- UNESCO
Foto: Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Castello, 1239
Castello Ursino
Castello di Catania
- Nel Le città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud-orientale), patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Castello
- Epoca
- Medioevo, 1239
- Stile
- Gotico
- Architetto
- Riccardo da Lentini
- Committente
- Federico II di Svevia
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 37°29′56″ N, 15°05′04″ E
- Indirizzo
- Piazza Federico di Svevia
Storia e descrizione
Il castello Ursino (in siciliano casteḍḍu Ursinu) di Catania fu costruito dal re Federico II di Svevia nel XIII secolo. Il maniero ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani come sede del parlamento siciliano e, in seguito, come residenza dei re di Sicilia della dinastia aragonese, fra i quali Federico III. Oggi è sede del Museo Civico della città etnea, formato principalmente dalle collezioni della famiglia Biscari e del Monastero dei Benedettini.
Storia
Sul sito dove sorge l'edificio attuale è testimoniato uno dei nuclei più antichi dell'abitato catanese, risalente alla prima fase abitativa della polis greca di Katane. Sebbene in passato sia stata ipotizzata sul luogo la presenza di una torre di epoca normanna - la Torre di Don Lorenzo - non solo di essa non c'è traccia alcuna ma gli studiosi tendono a ritenere l'ipotesi di una preesistenza normanna sul sito del castello priva di fondamenti scientifici ed, eventualmente, di ricercarla in altro sito del centro storico cittadino. Gli studiosi ritengono che il castello sia il castrum menzionato nella lettera indirizzata da Federico II al suo architetto, Riccardo da Lentini, quando il cantiere doveva ancora avviarsi.
Il castello Ursino fu voluto da re Federico II di Svevia e la sua edificazione iniziò nel 1239. L'imperatore aveva pensato il maniero come parte di un più complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale, che includeva, fra gli altri, anche il castello Maniace, a Siracusa, e quello di Augusta, e come residenza imperiale in città. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all'architetto militare Riccardo da Lentini. Secondo il Correnti sarebbe stato costruito sulla costa per volontà di Federico II e il nome "Ursino" deriverebbe da Castrum Sinus, ovvero il "castello del golfo". Qualcuno, tuttavia, ritiene che in origine il castello non si trovasse sulla costa e la denominazione Ursino sarebbe legata all’omonima famiglia che, nel corso del XIII secolo, lo avrebbe occupato.
All'interno del castello avvennero alcuni dei momenti più importanti delle Guerre del Vespro. Nel 1295 vi si riunì il Parlamento siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II come re di Sicilia, ed elesse Federico III con il nuovo titolo indipendente di re di Trinacria. …
Architettura
La struttura è a pianta quadrata e ogni lato misura circa 50 m. I 4 angoli sono dotati di torrioni circolari con diametro poco superiore ai 10 m e altezza massima di 30, mentre le 2 torri mediane sopravvissute (in origine erano 4) hanno un diametro di circa 7 m. Le mura sono realizzate, tramite opus incertum, in pietra lavica e presentano uno spessore di 2.50 m. Originariamente il castello presentava, alla base, delle scarpate che lo slanciavano, dandogli un aspetto decisamente imponente. Esse sono visibili nel fossato del lato sud del castello grazie agli ultimi scavi effettuati. Il progetto originale probabilmente non prevedeva una merlatura, rara nei castelli federiciani, ma successive modifiche e ricostruzioni della parte sommitale di alcune torri, hanno probabilmente previsto l'inserimento di merlature. La pianta originale si basa sulla relazione tra quadrato e ottagono, con possibile riferimento alla cabala ebraica.
Nel corso dei secoli la struttura originale non ha subito cambiamenti notevoli. Trovandosi a breve distanza dalla principale via d'accesso a sud della città, la Porta della Decima, sita in località Muro Rotto, e circondato da ruderi di antica memoria (dal Bolano in poi, si identificavano a ovest la Naumachia e ad est il Ginnasio), si integrava con i quartieri meridionali della città, i quali si trovarono addossati all'edificio fino ad inizio del XV secolo. Nel 1405 infatti l’abitato che ormai lo soffocava, venne sventrato e il castello fu dotato, inizialmente di una piazza d'armi e poi di un fossato, venendo fortificato e circondato dalla cortina muraria cittadina lungo la quale, in prossimità del castello, si spingevano i 2 bastioni di San Giorgio e Santa Croce. Sul lato settentrionale, che è quello principale ed è ben conservato, era sita l'entrata principale del castello, difesa da un ponte levatoio e da mura, i cui resti sono ancora visibili nel fossato di fronte all'ingresso. Sempre nel lato settentrionale vi sono 4 finestre che originariamente non erano previste per renderlo meno vulnerabile agli attacchi nemici. Una base a scarpa venne poi realizzata per rafforzare la struttura del castello. …
I graffiti dei carcerati
Il lungo periodo durante il quale il castello fu adibito a carcere, tra il XVI ed il XIX secolo, comportò notevoli modifiche strutturali, poiché il maniero federiciano, nonostante la sua ampiezza, non aveva un numero sufficiente di locali che si prestassero ad essere usati come carceri. Così, le grandi sale del piano terra, furono suddivise da nuovi muri e solai, che crearono ambienti minori, in cui i prigionieri stavano come l'anime dannate nei cosiddetti dammusi, cioè celle piccole, oscure e infestate da topi, scorpioni e tarantole.
Una traccia di questa pagina della storia del castello, si trova nelle centinaia di graffiti che riempiono i muri e gli stipiti di porte e finestre di tutti gli ambienti del piano terra (ad eccezione di quelli sul lato nord) ed il cortile interno.
Disegni: si tratta di stemmi, ma anche di teste e volti generalmente disegnati di prospetto, talvolta con intento caricaturale. Fra le rappresentazioni figurate, quelle di maggiore interesse si trovano nel cortile. Si tratta di una torre merlata e di 4 imbarcazioni a 3 alberi, tipi di galeoni in voga fra XVI e XVII secolo, descritti con grande precisione. Molto frequenti anche i simboli di carattere religioso, in particolare la croce e gli strumenti della Passione, nella cui rappresentazione il carcerato ravvicinava la propria sofferenza a quella di Cristo. L'esempio più interessante si trova nel cortile, una grande croce con Nodi di Salomone ai vertici, con scala, spugna, tenaglie e martello.
Iscrizioni: spesso si tratta solo di un nome, una data (la più antica riporta il 1526) e la frase Vinni carceratu. Ma il repertorio è vastissimo e comprende riferimenti alla colpa attribuita al prigioniero, rispetto alla quale egli si dichiara innocente, vittima di complotti o tradimenti, e poi sentenze o riflessioni dettate dalla durezza della vita in carcere. Fra queste un tale Don Rocco Gangemi, che scrive: Miseru cui troppu ama e troppu cridi. Particolarmente interessanti, sul portale del lato sud del cortile, 2 lunghe frasi che mostrano dei precisi e puntuali riferimenti con la contemporanea produzione dei poeti Antonio Veneziano e Antonio Maura, ed una lapidaria incisione sul senso della vita: Mundus rota est. La lingua di queste iscrizioni è per lo più il siciliano, ma con uso anche del latino, dello spagnolo e di un misto di siciliano e latino.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello Ursino».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello Ursino?
Castello Ursino si trova nel comune di Catania, in provincia di Catania (Sicilia), all'indirizzo Piazza Federico di Svevia. Coordinate: 37.49897, 15.08439.
A quando risale Castello Ursino?
La datazione indicata da Wikidata è: 1239.
Cosa vedere vicino a Castello Ursino?
Nei dintorni si trovano: Museo civico Castello Ursino (a 0 m), Mura di Carlo V (a 100 m), Pozzo di Gammazita (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Catania Castel Ursino — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Catania - castello Ursino - 2026-09-10 22-07-43 001 — Jumk18, CC BY-SA 4.0
- Catania, piazza Federico di Svevia from Castello Ursino 2024b — Cayambe, CC BY-SA 4.0
- Decorazioni Castello Ursino — Archeo, CC BY-SA 3.0
- Ingresso Castello Ursino - Pietra del Malconsiglio — Archeo, CC BY-SA 3.0
- L'Etna vista dal Castello Ursino 2024 — Antony-22, CC BY-SA 4.0
- Dvorac Ursino — August Dominus, CC0
- Catania 10. studenog 2025 — August Dominus, CC0
- Giacinto Platania Particolare della città di Catania dopo il 1669 — Giacinto Platania zugeschrieben, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
