Museo, Palmi (RC)
38°21′18″ N, 15°51′15″ E
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In breve
- Tipo
- Museo
- Coordinate
- 38°21′18″ N, 15°51′15″ E
- Indirizzo
- Via Felice Battaglia, 89015 Palmi
Storia e descrizione
La Casa della cultura "Leonida Repaci" è un moderno edificio polifunzionale ubicato a Palmi, nel quale hanno sede:
La Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci;
Il Museo di etnografia e folclore Raffaele Corso;
La Biblioteca comunale Domenico Topa;
L'Antiquarium Nicola De Rosa;
Il Museo musicale Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce;
La Gipsoteca Michele Guerrisi;
La Sezione di Archivio di Stato di Palmi;
L'auditorium comunale.
Gli spazi esterni sono caratterizzati da un ampio giardino dove sono collocate sculture in bronzo, due austere colonne d'età romana (provenienti dal sito archeologico dell'antica Tauriana) e una copia dell'antica Fontana della Palma.
Storia
La costruzione iniziò nel 1968 per volontà dell'amministrazione comunale del tempo e sotto gli auspici dell'onorevole Giacomo Mancini, allora Ministro dei lavori pubblici. L'edificio venne inaugurato il 17 gennaio 1982 e intitolato allo scrittore palmese Leonida Repaci nel novembre del 1984. La struttura ha una superficie di oltre 2.000 m² e la sua costruzione fu finanziata dall'assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, progettata da tecnici del Provveditorato delle Opere Pubbliche di Catanzaro e realizzata da maestranze reggine.
Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci
La pinacoteca "Leonida ed Albertina Repaci" conserva oltre 200 opere d'arte donate dallo scrittore Leonida Repaci e dalla moglie Albertina alla città di Palmi. La preziosa collezione è, ad oggi, una delle più importanti pinacoteche d'arte moderna e contemporanea dell'Italia meridionale.
Molte sono le opere di artisti importanti conservate nella pinacoteca, fra questi vi sono Édouard Manet, Guercino, Tintoretto, Renato Guttuso, Giovanni Fattori, Amedeo Modigliani e Jean-Baptiste Camille Corot.
Nel 2014 la pinacoteca ha aggiunto alla propria collezione alcuni quadri di valore appartenuti al senatore Emilio Argiroffi, donati al comune di Palmi dalla sorella del parlamentare.
Museo di etnografia e folklore Raffaele Corso
Il museo etnografico fu fondato nel 1955 su iniziativa di Antonino Basile, Nicola De Rosa, Giuseppe Pignataro, Luigi Lacquaniti, Francesco Salerno, Francesco Cipri e Antonino Nasso, e venne collocato all'interno di Palazzo San Nicola. Trasferito nel 1984 nella Casa della cultura, il museo al suo interno custodisce oggetti della quotidianità, della fede, e del folclore della Calabria, divisi in sezioni quali: il ciclo dell'anno, il ciclo della vita umana, l'agricoltura, la marineria, la religiosità popolare, i costumi e l'arte popolare.
Il museo è stato riconosciuto di importanza internazionale dall'UNESCO e, nel suo genere, è il più importante dell'Italia meridionale.
duplicato, in scala ridotta, del carro votivo della Varia di Palmi;
cappe di spine, chiamate spalas, usate nella processione di San Rocco a Palmi;
ex-voto in cera usati nella festa di San Rocco a Palmi, ed in altre feste di Oppido Mamertina e Laureana di Borrello;
ex-voto in pane;
antica copia in cartapesta, risalente al XIX secolo, dei Giganti di Palmi "Mata e Grifone", personaggi legati alla tradizione popolare locale;
collezione di pastori per presepe, in costumi calabresi, realizzati in terracotta colorata nel XIX secolo;
ceramiche popolari in argilla rossa e bianca (orcioli, brocche, tegami, focolari);
collezione di 750 conocchie in legno, intagliate e scolpite, provenienti da tutta la Calabria;
bastoni da pastore, degli oggetti vari per la caccia, ed delle fiocine per la pesca del pesce spada;
arnesi in legno per la lavorazione del latte;
lumi ad olio in terracotta, delle lumiere in rame, delle lampade in ferro per frantoi, provenienti da tutta la Calabria;
anfore murali policrome provenienti da Seminara;
stampi in legno per dolci nuziali;
mattarello legno, del 1848, scolpito e proveniente da Oppido Mamertina e dei mestoli lavorati a mano;
strumenti musicali, tra i quali una cetra in legno, zufoli di canna e legno, scacciapensieri ed una zampogna.
Museo musicale Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce
Nel museo musicale "Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce", inaugurato nel 1962 presso Palazzo San Nicola e trasferito in seguito nella Casa della cultura, è collocato un gran numero di materiale che testimonia l'intensa attività artistica dei due musicisti nativi di Palmi. Il museo raccoglie spartiti, bozzetti di scena, manoscritti e documenti relativi all'attività del maestro Francesco Cilea. Importante è anche l'epistolario dell'artista, che consta di circa 5.000 lettere, e la documentazione fotografica della vita di Cilea. La struttura conserva inoltre alcune miniature eseguite da Michele Cilea, fratello del maestro, ed uno spazio dedicato all'altro compositore palmese, Nicola Antonio Manfroce, nel quale è conservata la quasi totalità dell'intera produzione dell'artista.
Completano il museo una biblioteca musicale, dei libretti d'opera, dei dischi e dei cimeli nonché ritratti e fotografie con dedica di artisti internazionali quali Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Puccini e Arturo Toscanini.
Scultura in terracotta di Giuseppe Verdi "curvo su uno spartito", opera di Vincenzo Gemito;
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Casa della cultura».
Linea del tempo
- 1982Apertura
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- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Casa della cultura?
Casa della cultura si trova nel comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria (Calabria), all'indirizzo Via Felice Battaglia, 89015 Palmi. Coordinate: 38.35513, 15.85420.
Quali sono gli orari di Casa della cultura?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da lunedì a venerdì: 8:00–14:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Casa della cultura?
Nei dintorni si trovano: Cinema Teatro Sciarrone (a 500 m), Palazzo San Nicola (a 600 m), Tempio di San Fantino (a 4,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze