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Siracusa · Sicilia

Cosa vedere a Pachino

A Pachino l'atlante segnala 11 luoghi storici: 10 siti archeologici e 1 faro.

Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.

Da non perdere: Grotta Calafarina.

  • 11luoghi storici
  • 21.714abitanti
  • 65 maltitudine

Il borgo

Pachino è una città della Sicilia.

Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio.

L'area urbana di Pachino comprende, oltre ad una fascia all'estremo sud, circonda il comune di Portopalo di Capo Passero, e si estende verso il Mediterraneo a sud e a il Mar Ionio ad est (nella zona di Marzamemi) e dispone di 8 km di spiaggia.

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I 11 luoghi

Fari 1

Come arrivare

In auto: Da Noto tramite la si raggiunge Pachino passando per la Riserva di Vendicari.

In nave: Il porto più vicino è quello di Pozzallo che si collega a Malta. A Marzamemi ad est sulla costa del mar Ionio ha un porto turistico, un porto peschereccio si trova nel vicino comune di Portopalo di Capo Passero all'estremo sud.

In autobus: Ci sono collegamenti bus con Noto - Ispica - Scicli - Pozzallo sono assicurati da AST.

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Da vedere secondo Wikivoyage

Chiesa Madre (Chiesa del SS. Crocifisso), Piazza Vittorio Emanuele. Edificata nel 1790 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana, si presenta con una semplice struttura comprendente una sola navata con una cappella a destra dell'abside; vi si conservano i resti di Gaetano e Vincenzo Starrabba. Palazzo Tasca, Via Cavour. Costruzione ottocentesca, che ospita un suggestivo cortile pavimentato con basole di pietra calcarea. Chiesa Madonna del Rosario di Pompei. Chiesa del XIX-XX sec Chiesa San Corrado.

Fuori dal centro abitato: Torre medievale diruta. Fatta costruire nel 1494 dal conte Antonio de Xurtino per rimediare alle ruberie del feudo e se necessario, correre in aiuto per le scorrerie dei pirati saraceni.

Grotta Calafarina. Lunga poco più di 100 m e con un dislivello di circa 20 m, si ritiene sia stata abitata sin dal mesolitico. L'importanza della grotta è data soprattutto dai suoi rinvenimenti archeologici. L'archeologo Paolo Orsi, agli inizi del Novecento vi rinvenne resti di varie epoche, in particolar modo della prima età del bronzo (facies castellucciana). Qui furono anche rinvenute le ossa di giganti.

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