Casa Galimberti
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Foto: MSacerdoti, Attribution · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, anni 1900

Casa Galimberti

Edificio di Milano

Milano (MI), Lombardia

Indicazioni

In breve

Epoca
Età contemporanea, anni 1900
Stile
Architettura art nouveau
Architetto
Giovanni Battista Bossi
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°28′29″ N, 9°12′25″ E
Indirizzo
Via Malpighi, 3

Storia e descrizione

Casa Galimberti è un palazzo di Milano in via Malpighi al civico 3.

Storia dell'edificio

Progettato dall'architetto Giovanni Battista Bossi (1864-1924) nel 1903-1905 su incarico dei fratelli Angelo e Emilio Galimberti, la cui impresa aveva demolito il Lazzaretto e per questo Emilio era chiamato "il Barbarossa di Porta Venezia", è ritenuto uno dei pezzi più brillanti del Liberty milanese grazie al rivestimento di gran parte della facciata esterna con piastrelle figurate in ceramica, ferri battuti e motivi floreali in cemento, tutti disegnati da Bossi.

I fratelli costruirono negli stessi anni Casa Campanini (1904-1906), uno degli edifici più rappresentativi del Liberty milanese, su progetto di Alfredo Campanini (1873-1926).

L'edificio fu costruito in una parte dell'area occupata dalla Società Anonima degli Omnibus (S.A.O), fondata nel 1861 per gestire il trasporto pubblico di Milano con tram a cavallo e che ebbe la concessione anche dell'ippovia ferrata Milano-Monza, inaugurata l'8 luglio 1876 dal principe Umberto di Savoia.

Nel 1900 il Comune decise di indire una gara per un servizio di tram elettrici, vinta dalla Edison, la S.A.O. arrivò seconda con la tecnologia Westinghouse. La rimessa di via Sirtori che ospitava 280 cavalli, fu dismessa, il terreno venduto a privati e gli edifici demoliti tranne 3 scuderie da 54 cavalli, ancora visibili in via Sirtori 32 (società Roland Berger) e 24 (negozio di abbigliamento Nervesa).

Fu aperta via Malpighi e costruiti nuovi edifici lungo la via.

L'edificio è stato sottoposto a vincolo monumentale nel 1965.

Struttura dell'edificio

Ha negozi e locali pubblici al piano terreno e 4 appartamenti per piano negli altri quattro piani.

È formato da due parti non perpendicolari tra loro all'angolo di via Malpighi con via Sirtori, lunghi rispettivamente 32 e 33 metri.

Sotto l'angolo del palazzo passa la Roggia Gerenzana, che porta acque pulite dal Naviglio della Martesana a Rogoredo per irrigare i terreni agricoli dei Conti Brivio Sforza. Un tratto ancora scoperto lungo 20 metri è visibile nel cortile dell'edificio di via Spallanzani 10 (Unes). La roggia dava acqua alle scuderie della S.A.O.

La struttura è composta da murature portanti in mattoni. Il solaio tra cantina e piano terra è in cemento armato.

Il basamento della facciata è quasi tutto in ceppo gentile della cave di Brembate e Trezzo, fornito dalla ditta Corda e Malvestiti di Vaprio d’Adda.

Le balaustre del primo piano sono interamente in cemento, quelle del secondo hanno gli angoli in cemento e la parte centrale in ferro battuto, dal terzo piano in poi le balaustre sono interamente in ferro battuto.

Le decorazioni

La ricca decorazione policroma che ricopre quasi tutta la facciata per circa 170 m² è eseguita con mattonelle di ceramica dipinta a fuoco su motivi disegnati dall'architetto Bossi.

Tale tecnica consiste nel dipingere le mattonelle già cotte e verniciate, e richiede un'ulteriore cottura dei pezzi.

Le ceramiche sono opera della Società Ceramica Lombarda “Ing. A. Bertoni & C.” e le pitture sono state eseguite da Pio Pinzauti per la parte ornamentale e da Ferdinando Brambilla per le figure. Le sei finestre, con due balconi, del primo piano di via Malpighi sono adornate da nove formose figure femminili, e tre immagini maschili; al piano corrispondente in via Sirtori, a corredo delle tre finestre (un balcone), è raffigurato un uomo all'estrema sinistra, ed altre cinque immagini femminili. Nei piani superiori sono rappresentati rigogliosi motivi floreali. Le decorazioni in ferro battuto sono state eseguite dalla Ditta Arcari e Bellomi con sede in c.so Magenta 66.

Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso un sapiente restauro dell'androne d'ingresso e del vano scala ha riportato in luce la decorazione interna che, a partire dal vano portineria richiama i motivi floreali presenti nelle facciate esterne.

Nel mese di marzo 2018 è iniziato il restauro conservativo delle facciate e delle maioliche che purtroppo si stavano staccando dalla facciata. Il progetto e la direzione lavori sono dell'architetto Nicoletta Giudici e del Geometra Stefano Galbiati mentre l'impresa affidataria è Riva srl impresa restauri Italia di Robecco sul Naviglio con il restauratore Enzo Medardo Costantini e la direzione di restauro d'impresa dell'architetto Laura Gropallo. Si completerà opera nel mese di giugno 2018. Tutte le fasi lavorative potranno essere viste nel sito dedicato di Casa Galimberti.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Casa Galimberti».

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Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Casa GalimbertiVia Malpighi, 3
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Domande frequenti

Dove si trova Casa Galimberti?

Casa Galimberti si trova nel comune di Milano, in provincia di Milano (Lombardia), all'indirizzo Via Malpighi, 3. Coordinate: 45.47467, 9.20706.

A quando risale Casa Galimberti?

La datazione indicata da Wikidata è: anni 1900.

Cosa vedere vicino a Casa Galimberti?

Nei dintorni si trovano: Casa Guazzoni (a 100 m), Kursaal Diana (a 100 m), Palazzo Luraschi (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Malpighi3 3 — MSacerdoti, Attribution
  2. Casa galimberti -milano 24.02.11 (ritoccata) — Melancholia~itwiki, CC BY-SA 4.0
  3. Casa galimberti -milano 24.02.11 — Melancholia, CC BY-SA 3.0
  4. Milano Casa Galimberti von Norden 1 — Zairon, CC BY-SA 4.0
  5. Milano Casa Galimberti von Osten 1 — Zairon, CC BY-SA 4.0
  6. Milano Casa Galimberti von Süden 1 — Zairon, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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