Villa / Palazzo storico, Faenza (RA)
44°17′07″ N, 11°52′53″ E
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In breve
- Coordinate
- 44°17′07″ N, 11°52′53″ E
Storia e descrizione
Il Palazzo Pasolini dall'Onda è un edificio cinquecentesco sito nel centro storico di Faenza, in via Severoli 31, angolo via Pistocchi. È stato modificato alla fine del settecento dall'architetto Pistocchi, affrescato nel 1818 da Felice Giani ed è stata rifatta la facciata nel 1875.
Attualmente la veste del palazzo è ottocentesca.
Storia
A metà degli anni '90, in seguito a degli scavi nei pressi dell'edificio (l'isolato compreso tra Corso Mazzini e le vie Zanelli, Severoli e Pistocchi), sono rinvenuti resti della domus romana, con ambienti pavimentati in mosaico. Grazie allo studio dei materiali ritrovati è stato possibile ricostruire l'evoluzione edilizia ed abitativa della zona dal II secolo a.C. fino all'età medievale.
L'impianto fondamentale dell'edificio risale al Cinquecento, del quale i caratteri architettonici sono riconoscibili soprattutto nell'androne di ingresso.
Prima della vendita di metà 1850, vi erano nel palazzo una ricca collezione di maioliche, pezzi d'arte, quadri e monete appartenente al conte Ferdinando Pasolini Dall’Onda; lo stesso conte commissionò nel 1818 a Felice Giani la decorazione di quattro sale.
In seguito ai conflitti bellici, quasi tutto l'operato di Giani andò perduto, a eccezione di due sale recuperate in seguito a dei lavori di restauro.
Successivamente, nel 1875, fu realizzata la facciata (progettata da Achille Ubaldini) in occasione del matrimonio del conte Nicola Pasolini dall'Onda con Amalia dei Marchesi Lalatta, su progetto di Achille Ubaldini. Lo stile della facciata, che ha salvato il grande portale a bugnato, è di tipo eclettico.
Il palazzo fu abitato ininterrottamente dalla nobile famiglia Pasolini dall'Onda fino al 1927.
È stato nel dopoguerra acquistato dal Partito Comunista Italiano.
Famiglia
Il palazzo fu abitato fino al 1927 dalla nobile famiglia dei Pasolini dall'Onda, di origini cotignolesi ma suddivisi fra Ravenna, Cesena e Faenza. Il primo nucleo dei Pasolini a Faenza venne ad abitare in via Severoli nel primo Cinquecento. Altro ramo della famiglia si andò separando, dando origine ai Pasolini-Zanelli che, per successive parentele, ebbe a ricongiungersi ai Pasolini di Cesena.
Alla fine del XVIII si distinsero alcuni personaggi della famiglia, fra cui il conte Nicola che sposò la marchesa parmense Amalia Lalatta e godeva di prestigio alla corte ducale di Parma, e il figlio Ferdinando, letterato insigne, membro di varie accademie ed esperto in archeologia, che raccolse una notevole collezione di maioliche, oltre che a una ricca biblioteca, successivamente disperse.
Ferdinando sposò la contessa Orsola Rondinini, la quale, grazie alle numerose sorelle e alla madre Teresa Rondinini, legò stretti vincoli di parentela con il patriziato della Faenza ottocentesca.
Questo matrimonio lo legò con la famiglia Rondinini nota per le proprie idee liberali, ed egli acconsentì ad accogliere le riunioni segrete patriote del tempo nel proprio palazzo.
Nel 1849 il suo unico figlio maschio, conte Benvenuto, sposò la contessa Pazienza Laderchi, appartenente alla più nota fra le famiglie liberali del locale Patriziato.
Ferdinando si era avvicinato all'orlo della rovina con la cattiva amministrazione della sua ricchissima collezione, tanto che il figlio dovette procedere con l'interdizione.
Ebbe anche una figlia, Orobola, entrata nella famiglia forlivese dei Canestri Trotti.
Infine ebbe anche un figlio maschio, il conte Benvenuto, ultimo maschio della famiglia. A differenza del padre, era attratto dagli aspetti più pratici della vita. Si deve a lui l'introduzione, nelle nostre campagne, della trebbiatura meccanica. Morto nel 1871, ebbe una sola figlia, Orsola, la quale si sposò con il conte Dionigi Zauli Naldi e del quale rimase vedova in giovane età.
Orsola morì nel 1927, ultima della sua Casata.
Architettura
L’impianto fondamentale del Palazzo Pasolini Dall’Onda risale al Cinquecento, del quale i caratteri architettonici sono riconoscibili soprattutto nell’androne di ingresso, con il soffitto a volta e i portali in pietra.
Con un intervento progettato da Giuseppe Pistocchi (il quinto incarico che ricevette a Faenza), tra il 1780 e il 1790, fu realizzato un doppio loggiato aperto sul cortile e inserito uno scalone monumentale a uso del piano superiore.
Mentre le colonne tuscaniche del piano terra probabilmente riprendono quelle esistenti nell'antico palazzo cinquecentesco, l'ordine superiore con le sue colonne ioniche e nuda trabeazione sovrastante sono di Pistocchi, come testimonia una lettera dell'architetto che riporta i costi delle colonne intere per il loggiato di sopra (3 – BCF, Archivio Zauli Naldi, busta 209, pp. 15).
A causa dei danni della prima guerra mondiale è difficile vedere l'intero operato di Pistocchi nel vano dello scalone.
Lo stile della facciata, (realizzata in occasione del matrimonio del conte Nicola Pasolini Dall’Onda con Amalia dei marchesi Lalatta), che ha salvato il grande portale a bugnato, è di tipo eclettico; fu progettata dall'ingegnere Achille Ubaldini e realizzata fra il 1875 e il 1880.
L'eclettismo di Ubaldini si situa fra recuperi cinquecenteschi e romanticismo neogotico, vivacizzati dall'immancabile presenza dell'apparato decorativo plastico-decorativo in terracotta e stucco.
Su recuperi di tipo cinquecentesco, come le aperture centinate a bugnato nella fascia del basamento, vi è inserito un richiamo alle memorie patrie con i busti delle “glorie civili faentine” inseriti sull'arco di ogni finestra. I busti sono stati modellati da Giovanni Collina Graziani.
Il conte Ferdinando Pasolini Dall’Onda (noto appassionato di archeologia e numismatica, possedeva una collezione comprendente anche moltissime maioliche, dispersa con la vendita nel 1852), commissionò nel 1818 la decorazione pittorica di quattro sale raffiguranti Episodi delle gesta di Enea a Felice Giani, che si avvalse della collaborazione dell'ornatista Gaetano Bertolani.
In seguito il conte Benvenuto, figlio di Ferdinando, fece realizzare dall'architetto Achille Ubaldini l'attuale prospetto. …
Le maioliche di Palazzo Pasolini
Prima della dispersione con la vendita del 1852, il Palazzo comprendeva una collezione di circa 500 maioliche, interamente formata dal conte Ferdinando Pasolini Dall’Onda.
Le opere non provenivano solo da fabbriche faentine, vi erano opere urbinati, pesaresi, castellane. Comprendeva piatti, vasi, fiaschi, oltre che a quadri di diverse grandezze. Oltre alle maioliche vi erano pezzi d'arte, bronzi, monete, medaglie e medaglioni.
Il pezzo più antico della collezione era un grande medaglione, con al centro il nome di Gesù scritto a caratteri gotici, contornato da fogliame e ornati, datato 1475.
Vi erano poi opere firmate da artisti quali Mastro Giorgio (Giorgio Andreoli, vasaio di Gubbio), Francesco Xanto Rovigino (vasaio di Urbino) e Baldassare Manara (vasaio faentino).
Le opere di Mastro Giorgio sono undici e si distinguono per l'uso di colori cangianti giallo oro, rosso smagliante, color rame e color argento. In particolare vi è una maiolica che riporta un ratto di una femmina, particolare poiché reca il nome scritto per intero “M.° GIORGIO”, unico esempio tra i lavori dell'artigiano.
Per mano di Xanto si hanno 29 pezzi, 17 dei quali con una o più iniziali del suo nome e di quello della sua patria (lavorò ad Urbino). La sua firma è solitamente Fra. X. R. o F.X.R.. Particolare è una coppetta con dipinti Dedalo e Icaro in volo, con Icaro intento a cadere. Sotto di loro vi è il fiume Eridano personificato. Singolare è l'indicazione Avello, che rivela il significato dell'iniziale A ritrovata in altri piatti. Nonostante l'artista abbia spesso omesso questo cognome, l'opera è certamente sua per l'indicazione geografica, per i colori e la maniera.
Rimarcabili sono le maioliche che recano l'anno, la città e l'artefice. Un esempio di questo è un'opera di Baldassare Manara di Faenza. Si tratta di un medaglione con un guerriero a cavallo, con annotato anno (1536), provenienza (Faenza) e artefice.
Due scodelle si distinguono per la dedica, una raffigurante il fatto di Muzio Scevola e l'altra con l'imperatore Traiano a cavallo con seguito, entrambe con dedica che accerta la loro appartenenza alla donazione di Duca D'Urbino Guidobaldo II a Frate Andrea da Volterra. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Pasolini».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Pasolini?
Palazzo Pasolini si trova nel comune di Faenza, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.28541, 11.88130.
Cosa vedere vicino a Palazzo Pasolini?
Nei dintorni si trovano: Teatro comunale Angelo Masini (a 100 m), Casa Ricciardelli (a 100 m), Museo all'Aperto di Arte Contemporanea (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze