Foto: User:Nino Barbieri, CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1479
Ca' Dario
Storico palazzo veneziano affacciato sul Canal Grande sito nel sestiere di Dorsoduro
- Nel Venezia e la sua laguna, patrimonio UNESCO
In breve
- Epoca
- Medioevo, 1479
- Architetto
- Pietro Lombardo
- Coordinate
- 45°25′51″ N, 12°19′56″ E
- Indirizzo
- Ramo Ca'Dario, 352, Dorsoduro
Storia e descrizione
Ca' Dario, o palazzo Dario, è un palazzo di Venezia affacciato sul Canal Grande e situato al civico 352 di Campiello Barbaro, nel sestiere di Dorsoduro.
Fatto costruire negli anni ottanta del XV secolo dal segretario e diplomatico veneziano Giovanni Dario, l'edificio è uno dei primi palazzi cittadini interamente rivestiti di marmo ed è il primo esempio di architettura domestica veneziana a impiegare il motivo a rosetta, fino ad allora limitato all'architettura sacra.
Dalla seconda metà del Novecento il palazzo è noto al grande pubblico per la leggenda del «palazzo maledetto», secondo la quale i suoi proprietari sarebbero destinati alla rovina economica o a una morte violenta. Si tratta di una diceria priva di riscontri documentari, costruita dalla stampa e smentita dalle ricerche condotte sulle fonti d'archivio.
Storia
Giovanni Dario (1414-1494) apparteneva al ceto dei cittadini, il secondo gradino della gerarchia sociale veneziana, escluso per legge dalle magistrature riservate al patriziato.
Mercante di successo, intorno al 1464, a cinquant'anni, entrò al servizio diplomatico della Serenissima, svolgendo missioni in Egitto, a Costantinopoli e in Persia fino al ritiro, avvenuto nel 1489. L'episodio più illustre della sua carriera fu la negoziazione, nel 1479, del trattato di pace con il sultano Maometto II: come ricompensa il Senato veneziano gli assegnò una proprietà nel Padovano che gli garantiva una rendita annua e gli consentì di conservare le vesti d'oro donategli dal sultano.
Dario ricoprì anche cariche di rilievo nelle istituzioni cittadine accessibili al suo ceto: fu Guardian Grande della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista nel 1480 e nel 1492 — carica preclusa ai nobili — e segretario del Senato. In una lettera del 1484 al doge Giovanni Mocenigo, con cui chiedeva di essere sollevato dall'incarico diplomatico, riconosceva esplicitamente i limiti del proprio rango, dichiarando che una volta rientrato a Venezia avrebbe taciuto «come si conviene alla mia condizione».
Dario avviò la costruzione della propria casa sul Canal Grande in prossimità del ritiro dall'attività diplomatica. Non esiste alcuna documentazione relativa all'architetto: l'attribuzione a Pietro Lombardo, corrente nella letteratura, si fonda su analogie stilistiche con la chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
Il palazzo era destinato a costituire la dote dell'unica figlia, Marietta, andata sposa nel 1493 a Vincenzo Barbaro, figlio di Giacomo: la dote ammontò a mille ducati e consentì a Marietta di sposare un patrizio, garantendo ai discendenti di Dario lo status che a lui era stato precluso. Vincenzo Barbaro era mercante di spezie e possedeva un ampio palazzo nel sestiere di San Marco. …
Architettura
Rispetto ai palazzi veneziani coevi, Ca' Dario si distingue per l'asimmetria del prospetto e per la profusione dell'ornato. Il palazzo veneziano quattrocentesco è di norma organizzato in tre campate, con una campata centrale segnata da una serie di finestre ad arco affiancata da due campate laterali; la ristrettezza del lotto impose invece a Ca' Dario una facciata divisa in due sole parti, da cui deriva il suo impianto asimmetrico.
Il piano terra è rivestito di marmo bianco ed è composto da un portale centrale e da due finestre laterali; al di sotto di quattro dischi lapidei policromi, distribuiti a intervalli regolari, corre l'iscrizione VRBIS GENIO IOANNES DARIVS. I tre piani superiori presentano, sul lato sinistro, tre finestre ad arco a tutto sesto inquadrate da colonne o lesene; il lato destro, separato dal precedente da una lesena, ha due finestre a ciascuna estremità e, al centro, un elemento decorativo — una rosetta ai due piani nobili, un quinconce all'ultimo piano — che poggia su un rivestimento di marmo giallo. Dischi lapidei di varie tonalità di verde e di porpora sono inseriti a intervalli regolari lungo tutti i registri superiori.
Ca' Dario fu una delle prime case veneziane a essere interamente rivestita di marmo, in sostituzione dei tradizionali paramenti di laterizio e stucco: la copertura di marmo giallo con venature rosse, probabilmente giallo antico, conferisce all'edificio un aspetto particolarmente sontuoso. I dischi lapidei che ne ornano la facciata sono di dimensioni e colori diversi e comprendono materiali pregiati come il verde antico e il porfido rosso, un tipo di spoglia che alludeva allo status imperiale; il ricorso a materiali tanto costosi rimandava al successo del committente e ne innalzava il rango sociale. …
La leggenda del «palazzo maledetto»
La fama di palazzo maledetto è di formazione recente. Un articolo del Gazzettino firmato da Mario Lollo, apparso nel luglio 1993 con il titolo La maledizione di Ca' Dario. Scia di sangue dietro il palazzo di Venezia, raccolse per la prima volta in forma organica l'elenco delle disgrazie attribuite ai proprietari dell'edificio, dai Barbaro a Raul Gardini, presentandole come le manifestazioni di un unico destino avverso.
Secondo la leggenda l'origine della sciagura risalirebbe alla morte violenta di Giacomo Barbaro a Candia: i veneziani, impressionati, avrebbero anagrammato l'iscrizione della facciata trasformando VRBIS GENIO IOANNES DARIVS in SVB RVINA INSIDIOSA GENERO, «io genero sotto un'insidiosa rovina».
Le ricerche condotte sulle fonti d'archivio e sulla documentazione giudiziaria hanno smentito, uno per uno, i principali episodi su cui poggia la leggenda:
Marietta Dario non morì suicida né di crepacuore dopo un tracollo economico: morì per cause naturali e i registri della decima mostrano che il ramo familiare non versava in miseria.
Arbit Abdoll non morì in miseria e non morì all'interno del palazzo: non esiste alcuna prova di una sua caduta in disgrazia.
Rawdon Brown non si tolse la vita nell'edificio: provato finanziariamente dai costi della ristrutturazione, lo rivendette con profitto e morì di morte naturale nel 1883, in un altro palazzo veneziano.
La contessa de La Baume-Pluvinel morì di morte naturale nel 1911; né Monet né Henri de Régnier, entrambi legati alla dimora, subirono conseguenze di rilievo.
Kit Lambert non morì suicida a Ca' Dario, ma in Inghilterra, cadendo dalle scale dell'abitazione della nonna; pur facendo uso di stupefacenti, non cadde in disgrazia.
Fabrizio Ferrari non subì alcun dissesto: dopo la ristrutturazione del 1985 la sua compagnia assicurativa accrebbe il proprio valore del 38%.
Raul Gardini non si tolse la vita a Ca' Dario, ma a Milano, e il suo suicidio è pienamente spiegato dall'inchiesta Mani pulite e dal dissesto finanziario del gruppo di famiglia. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ca' Dario».
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Domande frequenti
Dove si trova Ca' Dario?
Ca' Dario si trova nel comune di Venezia, in provincia di Venezia (Veneto), all'indirizzo Ramo Ca'Dario, 352, Dorsoduro. Coordinate: 45.43084, 12.33223.
A quando risale Ca' Dario?
La datazione indicata da Wikidata è: 1479.
Cosa vedere vicino a Ca' Dario?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Barbaro Wolkoff (a 0 m), Palazzo Salviati (a 0 m), Palazzo Orio Semitecolo Benzon (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Venice - Dario's Palace — User:Nino Barbieri, CC BY-SA 2.5
- CANAL GRANDE - palazzo ca dario — Abxbay, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Barbaro Wolkoff - Palazzo Dario - Venice - panoramio (1129) — Lothar John, CC BY-SA 3.0
- Palazzo Dario (Venedig) — Ricardalovesmonuments, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Dario Cropped — Iain99, Public domain
- Palazzo Dario venezia — Abxbay, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Dario, Venice (37512358650) — Dimitris Kamaras from Athens, Greece, CC BY 2.0
- Palazzo Dario — Iain99, CC BY-SA 3.0
- Palazzo-Dario-Venice-2009 — Acediscovery, CC BY 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze