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Foto: Bernard Gagnon, CC0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°08′40″ N, 18°29′34″ E
- Indirizzo
- Via Nicola d'Otranto
Storia e descrizione
Il castello di Otranto è la fortezza dell'omonima città sita in Puglia, in provincia di Lecce. Il castello, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è in stretta relazione con la cinta muraria della cittadina con cui forma un unico apparato difensivo.
Storia
Importante testa di ponte verso l'Oriente, la città di Otranto è stata munita fin dall'antichità di sistemi di difesa ed opere fortificate, aggiornate nel corso dei secoli dalle dominazioni che vi si sono avvicendate. Già nell'XI secolo la città era dotata di un fortilizio, danneggiato gravemente nell'assedio subito nel 1067 e riparato e potenziato qualche anno più tardi per volere di Roberto il Guiscardo. Della ricostruzione promossa nel 1228 da Federico II di Svevia rimangono tracce evidenti della torre del corpo mediano cilindrico, inglobata nel bastione a punta di lancia, e nella cortina muraria di nord-est. Un'analisi dei sotterranei lascia supporre che in origine il Castello fosse impostato su una pianta con nucleo centrale quadrangolare, scandita agli angoli da torri cilindriche.
Dopo la Battaglia di Otranto del 1480 il Castello fu fatto ristrutturare da Alfonso d'Aragona Duca di Calabria. Alla fine del XV secolo, quando la città fu data in pegno ai veneziani, la struttura fu ulteriormente potenziata con l'aggiunta di alloggiamenti per artiglierie e bombarde. Della fase aragonese rimangono solo un torrione e parte delle mura. In questa fase si presentava a forma di trapezio rettangolo, con ai vertici quattro Rondelle (torri circolari), con quella rivolta verso il mare in posizione più sporgente.
L'aspetto attuale del fortilizio si deve in massima parte a una generale rettifica e all'aggiornamento ossidionale effettuato alla fine del XV secolo su progetto di Francesco di Giorgio Martini, il quale ristrutturò l'intero circuito murario ed adeguò la porta Alfonsina (già rifatta dieci anni prima). Più tardi i viceré spagnoli ne fecero un vero e proprio capolavoro di architettura militare, realizzando opere di difesa straordinaria volute nel 1535 da Don Pedro di Toledo, di cui rimane lo stemma sul portale d'ingresso e sulla cortina esterna. I due bastioni poligonali aggiunti nel 1578 sul versante rivolto al mare inglobarono il preesistente bastione aragonese. Alla metà del secolo successivo il leccese Giovan Francesco Saponaro fu incaricato di rafforzare ulteriormente il Castello. …
Descrizione
Il Castello si presenta oggi a pianta pentagonale, circondato da un ampio fossato e scandito da quattro torri, tre circolari in carparo (dette rondelle) e una a punta di lancia protesa verso il porto della città; la facciata principale è rivolta verso il borgo antico. Vi si accede con un ponte a ridosso del fossato, oggi con arco in pietra e calpestio in legno, probabilmente in origine di tipo levatoio. L'ingresso immette direttamente nell'atrio del piano terra, corrispondente all'ispessimento della facciata realizzato nel XVI secolo. La Cappella subito a destra dell'ingresso presenta tracce d'affresco e contiene varie cornici in pietra leccese ed epigrafi, tra le quali quelle della tomba di Donna Teresa De Azevedo, morta il 23 febbraio del 1707, alla quale il marito, Don Francesco de la Serna e Molina, castellano dell'epoca, dedicò una tenerissima epigrafe in cui la indica quale "esempio di pudicizia, dea di bellezza, modello di onestà, prole di eroi spagnoli".
Il castello è dotato di due piani praticabili, impostati a ridosso del perimetro del cortile. I locali interni, rimaneggiati nel XX secolo, sono coperti da volte a botte o a stella, e non conservano alcuna traccia delle precedenti fasi costruttive. Al di fuori della pianta si sviluppano due sale dalla peculiare forma a triangolo e rettangolo: la prima fu generata dagli ampliamenti di metà '500, quando fu aggiunto all'esterno il bastione tra le due torri cilindriche; particolarmente suggestiva è la copertura a volta della seconda, definita dall'intersezione di tre unghie di padiglione in carparo che seguono la particolare forma del locale.
Al di sotto del piano terra si sviluppa un sistema di cunicoli, gallerie e piccoli ambienti sotterranei: si tratta di ambienti di grande valore storico, molto suggestivi, rimasti immodificati sin dalla loro costruzione, risalente al primo impianto di fine '400. In questi ambienti è facile leggere le differenti fasi che hanno caratterizzato la costruzione del Castello. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello aragonese».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Castello aragonese?
Castello aragonese si trova nel comune di Otranto, in provincia di Lecce (Puglia), all'indirizzo Via Nicola d'Otranto. Coordinate: 40.14446, 18.49271.
Cosa vedere vicino a Castello aragonese?
Nei dintorni si trovano: Otranto (a 700 m), Torre del Serpe (a 1,1 km), Torre dell'Orte (a 1,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Castle of Otranto 01 — Bernard Gagnon, CC0
- 010 Castello Aragonese (Otranto), bastió pentagonal — Enric, CC BY-SA 4.0
- 029 Castello Aragonese (Otranto), cara nord, des del camí de ronda de la muralla — Enric, CC BY-SA 4.0
- 032 Castello Aragonese (Otranto), fossat de la banda nord — Enric, CC BY-SA 4.0
- 033 Castello Aragonese (Otranto), cara nord, des del camí de ronda de la muralla — Enric, CC BY-SA 4.0
- 034 Castello Aragonese (Otranto), torre est, des del camí de ronda de la muralla — Enric, CC BY-SA 4.0
- 035 Castello Aragonese (Otranto), fossat de la banda nord — Enric, CC BY-SA 4.0
- 036 Castello Aragonese (Otranto), torre nord, des del camí de ronda de la muralla — Enric, CC BY-SA 4.0
- 038 Castello Aragonese (Otranto), torre nord i pont sobre el fossat, Piazza Castello — Enric, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
