Foto: Patafisik, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Epoca
- Medioevo, 1250
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°42′10″ N, 7°10′05″ E
- Indirizzo
- Rue du château - 11011 Arvier (AO)
Storia e descrizione
Il castello di La Mothe, talvolta detto anche castello di Arvier, è un castello valdostano medievale in gran parte in rovina, che domina il capoluogo di Arvier.
È uno dei due castelli presenti nel territorio comunale ed è collocato all'interno del centro cittadino: l'altro, il castello di Montmayeur, si trova invece isolato, all'imbocco della Valgrisenche. A tal proposito, il castello di La Mothe è stato talvolta denominato in passato "Castello d'Arvier", tra gli altri dall'architetto Carlo Nigra; tuttavia, per evitare equivoci, tale appellativo viene oggi molto più frequentemente associato al castello di Montmayeur.
A seguito dell'acquisizione da parte della Regione Valle d'Aosta e degli interventi di restauro, al 2026 risulta parzialmente aperto al pubblico, in attesa di una prossima conversione funzionale in museo.
Storia
La storia del castello di La Mothe è in gran parte oscura: nonostante la campagna di scavo e studio conclusasi nel 2007, difficilmente sono rintracciabili e suddivisibili le parti cronologicamente differenti nella struttura, a causa della continua sovrapposizione di interventi avuti nei secoli.
Il complesso viene citato per la prima volta nei documenti dell'omaggio feudale del 1287, in cui giurò Aymon de Arviero.
Secondo quanto riportato dallo storico Jean-Baptiste de Tillier, il castello prenderebbe il nome dal nobile savoiardo Aymar de La Mothe, segretario del conte Filippo di Savoia, il quale alla fine del XIII secolo avrebbe sposato l'ereditiera della famiglia De Arverio. Venutone in possesso, Aymar de La Mothe lo fece restaurare e gli attribuì conseguentemente il proprio nome, con il quale è noto nelle Udienze di quell'epoca.
Nel 1306 o nel 1409 passò ai d'Avise, che lo tennero come maison de plaisance, ovvero dimora di piacere. Fu quindi lasciato in consignoria alla nobile famiglia dei Sarriod de la Tour e a quella di minor nome dei Lostan, i medesimi ricordati anche per l'omonima Maison Lostan ubicata in Aosta. Trascurato da questi ultimi proprietari, agli inizi del XVIII secolo il castello appariva già in gran parte in rovina: a questo contribuì anche il riutilizzo per fini agricoli o pastorali come fienile e stalla.
Il suo valore storico fu compreso solo durante il XX secolo, quando, dopo secoli di incuria, la struttura venne definitivamente acquistata dalla regione, che cercò di limitarne il degrado e conservare quanto ancora era presente, provvedendo nel 2006 a importanti interventi di restauro e messa in sicurezza. Nel ventennio seguente l'area fu aperta a visite libere, limitatamente al giardino interno, utilizzato saltuariamente anche per ospitare eventi.
Solo all'inzio degli anni 2020, grazie ai fondi PNRR, si inizia a discutere del progetto di riconversione museale, poi effettivamente concretizzatosi a partire dal 2026: ad ottobre di tale anno esso risulta in fase di ultimazione
Architettura
Il castello risulta oggi composto di una torre a pianta quadrata a cui è addossato un rudere, un corpo di fabbrica sventrato, il cui aspetto per André Zanotto è attribuibile alle trasformazioni subite intorno al XIV-XV secolo, quindi per la maggior parte frutto di un rimaneggiamento successivo alla costruzione. Si notano inoltre alcune tracce di una torre rotonda e delle antiche mura.
All'interno sono osservabili i resti della scala elicoidale, oggi crollata e non più visibile, e quelli di un camino, consistenti nei due piedritti e la relativa mensola, facente parte del primo piano, inaccessibile poiché crollato.
I restauratori hanno trovato persino tracce di affreschi che farebbero propendere per l'ipotesi della presenza di una cappella, così come avviene in altri castelli posti nei comuni limitrofi.
Per il suo aspetto massiccio il castello di La Mothe è stato comparato dall'architetto Bruno Orlandoni alla domus episcopalis del castello di Issogne, alla torre della casaforte Villette di Cogne e alla torre Colin di Villeneuve.
Fasi costruttive
Le recenti indagini archeologiche hanno consentito la distinzione di cinque fasi costruttive.
La prima fase costruttiva del castello è di difficile ricostruzione. A tutt'oggi, dell'edificio originario, citato per la prima volta in un documento del 1287, è rimasto pressoché nulla di visibile e integro, poiché quasi tutti i manufatti sono stati inglobati negli interventi edilizi successivi. Attraverso le analisi dendrocronologiche delle poche parti lignee superstiti è stato possibile stabilire una datazione riconducibile agli anni 1236-1237.
Gli esigui e poco visibili resti riconducibili a questo periodo sono costituiti per lo più da elementi lignei di sostegno, successivamente riutilizzati per altre funzioni, che formano le centine delle finestre, gli architravi delle porte e le travi degli impalcati. Gran parte di questi materiali sarà in seguito riutilizzata negli interventi di rimaneggiamento, mentre si è constatata l'assenza quasi totale di manufatti ceramici, vitrei o metallici risalenti a quest'epoca. Non è dunque possibile escludere che altri materiali appartenenti a questa fase siano ancora presenti nel castello, sebbene occultati da successivi strati di muratura: ne costituiscono una significativa testimonianza i resti di alcuni muri "raddoppiati".
L'ipotesi più plausibile riguardo alla forma della struttura originaria può essere formulata sulla base dell'analisi morfologica del pendio, che ha fatto ipotizzare uno sviluppo su più piani, in corrispondenza dei diversi livelli dei terrazzi rocciosi realizzati. Questi ultimi saranno poi mantenuti nelle fasi costruttive successive, con funzione di contenimento.
È interessante notare come appartengono a questa fase gran parte dei corpi del complesso oggi ancora visibili e pressoché inalterati rispetto al momento della loro costruzione, in quanto il loro stato di conservazione è migliore rispetto alle altre parti della struttura: gli interventi successivi non ne hanno praticamente modificato la forma originale.
Il nuovo edificio presenta un'ampiezza di 13 per 8 m e si basa direttamente sul substrato roccioso sottostante; riesce a elevarsi per 14 m di altezza, arrivando ad ospitare 4 piani al suo interno.
Date le dimensioni e la posizione è intuibile la sua funzione maggiormente residenziale piuttosto che difensiva: non a caso è l'unica parte del castello priva di feritoie. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello di La Mothe».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello di La Mothe?
Castello di La Mothe si trova nel comune di Arvier (Valle d'Aosta), all'indirizzo Rue du château - 11011 Arvier (AO). Coordinate: 45.70265, 7.16813.
A quando risale Castello di La Mothe?
La datazione indicata da Wikidata è: 1250.
Cosa vedere vicino a Castello di La Mothe?
Nei dintorni si trovano: Necropoli di Saint-Nicolas (a 1,1 km), Maison Bruil (a 1,3 km), Museo Cerlogne (a 1,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Castello La Mothe — Patafisik, CC BY-SA 3.0
- Castello La Mothe 1 — Patafisik, CC BY-SA 3.0
- Castello la mothe 2 copia — Patafisik, CC BY-SA 3.0
- Castello d’Arvier (xilografia) — Canedi, Public domain
- La Mothe - Enfer — AndreaVallet93 at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0
- Torre d Arvier xilografia — Francesco Canedi, Public domain
- Замок де ла Моте — Nemtsev, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze