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Castello, XV secolo

Castello della Boffalora

Castello nel comune italiano di Agazzano (PC)

Agazzano (PC), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Epoca
Medioevo, XV secolo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°57′22″ N, 9°28′23″ E
Indirizzo
strada provinciale Cantone ‒ Boffalora ‒ Agazzano (PC)

Storia e descrizione

Il castello della Boffalora è un fortilizio situato nel comune italiano di Agazzano, in provincia di Piacenza.

Il castello è situato sulle ultime pendici collinari dell'Appennino ligure, tra la val Tidone e la val Luretta, in posizione dominante rispetto alla strada che collega Pianello Val Tidone a Agazzano. Pur se posto ad un'altezza relativamente bassa, 292 m s.l.m., la sua posizione permette una vista spazia su una buona parte della pianura sottostante.

Storia

In epoca tardo medievale, la storia del castello, citato in alcuni documenti come Flatus aurae, fu legata a quella del consorzio gentilizio dei signori Da Fontana. Originariamente di proprietà della famiglia Arcelli, ai quali fu concesso nel 1412 al momento della concessione da parte del duca di Milano Filippo Maria Visconti dell'investitura su diversi feudi nella vicina val Tidone, nel 1477 il castello, insieme al relativo feudo, entrarono a far parte dei beni della famiglia Rustici.

Nel 1555 il castello fu teatro di un fatto di sangue quando, durante una tentata rapina, il proprietario Girardo Rustici venne assassinato. Rimasto, nonostante il delitto, tra i beni dei Rustici, nel 1633 il possesso del castello passò alla famiglia Barattieri, tramite il matrimonio di Marta Rustici con un membro della casata. Nel 1671, a seguito della scomparsa del conte Guido Barattieri, il castello rimase alla vedova Elisabetta Zanardi Landi, mentre il feudo venne assegnato dalla Camera Ducale Farnesiana alla coppia di fratelli formata da Felice e Pier Francesco Bonvini, nell'ambito di un piano attuato dai Bonvini che prevedeva di reinvestire i proventi ottenuti tramite il commercio di spezie e tessuti nell'acquisto di terre e proprietà.

Nel 1699, a seguito dell'estinzione della famiglia Bonvini, il castello entrò nelle proprietà della Camera Ducale farnesiana, la quale, a distanza di un anno, lo concesse al marchese Francesco Casati. Nel 1704 il figlio di Francesco, Bartolomeo, fu oggetto di pesanti accuse, tra cui il conio di monete realizzate con una lega metallica di scadente qualità, il ricorso al lavoro forzato da parte di contadini della zona per il restauro del castello e l'utilizzo, per l'arredamento del castello, di mobili di proprietà ducale svenduti abusando della carica di maggiordomo al servizio del duca Francesco Farnese e, in seguito, ricomprati a prezzi vantaggiosi. Per queste ragioni, al Casati furono confiscati diversi beni tra cui il castello, mentre egli fu obbligato a risarcire all'erario ducale la somma di 12 000 doppie. …

Struttura

Il castello presenta una struttura a pianta rettangolare dotata di cinque torri realizzate in pietra e laterizio sulla cui sommità si trova un apparato a sporgere realizzato in mattoni il quale si sorregge su mensole dotate di beccatelli e merli. Quattro delle cinque torri sono poste agli angoli della struttura e sono caratterizzate da notevoli differenze tra loro in termini di forma e dimensioni. La quinta torre, il mastio, situato in posizione dominante rispetto all'ingresso posto sulla facciata nord-occidentale del castello si caratterizza per la presenza dell'altana. Delle torri angolari, 3 su 4 sono dotate di sporti, mentre la torre meridionale presenta i segni dell'originaria presenza di finestre ad arco, in seguito murate. La torre orientale, invece, presenta una forma marcatamente più slanciata delle altre.

Il castello è realizzato in gran parte in ciottoli, con l'esclusione degli sporti delle torri, realizzati in mattoni, e presenta un'altezza d'inclinazione tardo-medievale. Vista decadere la propria funzione militare a partire dal XVII secolo, il castello subì dei rifacimenti finalizzati alla trasformazione in dimora residenziale che inclusero la costruzione di uno scalone per permettere l'accesso al piano nobile, l'edificazione di un portico al pian terreno e di un loggiato al primo piano, entrambi caratterizzati da 3 fonici. All'interno sono presenti saloni con soffitto a cassettoni, mentre la volta della scalinata principale è affrescata a motivi policromi.

All'esterno del castello sono presenti alcune costruzioni rurali e un piccolo oratorio dedicato a San Giuseppe, di struttura particolare. L'edificio, più volte rimaneggiato, fu fatto costruire nel 1726 da parte di Gaetano Maria Baldini sul luogo di una costruzione preesistente. L'oratorio che originariamente conteneva al suo interno delle reliquie di San Felice Martire, presenta una struttura a tre navate, delle quali la centrale è sovrastata da una cupola di forma ovale. La caratteristica peculiare dell'edificio è la presenza nell'abside di due altari posti su livelli differenti, di cui quello posteriore è rialzato e visibile dalla navata attraverso un'arcata, elemento non comune nel territorio piacentino.

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Linea del tempo

  1. XV secoloCostruzione

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Come arrivare

SarmatoTreno, la più vicina
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Castello della Boffalorastrada provinciale Cantone ‒ Boffalora ‒ Agazzano (PC)

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Domande frequenti

Dove si trova Castello della Boffalora?

Castello della Boffalora si trova nel comune di Agazzano, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), all'indirizzo strada provinciale Cantone ‒ Boffalora ‒ Agazzano (PC). Coordinate: 44.95605, 9.47316.

A quando risale Castello della Boffalora?

La datazione indicata da Wikidata è: XV secolo.

Cosa vedere vicino a Castello della Boffalora?

Nei dintorni si trovano: Castello di Castano (a 1,8 km), Torre di Montebolzone (a 3,2 km), Castello della Bastardina (a 3,3 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Castello Boffalora — Dani4P, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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