Foto Gianni Careddu, CC BY-SA 3.0
Oristano · Sardegna
Cosa vedere a Bosa
A Bosa l'atlante segnala 14 luoghi storici: 7 musei, 3 fortezze e torri, 2 siti archeologici, 1 borgo e 1 castello.
Tra questi, 3 con orari di apertura indicati.
Da non perdere: Bosa, comune italiano.
- 14luoghi storici
- 7487abitanti
- 2 maltitudine
Il borgo
Bosa è una città della Sardegna.
Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
Bosa si trova nella valle del fiume Temo, nell'area che corrisponde alla sub regione storica della Planargia. In provincia di Nuoro fino al 2005, passò in quella data alla provincia di Oristano.
Bosa confina con Magomadas, Modolo, Montresta, Padria (Sassari), Pozzomaggiore (Sassari), Suni e Villanova Monteleone (Sassari).
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I 14 luoghi
Musei 7
Fortezze e torri 3
Siti archeologici 2
Borghi 1
- Borghi più belli
Castelli 1
Come arrivare
In aereo: L'aeroporto di Alghero-Fertilia è collegato con Bosa dalla linea ARST 9312 Sassari-Bosa Bosa-Sassari. Dall'aeroporto inoltre, grazie alla presenza di diverse compagnie di autonoleggio, è possibile noleggiare un'auto per raggiungere Bosa.
In auto: Percorrere la fino all'uscita "Macomer-Bosa", da qui percorrere la SS 129 bis fino a Bosa.
In nave: Dal porto di Porto Torres oppure dai porti di Olbia-Isola Bianca e Golfo Aranci.
In treno: Stazione ferroviaria di Bosa Marina. La stazione è posta lungo la ferrovia Macomer-Bosa, quest'ultima utilizzata dal 1995 esclusivamente per i servizi turistici legati al Trenino Verde.
In autobus: Da Sassari, Alghero, Macomer, Nuoro e Oristano gli autobus extraurbani ARST consentono di raggiungere Bosa.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Architetture religiose: Concattedrale dell'Immacolata Concezione. Sorta su una preesistente costruzione risalente al XII secolo, più volte rimaneggiata in epoca successiva, è intitolata alla Madonna Immacolata. Venne realizzata a partire dal 1803, quando il Capitolo vescovile ne affidava il rifacimento al capomastro locale Salvatore Are al quale, in un secondo tempo si affiancherà il sassarese Ramelli. Il nuovo edificio venne solennemente consacrato –a cantiere ancora aperto– dal vescovo monsignor Murro nel luglio 1809, mentre per il completamento dei lavori si dovette attendere l’anno successivo. L’edificio è costituito da un’ampia navata voltata a botte in cui si aprono quattro cappelle sul lato sinistro e tre sul destro. L’ampio presbiterio rialzato è coperto da una cupola impostata su tamburo ottagonale. All’ingresso, a destra, si apre il cosiddetto Cappellone, che si presenta come un edificio autonomo dotato di altari e di un presbiterio rialzato coperto da una cupola.
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