- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Foto: Cymothoa exigua, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1905
Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone
Museo di Genova
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1905
- Superficie
- 1019 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°24′40″ N, 8°56′10″ E
- Indirizzo
- Piazzale Giuseppe Mazzini, 4, 16122 Genova
Storia e descrizione
Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, situato all'interno di Villetta Di Negro, è una delle più importanti collezioni di arte orientale in Europa e la più importante in Italia. Esso conserva l'intera collezione del pittore ed incisore Edoardo Chiossone, nativo di Arenzano (in provincia di Genova) ma che, dopo la gioventù trascorsa a Firenze, passò buona parte della sua vita in Giappone, dirigendo l'Officina imperiale di carte e valori di Tokyo.
Storia
In tarda età Chiossone divenne - grazie alla sua preparazione e competenza, ed alla stima personale che riscuoteva presso l'élite politica e culturale nipponica - un appassionato raccoglitore e conoscitore d'arte giapponese.
Poté così formare un'importante collezione di circa quindicimila pezzi (poi donata al Comune di Genova), facilitato dall'abbandono in quell'epoca del sistema feudale giapponese, trasformazione che portò al dissesto finanziario di molte famiglie aristocratiche, che misero in vendita oggetti gelosamente custoditi da secoli, di cui Chiossone fece incetta.
La sua raccolta comprese numerose armi e armature, ma anche bronzistica cinese e giapponese, smalti, ceramiche, tessuti, lacche e maschere teatrali.
L'incisore lasciò nel suo testamento le collezioni alla città di Genova, dove giunsero, in un centinaio di casse, nel 1899.
I bellissimi reperti furono esposti dapprima nel Palazzo dell'Accademia in Piazza De Ferrari. Durante gli anni della direzione di Caterina Marcenaro, il Museo D'Arte Orientale Chiossone rientrò nel programma di riorganizzazione del sistema museale cittadino. La Marcenaro seguì da vicino le questioni relative alla conservazione e alla sistemazione delle raccolte della collezione, avviando il progetto per una sede definitiva del museo.
Nel corso degli anni Sessanta fu avviato il progetto per una sede definitiva, l'attuale Villetta di Negro. Il nuovo edificio fu progettato inizialmente da Mario Labò, e successivamente sviluppato da Giorgio Olcese; l'allestimento interno venne affidato a Luciano Grossi Bianchi.
Il Museo aprì al pubblico il 7 maggio 1971, presentando un patrimonio ampliato grazie agli acquisti del Comune, che in quegli anni aveva reperito grandi sculture, soprattutto provenienti dalla Cina e dal Siam.
Nel giro di pochi anni acquisì notorietà mondiale: « il Giappone, nel 1989, chiese in prestito molte opere per una mostra a Tokyo, preludio di quella itinerante nell'anno successivo (quattro mesi: da Tokyo a Kyoto, a Osaka, a Yokohama). Ancora trasferimenti di stampe e dipinti a Londra, per l'esposizione di An Italian in Japan, nell'autunno del 1991 ».
Chiuso dal settembre 2021 per lavori di ristrutturazione, adeguamenti dell'impianto elettrico e di accessibilità, è stato riaperto a fine giugno 2023. È stata anche ristrutturata la terrazza con panorama su Genova.
Collezioni
L’attuale percorso dell’esposizione permanente inizia nel grande salone al piano terra del museo, per proseguire con la Galleria 1 (vetrine 1-9), 2 (vetrine 10-17) e 5 (vetrine 18-23). Lungo questo percorso il visitatore ha modo di conoscere tutti i principali fenomeni della cultura artistica, figurativa e decorativa giapponese nel corso della storia con esemplari di arte Buddhista, archeologia pre- e proto-scientifica, armi ed armature collegate con il secolare governo militare, sviluppo e variazioni delle arti applicate e decorative.
Nelle Gallerie 3 e 4 vengono invece allestite mostre tematiche ed allestimenti temporanei per consentire la rotazione delle opere della collezione normalmente conservate nei depositi. In occasione di queste mostre vengono esposte opere quali dipinti, stampe xilografiche e tessuti, che per loro natura non possono essere esposti in modo permanente.
(Salone; Galleria 1 vetrine 3-7; Galleria 2 vetrine 10-11) …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone».
Linea del tempo
- 1905Fondazione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei in Liguria
Domande frequenti
Dove si trova Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone?
Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone si trova nel comune di Genova, in provincia di Genova (Liguria), all'indirizzo Piazzale Giuseppe Mazzini, 4, 16122 Genova. Coordinate: 44.41121, 8.93624.
Quali sono gli orari di Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a venerdì: 9:00–19:00; Sabato e domenica: 10:00–19:30; Lunedì: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
A quando risale Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone?
La datazione indicata da Wikidata è: 1905.
Cosa vedere vicino a Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Luciano Spinola di Luccoli (a 100 m), Palazzo Paolo e Niccolò Interiano (a 100 m), Palazzo Giorgio Spinola (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo d'arte orientale Edoardo Chiossone — Cymothoa exigua, CC BY-SA 3.0
- 094B9735 — Andreademartini, CC BY-SA 3.0
- 19092015-DSC 2913-2 — Alex2015Genova, CC BY-SA 4.0
- 19092015-DSC 2913 — Alex2015Genova, CC BY-SA 4.0
- 19092015-DSC 2916-2 — Alex2015Genova, CC BY-SA 4.0
- 20200927DSC 5990 — Alex2015Genova, CC BY-SA 4.0
- 27092015-DSC 3838 — Alex2015Genova, CC BY-SA 4.0
- Il Giappone a Genova, Museo d'arte orientale E. Chiossone — Vivibianca, CC BY-SA 3.0
- Il Giappone a Genova, Museo d'arte orientale E.Chiossone — Vivibianca, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze