Foto: Sordelli, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1888
- Fondatore
- Gaetano Filangieri
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°50′56″ N, 14°15′40″ E
- Indirizzo
- Via Duomo, 288 - Napoli
Storia e descrizione
Il Museo Civico Gaetano Filangieri, situato in via Duomo a Napoli, è un museo istituito da Gaetano Filangieri, principe di Satriano (1824-1892), che donò la sua ricca collezione alla città, allestendola nel traslato Palazzo Como, di cui si salvarono soltanto le facciate quattrocentesche.
Il museo è dedicato al ricordo della famiglia Filangieri, alle arti applicate e alle memorie civiche dell'ex capitale del Regno delle due Sicilie.
Storia
La progettazione e l'allestimento del museo si devono alla lungimiranza di Gaetano Filangieri che nel 1881 avanzò la proposta al Consiglio comunale di allocare le sue raccolte d'arte in quel che restava del celebre Palazzo Como, rara testimonianza architettonica del Rinascimento toscano a Napoli. Il palazzo fu spostato di circa venti metri allo scopo di scongiurarne l'abbattimento, a seguito dei lavori del Risanamento, e allinearlo lungo l'arteria di via Duomo. Del quattrocentesco edificio non rimaneva che la splendida facciata in bugnato e i muri laterali, mentre l'invaso era del tutto vuoto e senza copertura. L'offerta risultò molto allettante per il municipio e l'ipotesi di istituire un museo civico era sentita da più parti come necessaria, così nel 1883 cominciarono i lavori di riedificazione e ripristino completamente finanziati dal Principe. I lavori terminarono nel 1888 e l'8 novembre dello stesso anno il museo fu aperto al pubblico.
Il 30 settembre 1943 una squadra di guastatori tedeschi incendiò la villa Montesano di San Paolo Bel Sito dove, per prevenire i danni di guerra, erano stati ricoverate l'anno precedente le opere di maggior pregio del museo, insieme ai documenti più preziosi dell'Archivio di Stato di Napoli, allora diretto da Riccardo Filangieri che contemporaneamente ricopriva la carica di direttore del museo. Del patrimonio del museo si salvarono circa quaranta dipinti ed una cassa contenente armi antiche; tra i pezzi più rilevanti che furono perduti invece figurano due ritratti d'uomo di Botticelli, una Deposizione di Francesco Solimena, e la Madonna con Bambino e suor Alessandra Bentivoglio di Bernardino Luini.
Nel 1946 il soprintendente alle gallerie napoletane, Bruno Molajoli, rivolse un appello per reintegrare le raccolte distrutte e nel 1948, insieme al Museo nazionale di San Martino e al Museo nazionale della ceramica Duca di Martina, il museo Filangieri fu riaperto al pubblico grazie alle generose donazioni di Filippo Perrone, Mario De Ciccio, Salvatore Romano e grazie alle opere date in prestito dagli altri musei cittadini.
Descrizione
La collezione, eterogenea per materiali, vanta più di 3 000 oggetti, di varia provenienza e datazione. Sono raccolti esemplari di arti applicate (maioliche, porcellane, biscuit, avori, armi e armature, medaglie, pastori presepiali), dipinti e sculture dal XVI al XIX secolo, una ricca biblioteca dotata di circa ottomila volumi e l'archivio della famiglia Filangieri.
La sala d'ingresso è dedicata al generale Carlo Filangieri, padre del fondatore, ed ha l'aspetto austero della sala d'armi di un castello in cui, alle pareti e nelle rastrelliere, sono disposte armi e armature di manifatture extra europee (cinesi, giapponesi, marocchine, turche, africane). Le pareti sono costellate dal monogramma composto dalle lettere "GF", iniziali del fondatore, in caratteri gotici.
Le tre volte del soffitto ospitano un mosaico a fondo oro realizzato dalla Vetreria Artistica Salviati di Venezia: i nomi di quaranta membri di casa Filangieri, vissuti tra l'XI e il XIX secolo, campeggiano su cartigli bianchi, mentre al centro un'aquila bicipite porta sul petto lo stemma della famiglia.
Nella sala trovano posto varie sculture in marmo, tra cui spiccano i busti di Tito Angelini, Francesco Jerace, Gesualdo Gatti.
L'elegante scala elicoidale che conduce alla Sala Agata è composta da quaranta gradini in piperno ed è decorata alle pareti con stemmi marmorei di famiglie gentilizie napoletane e armi in asta del XVI e XVII secolo.
La sala è dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre di Gaetano Filangieri. Lo spazio è progettato secondo i criteri architettonici innovativi diffusi nella seconda metà dell'Ottocento che Filangieri mutua dai musei di scienze e tecnica visitati in Europa. Al tempo stesso, il riferimento alle tradizionali gallerie seicentesche è evidente nell'allestimento dei dipinti alle pareti e ne è testimonianza il ricco apparato decorativo in legno noce di gusto rinascimentale. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico Gaetano Filangieri».
Linea del tempo
- 1888Fondazione e apertura
- 1943Saccheggio nazista
Persone
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Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Museo civico Gaetano Filangieri?
Museo civico Gaetano Filangieri si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Via Duomo, 288 - Napoli. Coordinate: 40.84901, 14.26102.
Quanto costa l'ingresso a Museo civico Gaetano Filangieri?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo civico Gaetano Filangieri?
La datazione indicata da Wikidata è: 1888.
Cosa vedere vicino a Museo civico Gaetano Filangieri?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Como (a 0 m), Palazzo della Zecca (a 100 m), Palazzo Marigliano (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Museo civico Gaetano Filangieri — Sordelli, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
