Cava d'Ispica
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Sito archeologico

Cava d'Ispica

Sito archeologico e area protetta della provincia di Ragusa

Ispica (RG), Sicilia

Indicazioni

In breve

Superficie
8000 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
36°51′08″ N, 14°50′15″ E
Indirizzo
Strada Comunale Crocevie Cava Ispica Ciancia 84, 97015 Modica

Storia e descrizione

Cava d'Ispica è complesso archeologico che si trova in una vallata fluviale che per 13 km incide l'altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia che si sono succeduti ininterrottamente dalla Preistoria (Antica età del Bronzo) fino almeno al XIV secolo. Nell'area iniziale della vallata, esisteva l'antico centro abitato di Ispica, spazzato via dal terremoto del 1693, e poi ricostruito a ridosso della cava. Il sito in cui si trovano i resti archeologici del castello, prende il nome di Parco Forza.

Archeologia

Secondo l'archeologo Biagio Pace Cava d'Ispica è una delle più grandi curiosità archeologiche della Sicilia per il suo aspetto pittoresco e il grande numero di escavazioni nelle pareti rocciose del suo lungo corso da Ispica, fin nell'altopiano di Modica.La particolare morfologia della cava, a forma di gola, il tipo di roccia, la posizione naturalmente adatta alla difesa, la prossimità del mare, hanno contribuito a rendere questo luogo uno dei maggiori insediamenti rupestri della Sicilia.Ancora oggi, nonostante diverse ricerche da parte di studiosi, soprattutto italiani, non si conosce molto sulla Cava d'Ispica. Più recentemente, Giovanni Modica afferma che "la spesa per condurre a termine un'impresa di questo genere [e cioè un'esplorazione scientifica del sito archeologico] è tale da non farla prendere neppure in considerazione".

Infatti il sito non è mai stato studiato conducendo una regolare campagna di scavi ed ancora oggi ci si deve accontentare di ricerche parziali.

La difficoltà nell'interpretazione di dati riferibili ad un arco cronologico particolarmente ampio, comprendente età protostoriche e storiche, non consente di precisare l'epoca in cui nella Cava si stabilì il primo insediamento umano.

Il sito costituiva un luogo particolarmente adatto a una popolazione primitiva in quanto offriva rilevanti difese naturali e risorse necessarie alla sopravvivenza.

Gran parte dei reperti archeologici provenienti dal Parco Archeologico e dalle aree di Modica, Ispica e dei comuni limitrofi è conservata al Museo Civico "F. L. Belgiorno" di Modica, dove sono esposte anche antiche collezioni formate già alla fine del XIX secolo.

Fra i reperti preistorici più importanti, oltre a numerose ceramiche, lame ed accette di selce, coltelli di ossidiana e altri reperti in selce, si conserva il famoso osso a globuli di colore nero ritrovato presso la cosiddetta "tomba del principe" di contrada Baravitalla (Modica), appartenente a una categoria di oggetti abbastanza rari rinvenuti in Sicilia, in Grecia e a in Asia Minore.

Difese naturali erano la vegetazione folta e fitta e il fiume che scorreva in fondo alla valle, guadabile in pochi punti e che divideva la Cava in due parti. Esisteva poi uno sbarramento naturale costituito da un enorme blocco di roccia che chiudeva il passaggio in direzione dell'attuale cittadina di Ispica, a Sud della Cava. …

Denominazione ed ipotesi di etimologia

La denominazione "Cava d'Ispica" proviene dalla città omonima, la quale si chiamò Spaccaforno fino al 1936. La città di Ispica, infatti, nella parlata locale è ancora oggi comunemente conosciuta come Spaccafunnu. Questo termine appare in una bolla papale del 1093 e in un'altra del 1168, sotto il pontificato di Alessandro III, nella quale si assegnavano al vescovo di Siracusa le chiese di Spaccaforno. L'antico nome latino fu per molti secoli Ispicae fundus, cioè il sito del territorio di Ispica che si trova nella parte più bassa, fundus della suddetta Cava. L'etimo "Ispica", nell'uso comune, è stato ed è tuttora preceduto dal prefisso "cava" (valle, secondo la parlata locale), e si è sempre parlato in dialetto di "Cava r'Ispica" o Cava d'Ispica. Di per sé "Ispica" viene sciolto con la locuzione greca éis pegàs, cioè "verso le sorgenti", ad indicare il corso del torrente Pernamazzoni/Busaitone.

Aspetti del paesaggio

La cava, che in alcuni punti è profonda circa cento metri e larga più di mezzo chilometro, è solcata da un torrente che ha nome Pernamazzone nel corso superiore e dal Busaitone nel corso inferiore.

La presenza dei corsi d'acqua ha fatto sì che nel luogo si sviluppasse una vegetazione rigogliosa, motivo d'attrazione per varie specie di uccelli ed altre specie animali, tali da rendere questo luogo un sito di singolare bellezza paesaggistica.

La flora esistente nella Cava è costituita dalle specie proprie della macchia mediterranea come il leccio, l'euforbia arborea, il carrubo, la palma nana, l'olivo selvatico, l'olivastro, il platano ed altre; anche il sottobosco presenta diverse varietà: felce maschio, ciclamino di terra, acetosella, borragine, nepitella, ampelodesma, asparago, edera, salvia, ecc.

Nel tempo in cui era abitata, la Cava mostrava anche la presenza di varie colture che dopo il terremoto del 1693 furono abbandonate e non più rinnovate. Pochi secoli dopo vennero riprese e la Cava ridivenne un vero giardino, dove erano coltivati alberi da frutta, nespole, albicocche, uva da tavola, cachi, noci, noccioline, pistacchio, melograni, ecc.

La fauna è meno varia e numerosa di un tempo; vi hanno trovato il loro "habitat": il coniglio selvatico, la volpe, l'istrice, il riccio, il colombaccio, il gufo reale e rettili vari, come il saettone e il biacco.

La roccia dell'altopiano ibleo è essenzialmente di natura calcarea ed è perciò che i vari corsi d'acqua, nel tempo, hanno scavato valli più o meno profonde, alcune anche con pareti ripide, che sono chiamate "Cave" formando un'intricata rete attraverso la quale scorre a mare l'acqua torrenziale.

Nella parte nord della Cava (in territorio di Modica), con pareti rocciose più adatte all'insediamento umano, più numerose sono le tracce di abitazioni, le grotte (abitate dall'VIII secolo a.C. agli inizi del XX), le necropoli. Nella parte sud prevalgono le postazioni difensive come il "Fortilitium" (territorio di Ispica), roccaforte naturale costituita da una massa rocciosa di calcare dure (che ha resistito, proprio perché duro, all'erosione delle acque del torrente), in forte rilievo in mezzo all'alveo della Cava, chiamata "Forza", che esercitava una vera e propria funzione di sbarramento e di difesa dell'ingresso sud della Cava.

Monumenti

Alcuni dei monumenti fanno parte del Parco Archeologico di Cava d'Ispica di recente istituzione.

Il ginnasio è un ambiente scavato nella roccia di età ellenistico-romana e riportato alla luce solo di recente. Esso è costituito da due sale comunicanti e corredate di sedili laterali. La stanza sulla destra presenta una parete franata ed è dotata di vasche per abluzioni. L'ambiente di sinistra è il meglio conservato nonché il più interessante. In esso si notano ancora delle incisioni in greco che designavano i posti a sedere. In corrispondenza delle lettere PRE si indicavano i posti degli anziani, presbyteroi. sotto la scritta NEO i giovani o neoteroi.

L'ambiente probabilmente veniva utilizzato come aula assembleare in cui la comunità si ritrovava.

La catacomba denominata Larderia, tra le numerose esistenti in zona, è indubbiamente la più nota.

È la più grande della Sicilia, dopo quella di S. Giovanni a Siracusa, e ha un'estensione di oltre 500 m².

Si trova all'estremo nord della Cava Ispica (Modica) e fa parte di un grande complesso sepolcrale.

L'ingresso della catacomba immette in un ampio vestibolo, da cui si dipartono tre corridoi: quello centrale si addentra nella cavità della roccia per oltre 40 metri; gli altri due, laterali, sono di lunghezza minore. Il corridoio centrale ha un'architettura piuttosto singolare, e rappresenta tre epoche successive di opera di scavo.

La prima parte è un cunicolo di circa dodici metri, largo due, lungo le cui pareti sono state ricavate serie di nicchie orizzontali, in cinque ordini.

L'ordine inferiore, interrato da secoli, fu riportato alla luce nel 1982.

Il secondo tratto dell'ambulacrum è costituito da uno stanzone in cui i sepolcri sono disposti a gruppi, sopra piattaforme rialzate, delimitate da angusti corridoi che si intersecano formando una piccola rete viaria che sfocia nel corridoio centrale. Le piattaforme erano unite alla volta della grotta da tozze colonne che avevano soprattutto la funzione di sostenere l'ampia volta.

La terza parte del corridoio centrale presenta un'architettura più ricercata. In essa abbondano arcosoli e numerosi sarcofagi massicci in nicchie contigue, snellite da colonnine e finestrelle ad arco tondo o vagamente ogivale. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cava d'Ispica».

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Come arrivare

ModicaTreno, la più vicina
7,4 km in linea d’aria
Cava d'IspicaStrada Comunale Crocevie Cava Ispica Ciancia 84, 97015 Modica
Aeroporto di Comiso Pio La Torre25,9 km

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Domande frequenti

Dove si trova Cava d'Ispica?

Cava d'Ispica si trova nel comune di Ispica, in provincia di Ragusa (Sicilia), all'indirizzo Strada Comunale Crocevie Cava Ispica Ciancia 84, 97015 Modica. Coordinate: 36.85234, 14.83756.

Cosa vedere vicino a Cava d'Ispica?

Nei dintorni si trovano: Cava Lazzaro (a 6,1 km), Palazzo Napolino-Tommasi Rosso (a 6,8 km), Castello dei conti di Modica (a 6,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Cava Ispica — Leandro Distefano. Leandro Distefano Original uploader was Cypher84 at it.wikipedia, CC BY 3.0
  2. Cava d'Ispica (lato Modica) 01 — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
  3. Cava d'Ispica, Modica, Province of Ragusa, Sicily, Italy - panoramio (1) — trolvag, CC BY-SA 3.0
  4. Parco di Cava d'Ispica — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
  5. Veduta delle grotte di Cava d'Ispica — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0
  6. Val d’Ispica (acquaforte) — Autore: Chatelet - Incisore: E. Rouarque, Public domain
  7. VISTA CAVA DALL'ALTO — Pietro B. e Salvo N., Public domain
  8. Vuë d'une partie des grottes de la vallée d'Ispica située dans le Val di Noto près de Syracuse - Saint-non Jean Claude Richard Abbé De - 1786 — Jean-Claude Richard de Saint-Non, Public domain
  9. Modica, Province of Ragusa, Italy - panoramio (1) — trolvag, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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