Foto: Threecharlie, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Fortezza / Torre
Mura di Legnago
Cinta muraria della città di Legnago
In breve
- Tipo
- Fortezza / Torre
- Coordinate
- 45°11′37″ N, 11°18′12″ E
Storia e descrizione
Le mura di Legnago furono una cinta muraria costruita nel X secolo. La fortificazione proteggeva la rocca e successivamente il borgo di Legnago, in provincia di Verona. La struttura si estendeva su entrambe le sponde del fiume Adige, sul cui corso sorge il paese. Danneggiate nel corso del XV secolo, furono ricostruite durante il periodo di dominazione veneziana dall'architetto veronese Michele Sanmicheli. La città, grazie alla posizione strategica e alle imponenti mura cinquecentesche, divenne nel corso dell'Ottocento una fortezza austriaca del Quadrilatero. I bastioni furono infine abbattuti nel 1887 in seguito a due rotte dell'Adige che devastarono numerose abitazioni.
Struttura
La cinta muraria originaria è datata al X secolo. I due strati di mura circondavano inizialmente l'area dell'antica rocca ed erano delimitati da quattro torri circolari di cui oggi solamente il bastione maestro rimane in piedi: il Torrione, attualmente simbolo del paese. La struttura copriva un'area quadrangolare. Due torri sorgevano sulla riva del fiume, nelle prossimità del ponte, mentre le altre (tra cui il Torrione) furono costruite a sud-ovest. Il borgo si estendeva sia a nord-ovest della fortezza - protetto da un fossato - sia sulla sponda opposta dell'Adige, dove sorgeva la rocca di Porto.
Dal XIII al XV secolo, il borgo legnaghese passò sotto il dominio di varie signorie italiane, tra cui gli Scaligeri, i Carraresi, gli Ezzelini e i Visconti. Sotto l'influenza viscontea, in particolare, la rocca subì importanti lavori di assestamento e ristrutturazione, ma fu solamente con il progetto di Michele Sanmicheli del 1528 che Legnago cominciò a trasformarsi in un borgo fortificato.
La nuova cerchia muraria si estendeva a forma di stella attorno al nucleo originario del paese e attorno al quartiere di Porto, sulla sponda sinistra del fiume. Comprendeva sei bastioni (tre per Legnago, tre per Porto) e cinque porte. Tre di esse erano situate presso la sponda destra dell'Adige: da nord a sud, rispettivamente Porta San Martino (o Veronexa, l'entrata principale della città), Porta Mantova (o Porta Nuova) e Porta Ferrara. Porto era invece servito da Porta Padova, a nord, e da Porta Stupa, a sud. I bastioni erano invece nominati Bastione San Martino, San Giovanni, San Bernardo (sulla sponda di Legnago, da nord a sud rispettivamente), Bastione di Sopra, Bastione San Pietro e Bastione di Sotto (sulla sponda di Porto, da nord a sud rispettivamente). Le mura furono costruite utilizzando diversi materiali: mattoni, ciottoli fluviali, pezzame laterizio e calcare bianco. …
Storia
I due castelli di Legnago e di Porto furono costruiti sulle sponde opposte del fiume Adige attorno al X secolo. La fortezza e il borgo sorto accanto ad essa, inizialmente indipendenti, passarono sotto il dominio diretto del vescovo di Verona e successivamente al comune della città, il 27 febbraio 1208. Il periodo che ne seguì vide le signorie venete alternarsi il dominio di Legnago. Ezzelino III da Romano conquistò la città nel 1231, annettendola ai domini della Marca Trevigiana. Una successiva insurrezione dei legnaghesi liberò il luogo dal "tiranno" Ezzelino, e la piena indipendenza fu riconosciuta alla città nel 1259 dal signore di Ferrara Azzo VII d'Este.
L'indipendenza fu di breve durata. Con l'affermazione della potenza Scaligera alla fine del Duecento, il paese tornò sotto dominio veronese (1277). Solo l'intervento di Giangaleazzo Visconti, signore di Milano, aprì, un secolo più tardi, un nuovo spiraglio di libertà. Sconfitto l'esercito Scaligero, i Visconti concedettero la libertà ai comuni di Legnago e Porto, il 3 agosto 1390. Fu in quel periodo che la Rocca, danneggiata in seguito alle numerose guerre, fu sottoposta a una completa ristrutturazione. I lavori di fine XIV secolo trasformarono l'edificio nella fortificazione di cui sono ancora oggi visibili i resti (il Torrione). …
Gli scavi del 2004
Nel 2004, in seguito ad alcuni lavori effettuati dal Comune di Legnago per la sistemazione di Corso della Vittoria, tornarono alla luce i resti delle fondamenta di Porta Mantova, fino a quel momento nascosti sotto il suolo stradale. Il sito si trovava in buono stato di conservazione e occupava una superficie di circa 380m2. La porta, rivestita di pietra bianca veronese, era stata demolita nel 1887 assieme al tratto di mura che, partendo da essa, arrivava a Porta Ferrara, a sud. Corso della Vittoria rimase chiuso dal 2003 al 2011, esponendo alla comunità legnaghese i resti del proprio passato. Nel dicembre del 2011, tuttavia, le rovine furono nuovamente interrate per ordine del consiglio comunale. L'operazione fu probabilmente causata dalle esigenze di viabilità nel centro cittadino: l'area occupata dagli scavi fu infatti ricoperta di teli protettivi e sotterrata, restituendo spazio al traffico. La carreggiata che occupa tuttora il sito degli scavi è lastricata di pietra bianca di Vicenza, porfido e ciottoli. Lastre e cubetti furono disposti in modo da riprodurre, in superficie, la pianta delle fondamenta dell'antica porta. La passata presenza delle rovine è inoltre segnalata da un cartello informativo. La strada fu ufficialmente riaperta l'8 settembre 2012.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura di Legnago».
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Domande frequenti
Dove si trova Mura di Legnago?
Mura di Legnago si trova nel comune di Legnago, in provincia di Verona (Veneto). Coordinate: 45.19360, 11.30320.
Cosa vedere vicino a Mura di Legnago?
Nei dintorni si trovano: Teatro Salieri (a 400 m), Villa Dionisi (a 7,2 km), Sito palafitticolo Tombola (a 7,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Torrione (Legnago) 02 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Die Gartenlaube (1866) b 397 2 — various, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze