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Foto: pietro scerrato, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Borgo
- Altitudine
- 385 m s.l.m.
- Superficie
- 58.450.000 m²
- Coordinate
- 41°31′00″ N, 13°24′00″ E
Storia e descrizione
Castro dei Volsci (Càscetre in dialetto castrese) è un comune italiano di 4 321 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Storia
Il territorio di Castro fu abitato sin dall'antichità, come dimostra l'insediamento di Montenero, oggi abbandonato ma risalente ad epoche remote, che appare circondato da un'ampia cerchia muraria composta da blocchi di pietra molto grandi e sovrapposti con la ben nota tecnica diffusa anticamente nel Lazio meridionale, ovvero collocati di taglio senza l'uso di malta.
La presenza di questa cinta ha fatto nascere la leggenda, tramandata di generazione in generazione, della presenza di una popolazione di giganti. In realtà si tratta di un insediamento eretto dai Volsci (si è anche ipotizzato, senza alcun fondamento, l'identità con l'antico centro volsco di Castriminium), consolidatosi con la distruzione delle città romane dell'area: Fregellae e Fabrateria. In epoca romana furono edificate lungo l'antica strada alcune ville rustiche: in particolare a Casale è stato portato alla luce un vasto complesso edilizio. Una delle ville fa parte di un grande impianto termale, nelle vicinanze di una sorgente di acqua sulfurea. È stata scoperta anche la necropoli di una popolazione germanica, fatto questo singolare che può fornire informazioni su un periodo quasi del tutto sconosciuto della storia laziale.
Dopo l'anno Mille, la posizione strategica di Castro fece sì che il villaggio diventasse proprietà dello Stato Pontificio.
Nel 1151 papa Eugenio III consacrò la rurale Chiesa di Santa Croce e lo stesso anno donò al monastero cistercense di Casamari vasti possedimenti e due chiese nel territorio di Castro.
Papa Alessandro III donò all'Abbazia di Casamari la chiesa di Sant'Angelo de Meruleta.
La Chiesa gestì il feudo di Castro con molto rigore, e nei momenti critici, durante le lotte con gli Svevi e Io stato siciliano, nominò rappresentanti della Curia papale, a capo della guarnigione castrese. Per questo troviamo diversi anagnini tra i balivi e ciò determinò stretti rapporti fra Anagni e Castro, resi ancora più saldi dalla comune venerazione per Santa Oliva, divenuta patrona di entrambi i paesi.
Nel 1165 Castro fu conquistato dalle truppe di Federico Barbarossa, guidate dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, mentre i rapporti con i vicini signori di Ceccano non furono mai ostili. …
Monumenti e luoghi d'interesse
Monumento alla Mamma Ciociara, in memoria delle donne della Ciociaria vittime dei soldati francesi durante la seconda guerra mondiale. Fu posto sulla Rocca dei Colonna precisamente il 3 giugno del 1964. L'opera fu realizzata dallo scultore Fedele Andreani, in marmo di Carrara. Quest'ultima raffigura una madre, che con il suo corpo tenta di proteggere sua figlia dalle violenze. Questa scultura ricorda tutte le donne vittime delle "Marocchinate". Questi avvenimenti sono documentati nella celebre pellicola "La Ciociara" di Vittorio de Sica, tratto dall'omonimo libro di Alberto Moravia.
Torre dell'orologio, al cui interno è presente Centro Culturale Polifunzionale Nino Manfredi, una mostra permanente dedicata all'attore Nino Manfredi.
Chiesa di Sant'Oliva: è intitolata alla santa protettrice di Castro dei Volsci. Nella Bolla di Papa Onorio II, datata 28 Novembre 1125 dal Laterano, si elencano le chiese di Castro e per la prima volta si fa menzione della chiesa di Sant'Oliva. Presumibilmente si trovava già nel posto attuale: contigua alla Rocca, forse costruita proprio dove era stata quella di San Pietro, nel perimetro delle mura castellane, come fa fede una "portella", affiorata dopo gli sbancamenti effettuati per la nuova via di accesso alla parte più alta del paese, quasi sotto l'abside della chiesa medesima. L'altare maggiore fu consacrato nell'anno 1537 dall'allora vescovo di Veroli, poi cardinale, Ennio Filonardi. Decorosa nella sua veste interna, non priva di solennità e di qualche ricchezza di marmi, merita anche per le sue cappelle laterali e le pitture che la adornano una breve ricognizione descrittiva. Di notevole pregio estetico si presenta il portale in bronzo, donato dall'arciprete Don Mario Avallone alla chiesa di Sant'Oliva. Entrando dal portone principale troviamo, a destra, il Battistero e una grande nicchia con la statua della Santa titolare. Il più antico simulacro in legno è stato sostituito nel 1912 con l'attuale statua, di buona fattura, che spicca nel trono di metallo dorato con il quale viene portata in processione il giorno della sua festa (3 giugno). La cappella di destra è dedicata alla natività. Segue l'altare dedicato a San Lorenzo Martire. A sinistra, entrando, un'altra nicchia, analoga a quella di destra, racchiude la Madonna Addolorata, opera lignea alto-atesina, di recente acquisto. Più in basso, in apposito riparto, il Gesù Deposto. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castro dei Volsci».
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Domande frequenti
Dove si trova Castro dei Volsci?
Castro dei Volsci si trova nel comune di Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone (Lazio). Coordinate: 41.51667, 13.40000.
Cosa vedere vicino a Castro dei Volsci?
Nei dintorni si trovano: Museo preistorico di Pofi (a 5,7 km), Museo della Civiltà contadina e dell'Ulivo (a 9,2 km), Museo dell'Energia di Ripi (a 10,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Vista sulla città - panoramio (1) — pietro scerrato, CC BY 3.0
- Santa Oliva - Castro dei Volsci — Mirefleurs, CC BY-SA 4.0
- Monumento ai Caduti - panoramio (12) — pietro scerrato, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze