Castello di Santa Severina
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Castello

Castello di Santa Severina

Castello nel comune italiano di Santa Severina (KR)

Santa Severina (KR), Calabria

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
39°08′48″ N, 16°54′52″ E
Indirizzo
Piazza Campo 4, 88832 Santa Severina

Storia e descrizione

Il castello di Santa Severina si fonda su una fortificazione antica, probabilmente risalente all'evo bizantino, sagomata con perimetro turrito irregolare, adeguato all'andamento della area più elevata della roccaforte severinate. Nel corso dei secoli la fortificazione antica è stata ammodernata in più occasioni, subendo demolizioni risagomature, sopraelevazioni e introduzioni di archetipi per adeguare la difesa e l'offesa più adeguata rispetto alle diverse esigenze sopravvenute in ogni tempo. Attualmente la struttura si estende per 10000 m² circa e domina l'ampia valle del fiume Neto e le colline del Marchesato di Crotone, prossime a Crotone. Il castello fortezza si compone da un mastio quadrato dotato di quattro torri cilindriche scarpate poste agli angoli, fortificato a sua volta con una possente cinta muraria a fronti bastionati, con differenti geometrie nel corso del sec. XVI.

La storia

Il nome al luogo oggi conosciuto come Santa Severina è stato assegnato dai Bizantini (AGHIA SEVERINI), che così facendo, cambiarono il nome all'antica Siberene, citata da molti storici antichi.

Si ritiene che la roccaforte e l'area circostante è da sempre frequentata dall'uomo per la presenza del salgemma affiorante. Si tramanda che a queste antichissime popolazioni fanno capo gli Enotri, già presenti fin dall'età del Bronzo e dall'Età del ferro, per poi passare a popolazioni brettie, greco, romane e nuovamente orientali, greco- bizantine, ma anche dagli Arabi, tra il 840 e l'885/86. Alla fine del sec. IX divenne la seconda sede Metropolitana della Calabria, dotata di complessi militari e religiosi ragguardevoli di cui permangono importanti testimonianze materiali e architettoniche.

Nell'XI secolo, i Normanni, considerati barbari e guerrieri, avidi di ricchezze e potere, giunsero in Italia e furono reclutati come mercenari dai signori della zona, affinché difendessero il Meridione dai Saraceni.

Il potere dei Normanni e le loro conoscenze sull'Italia aumentarono dopo essere stati al servizio dei Longobardi e dopo aver combattuto a fianco dei Bizantini. Queste esperienze li resero più consapevoli della situazione italiana, soprattutto dal punto di vista della difesa e del livello di preparazione degli eserciti degli Stati contro i quali o per i quali avevano combattuto.

In meno di un secolo, i Normanni conquistarono i territori longobardi e i ducati costieri, grazie soprattutto ai tre figli di Tancredi d'Altavilla, proveniente da una nobile famiglia vichinga di Hauteville, un piccolo feudo della Normandia.

Siberene fu città bizantina fino al 1076, anno in cui Roberto il Guiscardo, il terzo figlio di Tancredi, ottenne l'investitura del ducato di Puglia e Calabria, che comprendeva il castello. Essendo stata una città bizantina per quasi due secoli, la popolazione era totalmente greca, perciò ci fu uno scambio graduale di ordinamenti civili, militari e infine ecclesiastici, facendo sì che si conservassero i riti greci per molto tempo. …

La struttura

Ogni grande famiglia che ha vissuto all'interno del castello ha aggiunto un proprio contributo artistico ed architettonico. La struttura, perciò, nel corso dei secoli, ha cambiato la propria fisionomia secondo il gusto dei suoi sovrani e a seconda delle necessità.

Il castello fra il 1994 e il 1998 è stato sottoposto ad un'attenta e meticolosa opera di restauro, che ha fatto emergere, oltre agli innumerevoli reperti archeologici, la storia della struttura fin dalle origini. Grazie a questi importanti studi si è potuto constatare che il castello, costruito dai normanni, sorgeva proprio sopra l'acropoli della vecchia Siberene. Infatti, fu scoperta una tomba presso la necropoli bizantina nel castello: essa conteneva un cadavere il quale aveva sulla mandibola una moneta risalente al III secolo a.C. Scrive Lopetrone, architetto che ha curato alcuni studi del castello per la Sovraintendenza dei Beni culturali di Cosenza:

Inoltre è stato trovato un vano cisterna di grandi dimensioni, coperto di volte a botte e un complesso ecclesiale articolato, risalente al periodo bizantino, periodo in cui il castello divenne un kastron, ossia un insieme di strutture (militare e religiosa) all'interno dello stesso edificio.

Sono stati scoperti alcuni reperti risalenti al periodo svevo, anche se purtroppo non si hanno molte notizie del castello riguardo a questo preciso momento storico: per esempio, le reliquie trovate nella torre tonda antica del castello, quelle della torre tagliata, quelle della torre tonda dell'antica chiocciola e quelle relative alle merlature quadrangolari, con molta probabilità risalgono a questo periodo storico.

Con l'avvento di Andrea Carafa il castello subisce una delle più imponenti opere di ammodernamento, di gran lunga superiore a quella degli angioini: Carafa fece costruire cinte fortificate intorno alla roccaforte angioina, il baluardo del belvedere col "traforo" a suo nipote Galeotto, la costruzione di "merli tribolati" coronati e visibili sul fronte della muraglia delle marlature, presenti anche sullo stendardo. Al figlio di Galeotto, Andrea, sono invece attribuiti piccoli lavori di completamento della muraglia della merlatura, e a Vespasiano, suo figlio il completamento della muraglia nel tratto vicino alla porta nuova. …

Il museo

Il castello ospita il museo di Santa Severina, in cui sono esposti tutti i reperti ritrovati durante gli scavi archeologici assieme a materiali e collezioni archeologiche provenienti dal territorio limitrofo, come i bronzi risalenti al periodo protostorico XV-VIII sec. a.C., Il castello ospita inoltre il Centro di Documentazione Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi e il MACSS, il museo di arte contemporanea di Santa Severina.

Prima degli scavi archeologici, negli anni settanta, il castello era sede del convitto comunale maschile, che ospitava circa ottanta studenti del liceo-ginnasio Diodato Borrelli. Per mancanza di iscritti il collegio fu costretto a chiudere e l'amministrazione comunale, per valorizzare i locali, pensò di creare un'importante pinacoteca e di organizzare mostre di pittura di livello nazionale.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello di Santa Severina».

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Come arrivare

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Castello di Santa SeverinaPiazza Campo 4, 88832 Santa Severina
Aeroporto Pitagora di Crotone22,0 km

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Domande frequenti

Dove si trova Castello di Santa Severina?

Castello di Santa Severina si trova nel comune di Santa Severina, in provincia di Crotone (Calabria), all'indirizzo Piazza Campo 4, 88832 Santa Severina. Coordinate: 39.14679, 16.91446.

Cosa vedere vicino a Castello di Santa Severina?

Nei dintorni si trovano: Museo diocesano d'arte sacra (a 100 m), Santa Severina (a 400 m), Badia di Santa Maria del Soccorso (a 14,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Castello santa severina — User:Drnico, Public domain
  2. Castello di Santa Severina, Italy, 2024 05 07 — TheGermanGuyFromHamburg, CC0
  3. Castello Santa SEVERINA - Crotone — Anthos8888, CC BY-SA 4.0
  4. Castello Santa Severina - Entrata - Crotone — Anthos8888, CC BY-SA 4.0
  5. Castello Santa SEVERINA - TORRIONE - Crotone — Anthos8888, CC BY-SA 4.0
  6. Santa Severina - Castello - 1 — Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0
  7. Santa Severina - Castello di Santa Severina - 202209112111 10 — Ottantafame, CC BY-SA 4.0
  8. Santa Severina - Castello di Santa Severina - 202209112111 — Ottantafame, CC BY-SA 4.0
  9. Santa Severina - Castello di Santa Severina - 2024-09-11 17-08-21 001 — Pakycassano, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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