Museo della civiltà solandra
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Foto: Syrio, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo della civiltà solandra

Museo italiano

Malé (TN), Trentino-Alto Adige

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
46°21′15″ N, 10°54′50″ E
Indirizzo
Via Trento, 40 - Malè

Storia e descrizione

Il Museo della civiltà solandra è un museo etnografico sito a Malé, capoluogo della Val di Sole, in Provincia di Trento, nel palazzo della ex Pretura. È stato voluto e realizzato dal Centro studi per la Val di Sole, un'associazione culturale nata nel 1967, che lo gestisce. Un tempo i locali del Museo ospitavano le vecchie carceri. È stato aperto al pubblico nel 1979 e nel 1983 è stato ampliato. Raccoglie molti attrezzi che testimoniano i modi di vita di un tempo e ricostruisce due ambienti tipici della casa solandra. Gli oggetti sono circa 1600 suddivisi in venti sezioni tematiche.

Una parte del museo è dedicata all'illustre micologo solandro don Giacomo Bresadola (1847-1929).

La cucina

Una delle sezioni più importanti del Museo è la ricostruzione di una vecchia cucina dove un tempo si passava la maggior parte delle ore della giornata, escludendo quelle del lavoro. Nelle giornate più brutte si stava al caldo, vicino al fuoco, a fare “filò” con gli amici. Il focolare, alto da terra quasi mezzo metro, era “aperto” e quindi le pareti diventano spesso nere. Sul piano era presente la buca delle ceneri dove si conservavano le braci per accendere il fuoco nel giorno successivo. A fianco del focolare erano disposte ampie panche di legno, dove ci si poteva asciugare o riscaldare. Dall'alto della cappa scendeva una lunga catena di ferro (segosta), dove era attaccato il pentolone per fare la polenta gialla o nera. La segosta veniva pulita una volta all'anno, durante la Pasqua veniva trascinata dai ragazzi lungo le strade selciate del paese, finché la crosta della caligine era scomparsa.

Sulla credenza ci sono piatti, posate, tazzine per la colazione e oggetti di uso comune. Particolari sono le antiche bottiglie per l'acqua delle fonti di Rabbi e di Peio. La madia aveva la funzione di raccogliere i vari tipi di farina: bianca, gialla, di segale e nera. Alle pareti sono disposti ordinatamente vari oggetti (pentole in rame, palette per la farina, portasecchi, affettatrice per cavoli, tagliapane, ecc.).

La stua (stube)

Una delle sezioni del museo riproduce fedelmente una “stua”, cioè la camera da letto. Al centro si trova il letto assai alto, sotto c'è un lettino a carriola per i bambini con un materasso fatto con le foglie del mais e a fianco una culla per i neonati.

È il luogo dove la famiglia si ritrovava perché si poteva riscaldare vicino alla stufa a olle costruita in valle.

Alle pareti ci sono i ritratti della famiglia, un orologio a pendolo, delle immagini sacre, delle acquasantiere. Il soffitto, anch'esso in legno, è intarsiato. Di fronte al letto c'è un cassettone con sopra dei diari, delle foto, libri di preghiere e alcuni oggetti personali. Nella stanza c'è qualche gioco per i bambini. Sul letto fa bella mostra di sé una coperta interamente lavorata ai ferri; di solito prima di andare a dormire la donna di casa metteva sotto le lenzuola la "monaca", cioè un supporto in legno dove inseriva la scaldina con le braci.

Il calzolaio (cagliar)

Un'altra sezione del museo è dedicata al lavoro del calzolaio. Il mestiere del calzolaio consisteva nel creare, sostituire, confezionare e riparare scarpe. A malapena, l'economia familiare permetteva il lusso di avere un paio di scarpe eleganti per la festa. Il calzolaio si occupava anche della preparazione delle suole in legno per gli zoccoli (cospi). Le donne cucivano le calzature dei familiari con grosse suole di panni, che servivano per le pantofole, che si usavano durante l'inverno, per avere più caldo ai piedi. Per far diventare le suole più resistenti, bisognava continuare a cucirle, finché non diventavano più dure. Quando le persone portavano ad aggiustare le loro scarpe, il calzolaio piantava nella suola e nel tacco, dei chiodi rotondi oppure "broche" (bullette).

Sulla parete della sala del museo sono appesi tutti gli arnesi che usava il calzolaio: martelli, tenaglie, pinze, lime e dei chiodi. Una mensola ospita calzini (cauzoti), forme per scarpe, suole di zoccoli (sole dei cospi), suole di stoffa (sole dei scafoni), scarpe da lavoro (cospi) e delle scarpe chiodate. Accanto c'è il piccolo tavolo da lavoro del calzolaio pieno di utensili.

Trasformazione dei cereali

In questa sezione troviamo vari attrezzi che servivano per la trasformazione dei cereali: il “flél” ovvero correggiato per battere il grano, il mulinello per pulire le granaglie e quello per macinare il grano. Ci sono anche gli utensili del fornaio; le assi sulle quali veniva riposto il pane, le pale per il forno e vari tipi di recipienti che servivano come unità di misura (stadera, staio, ecc.).

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo della civiltà solandra».

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Come arrivare

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Museo della civiltà solandraVia Trento, 40 - Malè
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Domande frequenti

Dove si trova Museo della civiltà solandra?

Museo della civiltà solandra si trova nel comune di Malé, in provincia di Trento (Trentino-Alto Adige), all'indirizzo Via Trento, 40 - Malè. Coordinate: 46.35427, 10.91398.

Quanto costa l'ingresso a Museo della civiltà solandra?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

Cosa vedere vicino a Museo della civiltà solandra?

Nei dintorni si trovano: Castello di Croviana (a 1,1 km), Castel Caldes (a 2,8 km), Rocca di Samoclevo (a 2,9 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Malé - Museo della civiltà solandra 03 — Syrio, CC BY-SA 4.0
  2. Malé - Museo della civiltà solandra 01 — Syrio, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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