arrivare

Napoli Piazza CavourTreno, la più vicina
500 m in linea d’aria
Napoli sotterraneaVia San Gaetano, 68 - Napoli
Porta di Massa1,0 km
Aeroporto di Napoli Capodichino4,6 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Napoli sotterranea?

Napoli sotterranea si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Via San Gaetano, 68 - Napoli. Coordinate: 40.85104, 14.25687.

Cosa vedere vicino a Napoli sotterranea?

Nei dintorni si trovano: Tempio dei Dioscuri di Napoli (a 0 m), Palazzo Filippo d'Angiò (a 100 m), Convento di San Lorenzo Maggiore (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Napoli sotterranea (cunicolo) — Armando Mancini from Napoli, Italia, CC BY-SA 2.0
  2. 2016 Napoli sotterranea 02 — Nemo bis, CC BY-SA 3.0
  3. Caffè Gambrinus (Naples) 2016 — Nemo bis, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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