Foto: Matteo Ianeselli, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1903
- Superficie
- 1682 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 46°04′03″ N, 11°07′19″ E
- Indirizzo
- Piazza del Duomo, 18, 38122 Trento
Storia e descrizione
Il Museo diocesano tridentino è ospitato nelle sale di Palazzo Pretorio, dall'Alto Medio Evo residenza dei principi vescovi eretta accanto al duomo di Trento, al centro della città. Nelle sue sale espone un ricco patrimonio di arte e cultura che spazia dall'XI al XIX secolo, proveniente dalle chiese del territorio trentino. Il percorso in museo è arricchito da un suggestivo passaggio che permette di osservare dall'alto la vicina cattedrale e dalla possibilità di vistare lo spazio archeologico di Porta Veronensis.
Storia
Il museo diocesano tridentino venne fondato nel 1903 allo scopo di salvaguardare il patrimonio artistico della diocesi e con l'intento di farne strumento didattico per la scuola d'arte e di archeologia cristiana del Seminario Teologico. La sua prima sede fu collocata presso il seminario minore, edificio requisito con la prima guerra mondiale per essere adibito a ospedale militare. Di conseguenza le raccolte furono smembrate e ricoverate presso la sagrestia della cattedrale e altri depositi periferici. Solo nel 1963, in occasione del IV centenario del Concilio di Trento, il museo poté avere una sede stabile accanto alla Cattedrale di San Vigilio, Palazzo Pretorio, antica residenza dei principi vescovi. Negli anni Novanta si procedette a un radicale intervento di restauro dell'edificio e al riallestimento delle raccolte secondo moderni criteri museografici. Nel 1995 papa Giovanni Paolo II inaugurò ufficialmente il museo così rinnovato.
Sedi
Il museo è dislocato su tre sedi: quella centrale in Piazza Duomo a Trento nel Palazzo Pretorio, la Basilica paleocristiana di San Vigilio (situata all'interno del Duomo, accanto alla sede centrale), e la sede distaccata di Villa Lagarina.
L'edificio nel quale ha sede il museo diocesano tridentino, comunemente denominato palazzo Pretorio, fu dall'Alto Medio Evo residenza dei Vescovi di Trento. In epoca imprecisata, tra IX e X secolo, la basilica cimiteriale di San Vigilio assunse la funzione di cattedrale cittadina, ruolo assegnato in precedenza all'"ecclesia intra civitatem" di cui parla la Passio Sancti Vigilii, ubicata nell'area della chiesa di Santa Maria Maggiore. Fu allora che la residenza vescovile venne trasferita dalla sua sede più antica all'area compresa tra i resti della Porta Veronensis e la testata della basilica vigiliana: qui fu eretto il "palatium episcopatus", dotato di una propria cappella dedicata a San Biagio e Santa Lucia. L'edificio si componeva presumibilmente di una serie di case murate e cortili. Intorno al 1255 Egnone di Appiano trasferì la residenza vescovile nella fortezza del Buonconsiglio. Iniziò così il progressivo abbandono dell'antico "palatium episcopatus", adibito parzialmente a sede della Corte di Giustizia e del pretore. Nel 1533 Cristoforo Madruzzo cedette la parte verso la Torre di Piazza al Monte di Pietà che, a sua volta, subaffittò il secondo piano ai consoli della città e al Collegio dei dottori. Nel 1676 Sigismondo Alfonso Thun promosse il restauro dell'edificio, unificando la facciata che perse l'originaria configurazione romanica, ripristinata dopo un radicale restauro negli anni Cinquanta del secolo XX. Nel 1963 il palazzo venne adibito a sede stabile del museo diocesano tridentino. …
Percorso espositivo
Il percorso museale nella sede centrale di Palazzo Pretorio è tipologico; in alcune sale vengono invece svolte singole tematiche, come quella dell'iconografia della città o del Concilio di Trento.
Le opere esposte in questa sezione offrono un'esauriente panoramica della produzione pittorica locale dal Medioevo al Neoclassicismo. Il percorso dà conto della presenza in regione di pittori provenienti dai centri culturali veneti, padani e oltremontani, nei cui confronti la pittura trentina è fortemente debitrice.
Il museo detiene il prezioso dipinto di Giambattista Pittoni raffigurante San Domenico (1730), che fu commissionato dal Principe vescovo Domenico Antonio Thun (1730-1758) all'inizio del suo episcopato.
L'esposizione è introdotta da alcuni dipinti che illustrano l'iconografia dei patroni della diocesi di Trento: San Vigilio, Santa Massenzia e i martiri Sisinnio, Martirio e Alessandro. Nelle altre sale, le opere sono disposte secondo un criterio cronologico che evidenzia l'evolversi dello stile degli artisti e del gusto dei committenti: dalle tavole del tempo del principe vescovo Giovanni Hinderbach, dovute ad artefici transalpini, si passa alle pale d'altare del periodo rinascimentale e barocco, con importanti testimonianze di artisti padani, veneziani e tirolesi, quali Francesco Verla, Giovanni Battista Moroni, Martin Teofilo Polacco, Johann Carl Loth, Giuseppe Alberti, Andrea Pozzo, Paul Troger e Francesco Fontebasso. …
Opere principali
Elia Naurizio, Congregazione generale del Concilio di Trento, 1633, Olio su tela, cm 353 × 293
Il dipinto raffigura una congregazione generale del Concilio di Trento, cioè una riunione quotidiana di lavoro, informativa e deliberativa. Dal 1562, cioè nel terzo periodo conciliare, la presenza dei vescovi aumentò notevolmente fino a raggiungere le duecento unità. Per questo motivo si rese necessario trovare un luogo adatto a contenere tutti i partecipanti, individuato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, qui raffigurata.
Gli arazzi della Passione
Gli arazzi esposti furono acquistati ad Anversa nel 1531 dal principe vescovo Bernardo Clesio (1514-1539) che li utilizzò per decorare la camera del Torrione di sopra, nella residenza del Castello del Buonconsiglio. In occasione del Concilio di Trento costituirono il prezioso arredo dell'aula conciliare ricavata nel coro della cattedrale di San Vigilio. Gli arazzi fanno parte di un ciclo con le storie della Passione di Cristo, definito "straordinario e forse unico in Italia". Fu realizzato a Bruxelles, presso l'atelier di Pieter van Aelst, il più importante imprenditore e produttore di arazzi del tempo. Egli ricoprì le prestigiose cariche di "valletto di camera e arazziere" di Filippo il Bello e di "tappezziere di corte" di Carlo di Lussemburgo e di Margherita d'Austria, incarichi che lo resero assai famoso, tanto che papa Leone X Medici, nel 1515, volle affidargli l'esecuzione di una serie di dieci arazzi raffiguranti gli Atti degli Apostoli su cartone di Raffaello destinati a decorare dal 1519 la Cappella Sistina. A differenza di quelli, ormai pienamente rinascimentali, gli arazzi di Trento appartengono ad uno stile definito dagli studiosi come Pré-Renaissence, perché caratterizzato dalla combinazione tra tradizione gotica fiamminga e nuove tendenze del Rinascimento italiano.
Giuseppe Alberti, San Vigilio in estasi, 1674, Olio su tela; cm 192,5 × 131 …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo diocesano tridentino».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo diocesano tridentino?
Museo diocesano tridentino si trova nel comune di Trento, in provincia di Trento (Trentino-Alto Adige), all'indirizzo Piazza del Duomo, 18, 38122 Trento. Coordinate: 46.06744, 11.12191.
Quali sono gli orari di Museo diocesano tridentino?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Jun 01-Sep 30 We-Mo 10:00-13:00,14:00-18:00; Oct 01-May 31 Mo,We,Th,Fr,Sa 09:30-12:30,14:00-17:30, Su 10:00-13:00,14:00-18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo diocesano tridentino?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Museo diocesano tridentino è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Museo diocesano tridentino?
La datazione indicata da Wikidata è: 1903.
Cosa vedere vicino a Museo diocesano tridentino?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Pretorio (a 0 m), Casa Niccolini (a 0 m), Basilica paleocristiana di San Vigilio (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Trento-Palazzo Pretorio — Matteo Ianeselli, CC BY-SA 3.0
- Interno del Museo Diocesano Tridentino — Lorenza Liandru, CC BY-SA 4.0
- Museo diocesano tridentino, interno 00 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Museo diocesano tridentino, interno 03,0 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Museo diocesano tridentino, interno, sala del tesoro 00 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Trento - Museo diocesano tridentino - 2024-09-30 00-53-43 001 — KiwiMilano, CC BY-SA 4.0
- WikiAlpenforum (WAF) im Museo Diocesano Tridentino 01 — Burkhard Mücke, CC BY-SA 4.0
- Cappella Palatina — Lorenza Liandru, CC BY-SA 4.0
- Estasi di Santa Teresa d'Avila — Michelangelo Unterberger, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze