Mura di Asti
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Foto: Maura CH Osano, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre

Mura di Asti

Mura cittadine di Asti

Asti (AT), Piemonte

Indicazioni

In breve

Coordinate
44°54′03″ N, 8°12′25″ E
Indirizzo
Bosco dei Partigiani, 14100 Asti

Storia e descrizione

Le mura di Asti sono state la più grande opera edilizia della città nel periodo comunale medievale.Partendo da alcuni punti fortificati già presenti nel periodo romano e longobardo, il Comune tra il XII ed il XIV secolo, completò la costruzione di più di 7 chilometri di mura suddivise in due recinti che cingevano completamente l'abitato cittadino.

Di queste solamente la parte nord occidentale si è conservata in modo continuativo fino ai giorni nostri. In altre zone della città le mura sono state inglobate negli edifici od emergono solamente per piccoli tratti nel tessuto urbano della città.

L'oppidum celtico-ligure e l'espansione romana

Secondo i testi antichi di Plinio il vecchio (Naturalis historia) e Tolomeo (Geographia, III, 1), il primo insediamento fortificato fu costruito dalla tribù celtico-ligure degli Statielli, nella zona più elevata della città, compresa tra il Castel Vecchio e il Castello dei Varroni (o Valloni).

Dopo la conquista romana, l'oppidum ligure fu emarginato, per l'espansione della colonia più a valle su un territorio pianificato, pur tenendo conto del preesistente insediamento.

La perimetrazione e l'impianto romano condizionò la forma della città anche nelle fasi storiche successive. Ancora oggi l'arteria principale della città, la via maestra, (l'attuale Corso Alfieri), corrisponde all'asse portante del decumano massimo romano.

Dal tardo impero all'alto medioevo

In seguito al deteriorarsi dell'impero, anche la città di Asti subì un progressivo degrado con una notevole contrazione demografica ed una riduzione del perimetro urbano. È probabilmente di questo periodo (IV secolo) la costruzione della prima cinta muraria, in rapporto alle sempre più frequenti invasioni barbariche.

Il perimetro delle cosiddette mura di Onorio (moenia vindicis Hastae), citate da Claudiano nel suo Sextu consulatu Honorii Augusti, era sicuramente inferiore all'antica estensione cittadina, limitato a salvaguardare la zona di maggior prestigio edilizio sorta ai lati del decumano massimo.

La Asti di Onorio era probabilmente una città di circa 30 ettari di superficie, dalla forma allungata e poligonale che si estendeva da Via Cattedrale a nord, a Via Q. Sella a sud, da Via Varrone ad ovest, a Piazza Statuto ad est.

Il periodo longobardo vede lo spostamento della zona di comando, nuovamente al Castel Vecchio.

Questo processo si consolida intorno al X secolo, quando la Chiesa assume anche il potere temporale della città. In questo periodo il Castel Vecchio diventa Castrum episcopi.

Il comune

La città, che era rimasta sostanzialmente priva di mura fino al XII secolo, con lo sviluppo ed il consolidamento dell'autorità comunale, aumentò anche le proprie risorse economiche e le capacità organizzative. Si dotò di una recinzione con palizzate, terrapieni e fossati definita “sepes” che delimitavano la città e la isolavano dai pericoli esterni.

Nella Cronica di Ogerio Alfieri, egli racconta che nel 1280 la città risultava cinta di belle mura nuove (il recinto dei nobili), con sobborghi esterni popolosi.

Questo primo recinto venne munito di porte fortificate da permettere le comunicazioni con l'esterno e di quattro castelli.

Oggi, l'unica porta ancora presente in Asti è quella di San Giuliano, inglobata all'interno del Santuario della Madonna del Portone, ma un tempo tutto il perimetro murario era costellato da porte fortificate costantemente presidiate e sorvegliate.

Due sono le porte più antiche, costruite inglobando le porte del decumano romano e si trovavano infatti in corrispondenza dello sbocco orientale e occidentale della città.

Si tratta della Porta Torre, in corrispondenza della Torre Rossa nel Rione Santa Caterina, e della Porta Arco (o dell'Arco) allo sbocco della contrada Maestra in piazza Alfieri nel Rione San Secondo.

Tutte le altre porte furono edificate nel periodo medioevale.

Ogni porta aveva sopra l'architrave l'immagine di Maria, con a lato San Secondo e il Santo protettore del Rione o del Borgo a cui faceva capo quella porta.Da Porta Torre, procedendo verso sud in senso antiorario si incontravano:

Porta di San Giuliano (sull'attuale piazza Cagni)

Porta di San Martino (tra Via XX Settembre e Piazza San Giuseppe). …

I Visconti ed i Savoia

Nel XIV secolo, la signoria viscontea aumentò e completò le fortificazioni della città con la costruzione a sud in corrispondenza del "curriculum", una vasta area demaniale utilizzata fino ad allora per la corsa del Palio,della cittadella, che inglobò due fortificazioni preesistenti, raccordandole tramite uno spazio murato, con all'interno alcuni edifici.

Scopo di questa opera non fu solo quello di controllare il potere economico e commerciale della città, essendo molto vicino all'area di Piazza San Secondo, ma anche quello di aumentare l'assetto difensivo di un importante avamposto militare nel territorio visconteo.

Dei due castelli formanti la Cittadella, il primo più interno, verso via Garibaldi (nel Rione San Secondo), era detto Castello nuovo verso la Piazza San Secondo. L'altro, all'altezza dell'attuale via San Quirico (nel Rione San Paolo) era detto Castello nuovo verso Tanaro.

In uno degli edifici interni abitava il Vice-governatore della città e ogni castello era retto da un castellano.

Verso il primo quarto del Cinquecento, durante l'occupazione spagnola, il presidio militare aprì una nuova porta, che permise alla zona sud-ovest della città di comunicare con l'esterno attraverso la strada che portava ad Alba.

La porta, che in un primo tempo fu denominata Porta Nuova, nella prima metà del Seicento prese il nome di Porta San Rocco, di competenza delle Ventine di S. Anna e di San Rocco. Il nuovo accesso era direttamente in comunicazione con il ponte sul torrente Borbore e tramite questo, comunicava con il borgo dei SS.Apostoli.

Antonio di Leyva, per conto dell'imperatore Carlo V, distrusse molti sobborghi della cintura cittadina recuperandone il materiale per edificare bastioni e fortificazioni nella zona sud della città. Di particolare importanza era la fortificazione verso il fiume Tanaro detta "Bastione dei tedeschi".

Nel 1663, per aumentare la difesa in questa zona, venne anche costruita la "Nuova Cittadella ", un complesso difensivo votato alla fortificazione della zona del Tanaro.L'intera cittadella fu demolita però nell'ultimo quarto del XVII secolo. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura di Asti».

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Mura di AstiBosco dei Partigiani, 14100 Asti

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Domande frequenti

Dove si trova Mura di Asti?

Mura di Asti si trova nel comune di Asti, in provincia di Asti (Piemonte), all'indirizzo Bosco dei Partigiani, 14100 Asti. Coordinate: 44.90090, 8.20704.

Cosa vedere vicino a Mura di Asti?

Nei dintorni si trovano: Teatro Vittorio Alfieri (a 100 m), Palazzo di Città (a 200 m), Torre Troyana (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Mura Medioevali in Viale Partigiani — Maura CH Osano, CC BY-SA 3.0
  2. City walls of Asti (1) — Tournasol7, CC BY 4.0
  3. Asti - Mura 8328 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
  4. Mura di Asti — Faberh, Public domain
  5. Mura medioevali Asti 1 — Incola, CC BY-SA 3.0
  6. Mura Piazza Lugano Asti 01 — Incola, CC BY-SA 3.0
  7. 3 metri sopra le antiche mura — Ste.caneva, CC BY-SA 3.0
  8. Antiche mura città — Scrant65, CC BY-SA 3.0
  9. Antiche mura-rebecca — Rebecca.Valente, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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