Foto: sailko, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Fortezza / Torre
- Stile
- Architettura medievale
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°48′31″ N, 9°05′15″ E
- Indirizzo
- Viale Carlo Cattaneo
Storia e descrizione
Le mura di Como, che circondano su tre lati il centro storico cittadino, sono ancora ben conservate per il 70% del perimetro originario e risalgono al periodo medievale.
Vennero costruite per la prima volta su iniziativa di Giulio Cesare, nella prima metà del I secolo a.C. circa 20 metri all'interno delle strutture oggi visibili. Questi presidi facevano parte di una complessa struttura difensiva intesa a coprire gli accessi a Milano ed alla pianura padana dalle Alpi centrali, che comprendeva, fra gli altri, il Castel Baradello, le fortificazioni dell'Isola Comacina, le strutture del Buco del piombo e le primitive fortezze di Bellinzona.
L'evo antico
A fronte delle ricche tracce sepolcrali, restano più scarse le indicazioni relative al centro urbano di Como preromana, che non sorgeva nella convalle affacciata sul lago dove i Romani fondarono Novum Comum, bensì lungo il versante sud-occidentale del Monte Croce. L'estensione dell'abitato doveva essere notevole: durante il periodo della sua massima espansione, nel V secolo a.C., l’insediamento acquisisce dimensioni e caratteri tipici di un centro proto-urbano, raggiungendo un’estensione di 150 ettari.
Non vi sono tracce archeologiche dei "28 castelli" che Tito Livio narra essersi arresi nel 196 a.C. a Marco Claudio Marcello (nipote dell'omonimo conquistatore di Milano, circa 26 anni prima) a seguito di una significativa operazione militare, riportata da Livio e testimoniata da una lapide rinvenuta in Roma e dedicata al trionfo De Comensibus et Insubribus (sui Comensi e sugli Insubri).
Dopodiché, narra Strabone, la città non si sviluppò ulteriormente. Quali che fossero le antiche opere di difesa, esse dovettero decadere assai negli anni, ovvero furono disarmate, all'uso romano ben testimoniato durante la conquista della Gallia, onde evitare ulteriori sfide all'autorità occupante. Sicuramente la città non ospitò alcuno stabile insediamento romano e, quindi, nessuna nuova struttura difensiva.
Tutto ciò facilitò, nel 90 a.C. il successo di una incursione dei Reti, calati da nord (Strabone li descriveva come i popoli "sopra Como e Verona"), i quali saccheggiarono e distrussero la città.
I vicini confini alpini, infatti, non erano stati messi in sicurezza dai Romani che consideravano, anzi, la provincia Cisalpina quale un antemurale a protezione della penisola italica. Una strategia, peraltro, che, appena 12 anni prima, aveva permesso a Gaio Mario il vitale trionfo sui Cimbri ai Campi Raudii. …
L'evo di mezzo
Un nuovo periodo di rinnovo delle fortificazioni (ben testimoniato a Bellinzona), risale all'epoca carolingia, tempo nel quale Como divenne capoluogo di contea.
A quest'epoca vanno, forse, fatte risalire le fortificazioni dei due borghi esterni di Vico a ovest e Coloniola a est: due cittadelle fortificate che si prolungano sulle sponde del lago a formare una sorta di granchio.
Nel 983 le mura divennero proprietà della Diocesi di Como. Si è conservato un atto di donazione, datato 18 giugno 983 in cui l'imperatore Ottone II, donava ad un tal Bariberto una parte delle mura «...di venticinque pertiche di lunghezza e dieci piedi di larghezza … con tre torri site in prossimità di una pusterla che conduce al mercato».
Nel 1127, al termine della cosiddetta guerra decennale con la vicina e potente Milano, Como venne assediata, presa e distrutta.
L'occasione del riscatto venne nel 1154, in occasione della discesa dell'imperatore Federico I Barbarossa: nel 1162, egli trascinò i propri volonterosi alleati comaschi, pavesi, cremonesi e lodigiani al secondo assedio di Milano: questa si arrese e venne saccheggiata, le mura abbattute. Ridotta a mala parata, essa non poté evitare che le rivali Como e Lodi ricostruissero le proprie mura.
Nel 1176, all'indomani della battaglia di Legnano, Barbarossa trovò rifugio proprio a Como: la successiva pace di Costanza del 1183, con Milano ed ai suoi alleati della lega lombarda, venne seguita da una successiva pace, nel 1196, con Como che garantiva alla città maggiore l'accesso ai valichi del San Bernardino e del Maloja, ma conservò a Como, ancora per 139 anni, l'autonomia municipale.
Nel 1169, ad ogni buon conto, era stata assediata e distrutta l'Isola Comacina, già alleata di Milano all'epoca dell'assedio del 1127, ricostruito il Castel Baradello e, nel 1192 era stata completata l'edificazione della grande Porta Torre, a base quadrata e alta circa 40 metri, rivolta verso Milano, con verso l'interno otto aperture in fila da due a forma di semi ellisse. Essa venne seguita, nel XIV secolo, dalle due torri pentagonali di San Vitale (ad est) e Porta Nuova (ad ovest). …
L'evo moderno
La politica di fortificazione continuò vivace sotto gli Sforza, i quali eressero, in particolare, il grande castello di Musso, a sbarrare la via del lago. Da qui agì, per un tumultuoso quinquennio, Gian Giacomo Medici, che stabilì una dominazione che giunse ad includere una buona metà della diocesi comense.
In quegli anni perigliosi, la città passò diverse volte di mano. Nel 1508 un governatore francese, Giovanni Gruerio, ridusse a tre le porte di accesso alla città, rinforzò i baluardi ed edificò le pusterle. Per quella più importante, di fronte a Porta Torre, si procedette alla distruzione di un preesistente ospedale di San Biagio e un cimitero di San Michele. Nel 1521 la città venne messa a sacco dagli Spagnoli, i quali cinque anni dopo potenziarono le fortificazioni a lago. Nel 1527, lo stesso anno in cui veniva abbattuto, per non lasciarlo ai Francesi, il Castel Baradello, il governatore spagnolo, Pietro Arias, faceva ulteriormente sgomberare l'area antistante la porta, abbattendo le chiese di San Francesco e di Sant'Antonio da Padova, nonché molti altri edifici circostanti.
Nel XVI secolo, Porta Sala e Porta Portello vennero dotate entrambe di rivelini. Nello stesso periodo, anche Porta Torre fu provvista di un'analoga fortificazione di protezione.
Alle truppe francesi, ai quali è attribuita la distruzione della cosiddetta "Murata", si deve la distruzione di consistenti porzioni delle fortificazioni di Vico e della Coloniola.
Nel corso dei successivi XVII e XVIII, la città non dovette subire alcuna ulteriore offesa, garantita, come il resto del Ducato di Milano, dalla potenza militare, spagnola prima ed austriaca poi, e dalla amicizia loro recata dai cantoni cattolici svizzeri che occupavano il Ticino. I confini con i vicini protestanti grigioni venivano, infine, ben guardati dal Forte di Fuentes, edificato dagli Spagnoli all'estremo nord del lago.
Nel 1783 l'Erario Militare vendette le mura al Comune di Como che a sua volta le cedette a privati. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura di Como».
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Domande frequenti
Dove si trova Mura di Como?
Mura di Como si trova nel comune di Como, in provincia di Como (Lombardia), all'indirizzo Viale Carlo Cattaneo. Coordinate: 45.80857, 9.08744.
Cosa vedere vicino a Mura di Como?
Nei dintorni si trovano: Museo archeologico Paolo Giovio (a 100 m), Museo storico Giuseppe Garibaldi (a 100 m), Seminario maggiore di Como (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Como, mura — sailko, CC BY 2.5
- Como - mura di Como - 202209292014 — Ottantafame, CC BY-SA 4.0
- Como - Mura di Como - 2023-09-11 01-10-16 001 — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Como - Mura di Como - 2023-09-11 01-10-44 001 — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Como - Mura di Como - 2024-09-01 23-13-55 001 — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Como Fuori le Mura con il Baradello — Marimari52, CC BY-SA 4.0
- Como, contrafforti nelle Mura della città — Marimari52, CC BY-SA 4.0
- La sentinella delle mura Como che cambia — Uppa66, CC BY-SA 4.0
- Le Mura di Como ... in fiore — Marimari52, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

