Foto: Monastero santa Chiara di Camerino, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, XIV secolo
Monastero di Santa Chiara di Camerino
Complesso ecclesiastico situato nel centro storico di Camerino, nel Borgo San Venanzio, in via Ansovino Medici
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, XIV secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°08′21″ N, 13°04′23″ E
- Indirizzo
- via Medici Ansovino, 20
Storia e descrizione
Il monastero di Santa Chiara è un complesso ecclesiastico situato nel centro storico di Camerino, nel Borgo San Venanzio, in via Ansovino Medici.
Storia
La chiesa e l’edificio annesso furono costruiti per volontà di Giovanni I da Varano, detto Spaccaferro; il monastero era in origine intitolato a Santa Maria Nova. Probabilmente il complesso religioso fu edificato a partire da una precedente costruzione fortificata, nota come Belmangeri o Belmagneri («bel maniero»). Giovanni donò lo stabile, con il suo testamento del 18 luglio 1384, ai monaci olivetani, che lo tennero fino al 1483, quando vi si insediarono le monache clarisse, che occuparono anche il nuovo edificio fatto erigere da Giulio Cesare da Varano per la figlia Camilla (suor Battista) «a levante dell’antico monastero». Gli olivetani presero allora possesso del convento di San Matteo di Coldibove, che assunse la denominazione di Santissima Annunziata di Coldibove.
Suor Battista entrò nel monastero con otto compagne il 4 gennaio 1484. L'atto di possesso stabiliva che nel monastero si professasse la stretta povertà; il mantenimento delle religiose era assicurato da derrate passate dalla signoria di Camerino. Poco dopo l’arrivo delle clarisse, si promossero lavori di abbellimento del complesso: nel 1489 fu costruito il coro intarsiato, opera di Domenico Indivini da San Severino; nel 1491 alcuni lavori furono svolti da Matteo Frosini da Settignano, detto Lancino.
Negli anni seguenti Suor Battista abitò nel monastero, ad eccezione dei suoi soggiorni ad Atri, Fermo e Sanseverino Marche, ricoprendo in più occasioni la carica di abbadessa. Con il fine di mantenere tra le consorelle l’osservanza della vita monastica, Battista volgarizzò l'Explicatio regulae s. Clarae di Giovanni da Capistrano col titolo Dichiarazione sopra i capitoli della regola dell’ordine di Santa Chiara. Temendo che l'eccessivo numero di sorelle fosse di impedimento ad una vita ordinata e tenendo conto delle scarse entrate del monastero, Suor Battista ottenne dal Ministro Generale Padre Francesco Lichetti un decreto con cui si ordinava che le monache non superassero il numero di quarantacinque. …
Descrizione
Il complesso monastico, di pianta parallelepipeda, è stretto tra due vie parallele, via Coldibove, che conduce al cimitero, e via A. Medici. La struttura è stata edificata in muratura, in pietra arenaria, che in origine doveva essere interamente intonacata come la maggior parte degli edifici rinascimentali. Gli elementi architettonici e gli stessi materiali sono esemplificativi delle architetture dei territori dell’Italia centrale del XV e XVI secolo.
Il monastero ha il suo ingresso su via A. Medici ed è disposto su due livelli. Sulla facciata si può distinguere il piano terra con tre porte (quella della foresteria, l’ingresso principale del monastero e quella della pinacoteca) e sette finestre quadrate con delle grate. Nel piano superiore si aprono invece altre finestre e la struttura delle mura è movimentata da speroni e bucature, che dimostrano i tanti cambiamenti subiti dall'edificio, legati sia ai cambiamenti d'uso sia agli eventi naturali che hanno colpito il territorio (terremoti del 1799, del 1997 e del 2016). Su via Coldibove è situato l’ingresso della casa d’accoglienza, adibita ad ospitare gruppi di pellegrini che desideravano sostare presso il monastero.
La prima struttura incorporata all'interno del complesso monastico su via Coldibove è la chiesa ad unica navata, oltre la quale si apre il vano ospitante il coro ligneo intagliato e intarsiato, opera di Domenico Indivini, firmato e datato 1489. Questi due ambienti contigui sono separati da colonne ai lati dell’abside con una muratura leggera. In principio la chiesa era dedicata a santa Maria Nova, ma successivamente venne intitolata a Santa Chiara, fondatrice dell’ordine delle Clarisse. La chiesa ha subito numerose trasformazioni: l’antico ingresso, ad esempio, era posto sul lato del coro (su via A. Medici), probabilmente in origine posizionato su piano sopraelevato, con gli stalli non addossati al muro. Il corridoio che si creava tra il muro e gli stalli era il passaggio che permetteva alle monache di accedere al coro. Successivamente invece è posto alla stessa altezza della navata ed è addossato alla parete di fondo. La chiesa è adiacente ad un ambiente voltato a crociera, adibito a cripta con le spoglie di suor Battista grazie all'apertura di una porta che collega i due ambienti. Attiguo alla cripta è stato allestito un ambiente adibito a museo dedicato alla santa. …
Patrimonio artistico
Nell'ex refettorio del monastero sono presenti due dipinti murali, posti in due pareti, l’uno di fronte all'altro.
Su una parete si trova solo un resto di dipinto e una sinopia, mentre sull'altra è conservato un dipinto murale portato a termine. Entrambi i dipinti raffigurano la Crocifissione di Cristo e dei due ladroni, e ai piedi delle croci si dispone una folla di personaggi; in occasione del restauro il secondo dipinto, che si trovava al di sopra del primo, è stato staccato e posto dove si trova.
Nel primo dipinto murale, l’unica parte completa di colore raffigura quattro angeli che raccolgono il sangue che sgorga dalle ferite di Cristo. L’opera è stata realizzata dopo il 1386, anno in cui gli Olivetani si insediano nell'allora chiesa di Santa Maria Nova (Santa Chiara) ed è stata probabilmente commissionata dall'Ordine tra il 1398 e il 1401.
Il personaggio più interessante del dipinto è quello in abito eremitico-penitenziale inginocchiato sulla sinistra ai piedi della croce. Il monaco è stato riconosciuto da Mario Sensi come san Bernardo Tolomei, fondatore dell’ordine degli Olivetani: il santo viene posto dall'artista in una posizione di primo piano, ovvero dove solitamente si trova la Maddalena, a sinistra della croce. Se si presta fede a questa identificazione, si tratterebbe della prima rappresentazione assoluta di Bernardo Tolomei, in quanto tutti gli altri ritratti del santo finora rinvenuti risalgono alla prima metà del XV secolo.
Il secondo dipinto murale è stato attribuito a Giovanni di Corraduccio, che lo avrebbe realizzato nel secondo decennio del XV secolo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monastero di Santa Chiara di Camerino».
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- XIV secoloCostruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Monastero di Santa Chiara di Camerino?
Monastero di Santa Chiara di Camerino si trova nel comune di Camerino, in provincia di Macerata (Marche), all'indirizzo via Medici Ansovino, 20. Coordinate: 43.13913, 13.07302.
A quando risale Monastero di Santa Chiara di Camerino?
La datazione indicata da Wikidata è: XIV secolo.
Cosa vedere vicino a Monastero di Santa Chiara di Camerino?
Nei dintorni si trovano: Orto botanico dell'Università di Camerino (a 500 m), Palazzo Ducale di Camerino (a 500 m), Teatro Filippo Marchetti (a 600 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Chiostrosantachiara — Monastero santa Chiara di Camerino, CC BY-SA 4.0
- Camerino - Monastero di Santa Chiara di Camerino - 2024-09-22 11-39-59 001 — Viaggiamocela, CC BY-SA 4.0
- Crocifisso 2 santachiara camerino — Monastero santa Chiara di Camerino, CC BY-SA 4.0
- Annunciazione Clarisse Camerino — Monastero di Santa Chiara di Camerino, CC BY-SA 4.0
- Bambinello santachiaracamerino vestito — Domenico Indivini, attribuito, CC BY-SA 4.0
- Crocifisso grande santachiara — Monastero santa Chiara di Camerino, CC BY-SA 4.0
- Prospetto-monastero-pre1799 — pubblicata da A. Talamonti, Monasteri delle Clarisse, vol. VII, Sassoferrato 1962, tavola non numerata, CC BY-SA 4.0
- Affresco crocefissione — Giovanni di Corraduccio da Foligno, CC BY-SA 4.0
- Bambinello-nudo — Domenico Indivini, attribuito, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze