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Foto: Antonio Furesi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Superficie
- 180 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°17′41″ N, 8°30′00″ E
- Indirizzo
- Via Sas Conzas, 62, 08013 Bosa OR
Storia e descrizione
Bosa è un comune italiano di 7 257 abitanti della provincia di Oristano, nella costa occidentale del centro-nord della Sardegna. Fa parte dell'Unione di comuni della Planargia. È il principale centro abitato della subregione della Planargia e si inserisce, storicamente, nel più vasto territorio del Logudoro, condividendo con quest'ultimo l'utilizzo della variante linguistica del sardo logudorese.
Durante il dominio aragonese, ottenne il rango di città regia del quale attualmente permane, con l'abolizione dei privilegi feudali, il titolo onorifico di città. Insieme ad Alghero è sede vescovile della diocesi di Alghero-Bosa.
Storia
Il territorio di Bosa fu abitato già in epoca preistorica e protostorica come dimostrano le domus de janas mono o bicellulari presenti in diverse località comunali.
Il rilevante numero e la loro superficie, che giunge sino a 88,53 m², testimoniano una frequentazione umana piuttosto aggregata ascrivibile all'Età del Rame (per le tombe dotate di dromos) o alla cultura di Ozieri e al Neolitico recente.
Poco numerose sono, invece, le testimonianze riconducibili all'Età del bronzo e alla civiltà nuragica, tra le quali rientrano i nuraghi di Monte Furru, di S'Abba Druche, di Mesu 'e Rocas e di Santu Lò.
Se il territorio di Bosa è stato senz'altro abitato in epoca nuragica, nulla di certo si conosce, invece, circa lo stanziamento di un eventuale insediamento o emporio fondato dai Fenici o dai Punici, la cui frequentazione della zona, quantomeno a fini commerciali, sarebbe attestata dal rinvenimento di reperti e da toponimi locali di origine fenicia o cartaginese. I Punici, così come successivamente anche i Romani (che costruirono un insediamento produttivo a S'Abba Druche, sfruttando precedenti costruzioni nuragiche), dovettero usare per l'approdo la foce del Temo, allora all'altezza della località Terridi-Sa Molina e difesa dal maestrale e dalle mareggiate grazie al riparo offerto dall'Isola Rossa e dall'altopiano di Sa Sea. Di tale porto restano ancora tracce di bitte per l'attracco delle barche.
Forse proprio lì o, secondo l'ipotesi tradizionalmente accreditata, nella vallata di Messerchimbe, più all'interno e sulla sponda sinistra del fiume, si sarebbe sviluppato un precedente centro abitato. …
Monumenti e luoghi d'interesse
Numerosi sono gli edifici religiosi eretti sul territorio comunale, molti dei quali continuano ad arricchire il tessuto urbano cittadino, fornendo testimonianza del variare del gusto architettonico e del modo di intendere la fede nel corso dei secoli, dagli ambienti spogli di una delle prime costruzioni romaniche della Sardegna, la chiesa di San Pietro, per arrivare agli interni barocchi della concattedrale dell'Immacolata Concezione, passando per i messaggi biblici espressi dagli affreschi della chiesa palatina di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, rarissimo esempio di pittura parietale trecentesca nella regione.
Tra gli edifici religiosi scomparsi, invece, si annoverano le chiese di Santa Maria Maddalena (distrutta nel 1870 per far spazio all'attuale piazza Costituzione) e diversi altri, abbandonati nel tempo.
Forse già in epoca paleocristiana fu eretta la chiesa di San Giovanni Battista presso il cimitero, con funzione di tempio battesimale; fu anche parrocchia cittadina fino al 1595, quando con bolla del papa Clemente VIII il battistero e la parrocchia furono trasferiti presso la chiesa di Santa Maria (l’attuale concattedrale dell’Immacolata). La chiesa era anche funeraria: il pavimento è costituito da sessantadue tombe di arenaria, su alcune delle quali poggiano le successive arcate gotico-catalane dell’edificio. Sulla parete di destra, a partire dall’ingresso, vi sono i resti di un affresco con simboli nobiliari e una figura umana nell’atto di cedere uno scettro. Una cappella con arcata a tutto sesto è dedicata a Nostra Signora d’Itria. Il presbiterio risale al Settecento.
Prima dell'XI secolo fu poi innalzata la chiesetta campestre di San Giorgio martire guerriero, sulla riva sinistra del Temo, più volte rimaneggiata nei secoli successivi, da ultimo mediante un portale barocco e da ultimo restaurata nel 1970.
In epoca medievale venne costruita, presso la fonte di Contra, in un sito già frequentato in antichità, la chiesa di San Bacchisio (intitolata ai medici e martiri Cosma e Damiano dopo le pestilenze del XV e del XVI secolo). Nel medesimo periodo fu eretta la chiesetta di Sant'Eligio la quale poggia le fondamenta sui ruderi di un nuraghe, come molte chiese paleocristiane e del primo Medioevo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo delle Conce».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Museo delle Conce?
Museo delle Conce si trova nel comune di Bosa, in provincia di Oristano (Sardegna), all'indirizzo Via Sas Conzas, 62, 08013 Bosa OR. Coordinate: 40.29472, 8.50007.
Quali sono gli orari di Museo delle Conce?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 10:00–13:00, 15:00–20:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo delle Conce?
L'ingresso è a pagamento. Non abbiamo il dettaglio delle tariffe: verifica presso il gestore.
Cosa vedere vicino a Museo delle Conce?
Nei dintorni si trovano: Museo Casa Deriu (a 200 m), Chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos (a 500 m), Castello di Serravalle (a 500 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Interno del Museo delle Conce — Antonio Furesi, CC BY-SA 4.0
- Museo le conce — Orso, CC BY-SA 3.0
- Bosa.Panoramica lungo Temo,Ponte vecchio e le conce — FAndreaf, CC BY-SA 3.0
- Concerie Bosa — Antonio Furesi, CC BY-SA 4.0
- Attrezzi da lavoro dai conciatori agli inizi del 1900 — Compagnia delle foto, CC BY-SA 3.0
- Attrezzi utilizzati dai conciatori agli inizi del 1900 — Compagnia delle foto, CC BY-SA 3.0
- Lungo temo e sas conzas — FAndreaf, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze