Fortezza di Pescara
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Foto: Giuseppe Quieti, Public domain · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, 1510

Fortezza di Pescara

Fortificazione alla moderna di Pescara

Pescara (PE), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Epoca
Rinascimento, 1510
Stile
Rinascimento
Coordinate
42°27′43″ N, 14°12′47″ E

Storia e descrizione

La Fortezza di Pescara, la cui caserma è nota in città come Bagno borbonico, era una fortezza militare del Regno di Napoli costruita nel corso del XVI secolo per volere di Carlo V d'Asburgo che racchiuse il centro abitato di Pescara sino alla fine del XIX secolo. Insieme alle fortezze di Capua, Gaeta e Reggio Calabria, era una delle quattro piazze d'armi principali del regno. Dopo la demolizione di bastioni e cortine di fine 800, e le varie trasformazioni del centro storico pescarese, nel 1998 la caserma di fanteria, unica struttura originale rimasta in gran parte inalterata, è divenuta sede del Museo delle genti d'Abruzzo.

Storia

Prima dell'intervento spagnolo del 1510, Pescara era una cittadina periferica e di scarsa rilevanza all'interno del Regno di Napoli; le opere di difesa cittadine erano costituite solamente da una torre a presidio del ponte romano, dal castello a protezione della porta aperta sul mare nel punto opposto al ponte e da semplici mura che disegnavano uno stretto trapezio attorno all'abitato sulla destra del fiume. Queste mura, inframmezzate da torri di guardia, cingevano i resti dell'antico borgo di Aterno, ormai noto come Pescara, nella zona compresa tra il fiume Pescara, piazza Unione, via dei Bastioni e la ferrovia Adriatica, e risalivano all'epoca bizantina; vennero in seguito restaurate e fortificate una prima volta dai Normanni nel XII secolo, e poi da Giacomo Caldora nel corso del XV secolo.

Queste prime fortificazioni risalivano alla Guerra gotica, con i bizantini che una volta conquistata la città vi edificarono una stretta cinta muraria ed un castello nell'area di piazza Unione. In seguito all'arrivo dei normanni nel XII secolo queste antiche fortificazioni verranno restaurate e rinforzate per ordine dello stesso Ruggero II di Sicilia. La cinta era molto robusta nella parte settentrionale (nell'area della golena sud, alle spalle del Museo delle genti d'Abruzzo), dove raggiungevano lo spessore di 3,60 m. Si suppone che questa porzione avesse tre torri di guardia, di cui due poste lateralmente il ponte romano che collegava la cittadina di Aternum alla piana a nord del fiume, dove si trovava la dogana regia per il passaggio delle barche, ed una rivolta verso il mare nella zona di piazza Unione.

Il lato est, il più corto e rivolto verso il mare, ospitava un'altra porta della città, difesa dal castello bizantino detto Propugnaculum, che sorgeva in piazza Unione. L'ammiraglio turco Piri Reìs, nella sua mappa del 1525, descrisse Pescara come cinta da possenti mura trapezoidali che racchiudevano il castello. …

Azioni militari

Il primo evento bellico che coinvolse la fortezza avvenne nel 1566, quando Pescara fu oggetto di un assalto portato dalla flotta ottomana di centocinque galee e settemila uomini dell'ammiraglio Piyale Paşa, capitan pascià (Kapudanpaşa) della flotta agli ordini del sultano Solimano il Magnifico. La fortezza tuttavia non fu presa, anche per il decisivo contributo del condottiero Giovan Girolamo Acquaviva duca di Atri, il quale organizzò la resistenza del forte e respinse gli attacchi dispiegando un fuoco di sbarramento dal bastione principale con tutte le artiglierie disponibili, dissuadendo l'ammiraglio turco dal perseverare nell'attacco e costringendo gli aggressori alla fuga. Questi si accanirono, allora, contro Francavilla al Mare, Ripa Teatina, Ortona, San Vito Chietino, Vasto, Casalbordino, Serracapriola, Guglionesi e Termoli, che subirono distruzioni, deportazioni e saccheggi. Tuttavia l'ammiraglio ottomano non conseguì l'obiettivo strategico della spedizione, ovvero la conquista delle Isole Tremiti e del santuario di Santa Maria a Mare, anche a causa della tenace resistenza di Pescara. A tal proposito, Giovanni Andrea Tria, riferendo di quanto riportato da Tommaso Costo nella Istoria del Regno di Napoli, così scrive:Per la posizione strategica del sito e per la presenza stessa della grande fortezza, Pescara subì dalla metà del Seicento al primo Settecento numerosi attacchi: Giovan Girolamo II Acquaviva d'Aragona, comandante della guarnigione militare di Pescara nel 1707, dovette affrontare l'attacco austriaco seguito allo scoppio della guerra di successione spagnola. Con 800 uomini il duca d'Atri tenne bloccato per un mese l'esercito asburgico di oltre 9.000 austriaci, tuttavia la fortezza in seguito venne presa. Nel 1734 durante la guerra di successione polacca, Spagnoli e Austriaci si scontrarono nuovamente a Pescara, ancora sotto il controllo austriaco. Dopo che Carlo III di Borbone venne proclamato re di Napoli, gli spagnoli, insieme alla forze di Francesco Eboli duca di Castropignano, assediarono la fortezza, acquartierandosi presso il convento di San Giuseppe dei Cappuccini (oggi quartiere dell'ospedale). L'assedio ci fu il 20 giugno dell'anno, e le cannonate austriache danneggiarono il convento dove erano acquartierati gli spagnoli, ma disponendo gli austriaci di solamente 800 uomini, vennero infine sconfitti e la fortezza liberata il 4 agosto 1734. …

Descrizione

I bastioni a punta, unitamente al rivellino, limite estremo di osservazione a nord-ovest, chiamato "mezzaluna", conferivano alla fortezza la tipica forma a stella. Il fiume scorreva all'interno, dividendo la cittadella dentro le mura dalla piazzaforte; gli spalti mutuavano il perimetro della piazzaforte. Un corridoio viario largo dieci metri, adibito a ronda, costituiva il primo fronte di controllo esterno. All'interno delle mura, postazioni fisse di sorveglianza armata insistevano sistematicamente ad una distanza di circa sessanta metri.

In corrispondenza dei bastioni il camminatoio diventava unico corpo con il punto di sorveglianza. L'altezza dei bastioni era vincolata dalle necessità difensive e dal piano del terreno rispetto al fiume. Mediamente raggiungeva i dieci metri. In prossimità della "mezzaluna" la fascia di rispetto e di garanzia difensive era ancora maggiore. I punti maggiormente sensibili della piazzaforte svettavano in altezza con ulteriori costruzioni per l'osservazione e di difesa. Il muro di scarpa esterno era caratterizzato da una pendenza intorno ai dieci gradi, riportava un'altezza di 4,60 metri, con forma della pietra circolare, inserita all'interno della struttura, per ammortizzare i carichi delle strutture superiori.Un'ulteriori elevazione verticale di 2,50 metri concludeva in altezza il primo avanzato assetto ostativo d'ingresso alla cittadella. Il perimetro della cinta interna era di 2224 metri sulla destra e 673 sulla sinistra, e l'edificio delle Caserme, sulla golena sud, rappresentava un'ulteriore cortina di difesa. Il borgo di Pescara, all'interno delle mura, contava una piazza Maggiore (piazza Garibaldi) e una piazza d'Armi (fra via Vittoria Colonna e via Conte di Ruvo); nel XVII secolo aveva una superficie di 4500 m², compresa la rete viaria. …

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Domande frequenti

Dove si trova Fortezza di Pescara?

Fortezza di Pescara si trova nel comune di Pescara, in provincia di Pescara (Abruzzo). Coordinate: 42.46206, 14.21315.

A quando risale Fortezza di Pescara?

La datazione indicata da Wikidata è: 1510.

Cosa vedere vicino a Fortezza di Pescara?

Nei dintorni si trovano: Museo delle genti d'Abruzzo (a 0 m), Museo casa natale Gabriele D'Annunzio (a 200 m), Teatro Massimo (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Piazzaforte pescara — Giuseppe Quieti, Public domain
  2. Area fortezza pescara — Sayatek, CC BY-SA 4.0
  3. Caserme pescara — Sayatek, CC BY-SA 4.0
  4. Pescara -Centro Storico Museo delle Genti d'Abruzzo- 2005 by-RaBoe 001 — Ra Boe, CC BY-SA 2.5

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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