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Ragusa · Sicilia

Cosa vedere a Ispica

A Ispica l'atlante segnala 17 luoghi storici: 8 siti archeologici, 5 ville e palazzi storici, 2 abbazie e monasteri, 1 faro e 1 fortezza o torre.

Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.

Da non perdere: Cava d'Ispica, sito archeologico e area protetta della provincia di Ragusa.

  • 17luoghi storici
  • 16.253abitanti
  • 170 maltitudine

Il borgo

Ispica (o Spaccaforno) è una città della Sicilia.

La città di Ispica si trova su una cresta a ovest del canyon di Cava d'Ispica nel sud-est della provincia di Ragusa, a pochi chilometri dalla costa dell'entroterra.

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I 17 luoghi

Fari 1

Fortezze e torri 1

  • Fortezza / Torre

    Castrum

    Ispica (RG)

Come arrivare

In aereo: Aeroporto di Comiso (Aeroporto Pio La Torre, IATA: CIY), Aeroporto convertito per uso civile, ha iniziato le operazioni di volo nel 2013 ed è servito da alcuni vettori a basso costo.

Aeroporto di Catania (Aeroporto di Catania Fontanarossa "Vincenzo Bellini". IATA: CTA), Via Fontanarossa, 20, Fontanarossa,:00-24:00. Aeroporto per voli nazionali e internazionali.

In auto: Da sud la città è collegata tramite fino a Pozzallo e in direzione di S. Maria del Focallo tramite e proseguendo fino a Capo Passero.

In nave: Porto di Pozzallo. Il Porto di Pozzallo viene utilizzato perlopiù per scopi commerciali, ma effettua anche collegamenti giornalieri con Malta tramite traghetto della Virtu Ferries Limited. Le tariffe subiscono variazioni stagionali ed è previsto anche il trasporto auto.

In treno: I collegamenti ferroviari esistono solo da Siracusa, la linea Siracusa - Gela - Canicattì passa da Ispica, Ragusa e Modica.

In autobus: I collegamenti con autobus sono assicurati nel Ragusano dall'AST con sede centrale nella vicina Modica.

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Da vedere secondo Wikivoyage

Chiese ed edifici religiosi: Chiesa madre di San Bartolomeo. Questa chiesa risale al XVIII-XIX secolo anche se è stata costruita in stile nel tardo barocco. Basilica di Santa Maria Maggiore. Nella chiesa è contenuta la venerata statua del Santissimo Cristo alla Colonna (Cristo legato a un pilastro), proveniente dalla chiesa nell'antica Spaccaforno distrutta dal terremoto. Costruita sotto l'architetto Rosario Gagliardi di Noto, i lavori di costruzione continuarono fino a quando un altro terremoto nel 1727 fece crollare la navata destra e il tetto. L'edificio potrebbe essere stato consacrato solo nel 1763. Nel frattempo, la costruzione della sala semicircolare a colonne, ispirata a quella della Basilica di San Pietro, proseguì sotto Vincenzo Sinatra. Il marchese Francesco Saverio Statella commissionò al pittore palermitano Olivio Sozzi, che purtroppo morì nel 1765 dopo essere caduto da un'impalcatura e non fu quindi in grado di completare l'opera. Basilica della Santissima Annunziata. Fu costruita dopo il 1705 in sostituzione di una chiesa omonima nella vecchia Spaccaforno, all'interno sono presenti degli stucchi in parte in stile rococò.

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