Museo, Varese Ligure (SP)

44°24′26″ N, 9°30′35″ E

Ancora nessuna foto su Wikimedia Commons

Carica una foto su Commons

Museo

Museo contadino di Varese Ligure

Museo in Italia

Varese Ligure (SP), Liguria

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Coordinate
44°24′26″ N, 9°30′35″ E
Indirizzo
Loc Costa, Cassego, 19028 Varese Ligure

Storia e descrizione

Il Museo contadino di Varese Ligure, talvolta chiamato museo contadino di Cassego, è tra le poche raccolte liguri sulla civiltà contadina.

Il museo è frutto di anni di paziente raccolta e recupero delle tradizioni valdivarensi, progressivamente dimenticate dopo il grande esodo dalle campagne avvenuto negli anni cinquanta del XX secolo.

A differenza dei centri di fondovalle, più aperti alle influenze esterne e maggiormente inseriti nel circuito culturale ed economico allargato, i piccoli centri di montagna praticavano un'economia di sussistenza e sviluppavano una cultura genuina, meno esposta a influenze diverse.

In particolare il museo contadino conserva la testimonianza della cultura abbastanza omogenea degli antichi abitati della zona di montagna alle spalle di Varese Ligure, cultura che si esprime negli usi e nei costumi, negli attrezzi da lavoro, nel modo di vivere e nelle consuetudini della popolazione.

Storia

Il museo nasce per iniziativa di don Sandro Lagomarsini, parroco di Cassego, e prende avvio dal lavoro di ricerca delle tradizioni orali, diligentemente fissate in interviste e filmati.

Dal 1971 al 1974 vengono raccolte di casa in casa le testimonianze della vita contadina. Si recuperano capillarmente gli attrezzi da lavoro, le suppellettili e gli utensili caduti in disuso.

Da questo nucleo originario prende forma una consistente collezione di materiale che consente di inaugurare, nel 1975, una esposizione permanente realizzata con la consulenza di alcuni docenti universitari dell'Università di Salerno e dell'Università di Genova.

Nel 1976 viene pubblicata una guida all'esposizione dal titolo Progetto di Museo contadino.

L'attività museale prosegue negli anni seguenti con la collaborazione delle scuole elementari della zona: nel 1982 si realizza un filmato dal valore socio-antropologico, oltre che storico, che mostra l'uso degli attrezzi contadini raccolti.

È del 1983 la pubblicazione della prima parte della Carta culturale dell'Alta Val di Vara, mentre nel 2011 sono ancora in corso di preparazione la seconda parte della "Carta" e la catalogazione definitiva degli oggetti esposti.

Collezione

Nelle stanze del Museo si allineano gli utensili relativi ai vari cicli di produzione.

Per quello del latte: la stanga per portare l'acqua alle bestie e per il trasporto del latte; il ramà (paiolo di rame) per raccoglierlo; il cuin (colino) di legno d'ontano; le fascelle (forme); la cassa (mestolo); la conchetta di legno con la parte centrale sollevata per fare perdere il siero al formaggio; il torchio per pressare il formaggio stesso, che veniva fatto salare in vaschette di legno sulle ciappe di ardesia provenienti dal Monte Chiappozzo.

Le baghe (cioè gli otri di pelle di capretto) ed il torchio a stanga sono invece gli attrezzi del ciclo del vino, che in si affiancava al sidro ottenuto schiacciando le mele in un tronco scavato.

Il ciclo del grano è documentato dalla corba (cesta per il letame portata a spalle o su una slitta detta lésa), dagli aratri in legno e da quelli con l'ala (voltorecchio). La battitura del grano avveniva col sistema della péiga: su della terra battuta con la verga si metteva il letame diluito con acqua, che permetteva di battere solo sulle spighe senza danneggiare la paglia, utile a coprire le case e le cascine.

Con la farina si confezionava il pane "fatto in casa": la mésa (madia) serviva come ripiano su cui impastare; la pasta veniva poi lasciata su una grande livéa a lievitare, coperta da una conchetta che impediva al pane di debordare.

Il tutto era poi cotto sotto il testo, una campana di terracotta (in tempi più recenti di ghisa) scaldata sulla piastra del focolare, detto sö.

Nel museo di Cassego è testimoniato anche il ciclo della méga, la meliga o mais, un alimento di largo consumo sul territorio, a cominciare dal metodo di semina: con un rastrellone si tracciavano sul campo arato le linee da seguire nella semina stessa, si scavavano alcuni fori entro i quali erano introdotti i chicchi. Per praticare il piccolo scavo si usava una zappetta (zappella), che alla fine di ogni stagione di lavori occorreva restaurare saldando i pezzi rotti. …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo contadino di Varese Ligure».

Come arrivare

Indirizzo
Loc Costa, Cassego, 19028 Varese Ligure

Nei nostri dati non risultano stazioni, fermate o parcheggi vicini. Controlla i collegamenti prima di partire.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Conosci questo luogo?

Mancano gli orari e le foto. I dati arrivano da progetti aperti: se li aggiungi lì, compaiono qui al prossimo aggiornamento.

Altri musei in Liguria

Museo, 1888

Museo Bicknell

Bordighera (IM)

Orari disponibiliIngresso gratuito

Tutti: musei in Liguria

Cosa vedere a Varese Ligure: 6 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Museo contadino di Varese Ligure?

Museo contadino di Varese Ligure si trova nel comune di Varese Ligure, in provincia di La Spezia (Liguria), all'indirizzo Loc Costa, Cassego, 19028 Varese Ligure. Coordinate: 44.40729, 9.50964.

Cosa vedere vicino a Museo contadino di Varese Ligure?

Nei dintorni si trovano: Castello di Varese Ligure (a 7,4 km), Varese Ligure (a 7,6 km), Volto megalitico di Borzone (a 8,5 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap