Foto: Fishertiger07, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Casa Ricciardelli
Palazzo nel comune italiano di Faenza
Faenza (RA), Emilia-Romagna
In breve
- Coordinate
- 44°17′06″ N, 11°52′49″ E
Storia e descrizione
Palazzo Ricciardelli o Casa Ricciardelli è un edificio storico situato a Faenza, in provincia di Ravenna.
Analisi storica
La sua posizione così defilata e il modesto aspetto della facciata hanno fatto sì che finora esso sia sempre stato preso poco in considerazione dagli studiosi, nonostante racchiuda al suo interno alcuni ambienti barocchi di pregio. Alla fine del XVII secolo la casa apparteneva al cavalier Petruccini; a lui seguì Giuliano Ghetti, il quale nel 1736 fece testamento nominando suoi eredi i figli Alessandro e Antonio. Intorno al 1740 si riporta come proprietario Alessandro Ghetti, fratello maggiore di Antonio; allora la proprietà comprendeva due case: una più piccola adiacente alla canonica di S. Nicolò e destinata all’affitto e una più grande lungo via Scaletta dove alloggiava il proprietario. I due edifici furono realizzati in epoche diverse, come dimostra il giunto fra le murature visibile nel vicolo di servizio retrostante. Una radicale ristrutturazione fu avanzata formalmente dal solo Antonio Ghetti. La richiesta fu approvata, e in data 30 agosto 1747 fu stipulato un regolare atto di concessione. L’intervento edilizio comportò la ricostruzione totale della porzione affacciata su via Scaletta e dello scalone. Del vecchio edificio vennero conservati il salone principale verso il cortile e le stanze affacciate sul vicolo privato. La ricostruzione fu condizionata della particolare posizione del fabbricato: esigenze di prestigio e di decoro imponevano che l’ingresso principale si dovesse affacciare verso via Castellani, e non su via Scaletta considerata al pari di un vicolo. Per dare magnificenza all’atrio fu ideata una sorta di galleria con volte a vela e a crociera che si svolgeva parallelamente a via Scaletta, raggiungendo l’ampia corte interna. Alessandro Ghetti nel testamento dispose di lasciare la casa in usufrutto alla moglie Teresa Gasparetti e alla figlia, mentre proprietari della casa stessa sarebbero divenuti i figli maschi di Lucia. A seguito del matrimonio di Lucia con Marcantonio Ricciardelli, il palazzo passò a questa nuova casata.
Il pianerottolo d’arrivo dello scalone fu arricchito con gli stemmi intrecciati delle due famiglie incorniciati da un trionfo di stucchi a volute. Lo stemma della famiglia Ricciardelli è costituito da uno scudo con fondo azzurro e albero sradicato avvolto in un tralcio di vite con frutti; il capo dello scudo, sempre in azzurro, è caricato di tre cigli d’oro suddivisi da un labello rosso di quattro pendenti. …
Il palazzo
Casa Ricciardelli (come viene definito dei registri catastali) è formata da un corpo principale, il vero e proprio palazzo, di forma semplice e compatta, con una suddivisione interna che si ripete costante a tutti i piani dall’interrato al sottotetto, e da due appendici realizzate successivamente. La prima di queste due appendici più recenti prospetta su via Scaletta ed è quella descritta come “casa con bottega”. Si tratta di una tipologia a schiera di altezza molto elevata che viene rappresentata come facente parte in precedenza della canonica di S. Nicolò, costruita agli inizi del XVIII secolo. Le murature dell’edificio e del palazzo risultano completamente distaccate tanto che durante i restauri è stato necessario un accurato intervento di ammorsatura. L’altra appendice, di costruzione forse ancora più recente, si allunga sulla corte interna addossandosi in parte al retro del palazzo.
L’organizzazione planimetrica interna di palazzo Ricciardelli è facilmente leggibile perché le modifiche effettuate nel tempo sono poche e individuabili; la disposizione degli ambienti principali si ripete a tutti i piani. La galleria sul fronte, il salone della corte interna e le stanze sul retro si ripetono con le stesse modalità al piano interrato, al piano terra, al piano primo ed anche al piano sottotetto per quanto riguarda gli ambienti retrostanti. Si nota invece una zona filtro tra lo scalone e il retro che risulta rimaneggiata. La struttura di fondazione dell’edificio è evidente nello scantinato, con pilastri con base a scarpa di notevoli dimensioni, collegati da arcate e con tamponatura intermedia con muratura a sacco. I soffitti sono a volte a tutto sesto con unghie in corrispondenza delle aperture. Il portone originario del piano terra, accessibile anche con le carrozze, immetteva nella galleria che si sviluppava parallelamente a via Scaletta sfociando nella corte interna. Gli ambienti erano caratterizzati da lesene e dall’alternarsi di volte a vela e a crociera tuttora presenti. Passata questa zona filtro tra interno ed esterno si accede direttamente alla zona nobile: l’androne e lo scaloncino che portano al piano ammezzato e al piano primo. Alla destra dello scaloncino, al piano terra, è situato l’ampio salone che si affaccia sulla corte interna con due vetrine molto alte ed è completato da un soffitto ligneo a travi e tavole. Nella zona retrostante gli ambienti sono di servizio e quindi con strutture, materiali, finiture di scarso valore. …
Gli apparati decorativi
Gli interventi decorativi stratificatisi nel palazzo Ricciardelli sono essenzialmente due: uno databile circa all’ottavo decennio del Settecento mentre l’altro da assegnarsi precisamente al 1869, data certa grazie ad un’accurata documentazione grafica.
Il Settecento: Lo scalone di palazzo Ricciardelli è concluso da un atrio sul quale si dispongono quattro porte incorniciate da ricchi stucchi. Il grande vano è ornato da due tele di notevole grandezza collocate a destra e a sinistra proprio lungo la seconda rampa. Hanno forma regolare su tre lati, mentre quello superiore appare a profilo mistilineo e sono inserite in gradevoli cartelle in stucco arricchite da delicati colori pastello e sormontate da una testina. Vi sono rappresentati due episodi del ciclo delle vicende di Giona narrate nel Vecchio Testamento. Nel quadro a sinistra il protagonista è raffigurato seduto in primo piano, sullo sfondo di un vasto paesaggio che sicuramente, con i suoi abili e scenografici passaggi è ciò che colpisce maggiormente del dipinto. La rappresentazione fa riferimento a Giona che rifiuta il comando divino di andare a predicare a Ninive; appare infatti la città in lontananza. La tela sulla destra raffigura un episodio assai più noto, con il profeta che, rigettato dal mostro marino sulla spiaggia, alza le mani e volge gli occhi al cielo; sullo sfondo una veduta con belle trasparenze e nere e inquietanti sagome di uccelli. I gesti dei personaggi sono apertamente teatrali secondo il gusto caratteristico della seconda metà del Settecento.
Il pittore si distingue per la sua facilità narrativa, il fare arioso, l’abile mestiere: si tratta di Giuseppe Milani. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Casa Ricciardelli».
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Domande frequenti
Dove si trova Casa Ricciardelli?
Casa Ricciardelli si trova nel comune di Faenza, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.28487, 11.88035.
Cosa vedere vicino a Casa Ricciardelli?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Cavina (a 0 m), Palazzo Pasolini (a 100 m), Palazzo Gucci-Boschi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Entrata sulla corte interna di Palazzo Ricciardelli — Fishertiger07, CC BY-SA 4.0
- Paolo Monti - Servizio fotografico (Faenza, 1968) - BEIC 6339370 — Paolo Monti, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze