- UNESCO
Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico, X secolo a.C.
Giganti di Mont'e Prama
Sculture di età nuragica rinvenute a Mont'e Prama, nel comune italiano di Cabras (OR)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Epoca
- Preistoria e protostoria, X secolo a.C.
- Materiali
- Arenaria
- Coordinate
- 39°57′57″ N, 8°26′54″ E
Storia e descrizione
I Giganti di Mont'e Prama (Sos gigantes de Mont’e Prama in lingua sarda) sono antiche sculture risalenti alla Civiltà nuragica ritrovate casualmente nel marzo del 1974 in località Mont'e Prama nel Sinis di Cabras, nella Sardegna centro-occidentale. Sono state scolpite a tutto tondo ognuna a partire da un unico blocco di calcarenite locale proveniente da cave distanti in linea d'aria sedici chilometri. La loro altezza varia tra i due e i due metri e mezzo e come nelle raffigurazioni dei bronzetti nuragici rappresentano arcieri, guerrieri e pugilatori. Insieme alle statue furono rinvenute sculture raffiguranti nuraghi, oltre a numerosi betili del tipo "oragiana", tipico manufatto artistico presente nell'esedra delle tombe dei giganti. Il complesso scultoreo ricomposto in seguito al restauro è costituito da trentotto sculture di cui cinque arcieri, quattro guerrieri, sedici pugilatori, tredici modelli di nuraghe.
Le statue sono state ritrovate spezzate in numerosi frammenti in connessione a una vasta necropoli costituita attualmente (2021) da circa 150 sepolture.
Dal betilo aniconico allo sviluppo e alla diffusione della scultura figurata nuragica
Nella Sardegna prenuragica la scultura era già diffusa durante il neolitico e l'eneolitico ma tali manifestazioni artistiche sembrano cessare d'improvviso durante il bronzo antico, quando tanto in Sardegna come in Corsica si afferma il cosiddetto "epicampaniforme", ultima espressione della Cultura del vaso campaniforme. Da tale evento nasceranno la Civiltà nuragica e la civiltà torreana con sviluppi interdipendenti nell'ambito dell'architettura, della metallurgia e più in generale della cultura materiale. Tuttavia, mentre in Corsica la tradizione scultorea eneolitica prosegue sino al bronzo finale, in Sardegna appare interrompersi al mutare dei costumi funerari e all'affermazione delle tombe dei giganti. È peraltro presso tali tombe monumentali del bronzo medio che la scultura permane e progressivamente si riafferma con la creazione di betili, bassorilievi discoidali, grandi stele centinate e gli stessi conci isodomi scolpiti a martellina. Nondimeno, lo strettissimo legame tra le culture delle due isole si rivela anche nella "rinascita" della scultura in Sardegna come si evince dalle somiglianze stilistiche tra statue menhir della Corsica e i bronzetti. …
Luogo del ritrovamento
Le sculture furono gettate per la maggior parte nella necropoli rinvenuta in località Monte de Prama (Mont'e Prama), un rilievo di modesta altitudine (50 m s.l.m.) situato in posizione strategica al centro della penisola del Sinis.
Un altro frammento scultoreo – precisamente una testa – fu ritrovata altrove presso il pozzo sacro di Banatou di Narbolia, a circa 2 km dal nuraghe S'Uraki, poco distante dalla necropoli, insieme con vari reperti ceramici sia punici sia nuragici. Oltre alle statue del Sinis occorre segnalare una scultura rinvenuta nella Sardegna meridionale a San Giovanni Suergiu, nel Sulcis confrontata da alcuni studiosi con le statue di Mont'e Prama.
Il Sinis fu frequentato fin dal periodo neolitico, come attesta l'importante sito archeologico di Cuccuru s'Arriu noto per una necropoli del neolitico medio, nelle tombe della quale era di norma presente un idolo femminile in stile volumetrico. Successivamente sono attestate tutte le culture che si avvicendarono nell'Isola nel corso dei millenni.
Tra queste è rilevante la presenza della Cultura del vaso campaniforme di cui si ha traccia anche altrove in Sardegna e che prelude alla Cultura di Bonnannaro. Sarà poi quest'ultima a dar vita alla Civiltà nuragica.
Per la sua felice posizione geografica, nell'antichità la penisola del Sinis fu una testa di ponte per le rotte verso le Baleari e la penisola iberica, da sempre relazionate alla Sardegna. Nell'arcipelago delle Baleari sorgeva infatti la Civiltà talaiotica, sotto vari aspetti simile alle Civiltà nuragica. Il Sinis è inoltre favorito dalla vicinanza al Montiferru, luogo in cui è ubicato un antico vulcano sede di importanti miniere di ferro e di rame, anch'esso strettamente controllato tramite numerosi nuraghi. …
La necropoli
I frammenti delle sculture furono rinvenuti al di sopra di una necropoli situata sulle pendici del Mont'e Prama, sovrastata da un nuraghe complesso ubicato sulla sommità dell'altura. Le tombe che la compongono sono del tipo a pozzetto e per lo più risultarono prive di corredo funerario. In quelle finora esaminate sono stati rinvenuti – in posizione seduta – resti umani sia maschili sia femminili, di età compresa tra i tredici e i cinquanta anni, uno per ogni tomba. Allo stato attuale (2021) il complesso funerario si suddivide in due aree: la prima con forma di parallelepipedo fu indagata nel 1975 dall'archeologo Alessandro Bedini; la seconda è un'area disposta a serpentina scavata tra gli anni 1976 e 1979 dagli archeologi Maria Ferrarese Ceruti e Carlo Tronchetti. Parallela a quest'ultima si trova una strada lastricata, delimitata da alcune lastre in pietra calcarea infisse a coltello. La costruzione della strada risulterebbe coeva alla monumentalizzazione della necropoli.
Lo scavo cosiddetto "Bedini" ha riportato alla luce un'area con trentatré tombe a cista litica, ma costruite con roccia diversa da quella dell'area a serpentina. Tali ciste risultarono essere per lo più prive dei lastroni di copertura in quanto divelti dai lavori agricoli che in tutti i secoli successivi interessarono l'area. Quella che vien definita "area Bedini" risulta esser stata edificata in tre diverse fasi:
La prima fase – a causa della loro arcaicità – è rappresentata dalle tombe a pozzetto circolare. Queste somigliano alle tombe ritrovate nel Tempio di Antas situato nella Sardegna meridionale e dedicato al Sardus Pater "Babai", il dio eponimo dei Sardi nuragici.
La seconda fase fu quella interessata dal rivestimento delle tombe con lastre di pietra.
Nella terza fase – coeva alla parte di necropoli scavata dall'archeologo Carlo Tronchetti – si ebbe l'apposizione delle statue. …
Caratteristiche generali e confronti stilistici
Il volto delle statue segue lo schema a T, tipico dei bronzetti sardi e delle vicine statue stele corse.
L'arcata sopracciliare e il naso sono molto marcati, gli occhi risultano incavati nel volto e resi in modo simbolico con un doppio cerchio concentrico. La bocca è resa con un breve tratto inciso, rettilineo o angolare.
L'altezza delle statue varia da un minimo di 2 m ad un massimo di 2,50 m. Esse hanno come soggetti pugili, arcieri e guerrieri, tutti in posizione eretta e con le gambe leggermente divaricate. I piedi sono ben definiti e poggiano su solide basi quadrangolari.
Caratteristica delle sculture è inoltre la presenza di dettagli decorativi con motivi geometrici eseguiti a chevron o a zig-zag, con linee parallele e cerchi concentrici, laddove a causa di ragioni statiche non fu possibile per gli artisti rendere tali dettagli in rilievo. Questo accade tanto per gli oggetti quanto per la raffigurazione di varie parti del corpo. Così, ad esempio, le trecce che scendono ai bordi del viso sono in rilievo ma i capelli sono resi con incisioni a spina di pesce.
Il brassard degli arcieri risulta leggermente in rilievo mentre i dettagli sono resi con disegni geometrici.
Tali peculiarità – insieme ad altri elementi – provano che i bronzetti sardi furono la principale fonte d'ispirazione per la loro realizzazione. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Giganti di Mont'e Prama».
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- X secolo a.C.Costruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Giganti di Mont'e Prama?
Giganti di Mont'e Prama si trova nel comune di Cabras, in provincia di Oristano (Sardegna). Coordinate: 39.96578, 8.44828.
A quando risale Giganti di Mont'e Prama?
La datazione indicata da Wikidata è: X secolo a.C..
Cosa vedere vicino a Giganti di Mont'e Prama?
Nei dintorni si trovano: Ipogeo di San Salvatore (a 5 km), Castello di Casa di Regno (a 7,7 km), Museo archeologico comunale Giovanni Marongiu (a 8,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, guerriero 05, 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Archer giants Monte Prama5 — DedaloNur, CC BY-SA 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, arciere 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, arciere 02, 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, arciere 03, 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, arciere 03, 02 trecce — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, betilo 31 — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, frammenti vari — Sailko, CC BY 3.0
- Età nuragica, giganti di monte prama, xiii-ix secolo ac ca., da cabras, frammento di arco — Sailko, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze