Sito archeologico

Blanda

Antica città del Bruzio

Tortora (CS), Calabria

Indicazioni

In breve

Coordinate
39°58′00″ N, 15°48′00″ E

Storia e descrizione

Blanda (detta poi Blanda Julia) è stata un'antica città enotria, lucana e romana situata sul colle Palècastro nel territorio del comune di Tortora, in provincia di Cosenza.

Storia di Blanda

L'origine dell'insediamento sul colle Palestro o Palècastro risale alla metà del VI secolo a.C., quando gli Enotri iniziarono la loro opera di «colonizzazione indigena della costa», provenienti probabilmente dal Vallo di Diano. La loro presenza sul territorio è stata accertata dal ritrovamento di 38 tombe con corredi funerari enotri, da una stele litica, oltre che dal nucleo originale dell'abitato.

Alla metà del secolo successivo l'insediamento fu abbandonato, forse a causa di un terremoto.

Nel IV secolo a.C. il colle Palècastro viene assoggettato dai Lucani, che ricostruirono il villaggio, fortificandolo con una cinta muraria. Con i Lucani l'abitato prende in nome di Blanda. Si costituì una necropoli nella zona tra San Brancato e il Palècastro stesso.

L'abitato lucano ha lasciato una grande quantità di materiali ceramici, oggi esposti presso la mostra archeologica di Tortora.

La Blanda lucana fu uno dei referenti costieri degli insediamenti sparsi lungo la valle del Noce.

Nel III secolo a.C., Blanda si spopolò in seguito alle guerre romane contro Annibale. Secondo il racconto di Tito Livio la città fu espugnata dal console Quinto Fabio Massimo nel 214 a.C., per poi divenire, dopo un secolo di vita stentata, colonia romana nel I secolo a.C.

Dopo un terremoto che distrusse la città intorno al 70 a.C., i Romani ricostruirono l'abitato, edificandovi un foro con basilica e tre templi dedicati alla Triade Capitolina e collegando le abitazioni con strade ortogonali, riportate alla luce dai recenti scavi archeologici. Si istituì anche un duunvirato.

In età augustea la città viene elevata a Municipium, e continuò il duunvirato. Al nome venne aggiunto l'aggettivo Julia in onore di Augusto.

Blanda non fu comunque una grande città, edificata su appena 5 ettari di terreno, non fu un centro di popolamento, bensì un centro amministrativo e giudiziario che controllava un territorio abbastanza vasto e con annesso litorale.

La città era servita d'acqua da un complesso sistema approvvigionamento idrico, fatto di cisterne nelle case e fontane sorgive a polla, i cui resti sono oggi stati interrati sotto il percorso della Strada statale 18 Tirrena Inferiore. …

La ricerca del sito

Nel XVII secolo Camillo Pellegrino fu il primo ad identificare la città perduta con Maratea, ipotesi che fu criticata da Luca Mandelli nell'opera Lucania Sconosciuta (tuttora inedita), in cui si trova scritto:

Questa identificazione fu ripresa nel secolo successivo da Placido Troyli e Domenico Romanelli:

Ma nello stesso XVIII secolo Gabriele Barrio è certo di vedere l'antica Blanda nell'attuale Belvedere Marittimo, tesi sostenuta anche Carlo Troia, ma aspramente criticata da Giuseppe Del Re:

Nel XIX secolo Andrea Lombardi e Nicola Corcia continuano ad individuare l'antica città nei pressi di Maratea, ma sono i primi a motivare la netta distinzione tra la città attuale e Blanda, collocando questa nell'agro della cittadina lucana, nei pressi di Santavenere.

Questa tesi fu mantenuta fino al 1891, quando lo storico Michele Lacava identificò definitivamente il sito di Blanda, collocandola nei pressi di Tortora, dove si recò in prima persona per le ricerche archeologiche:

Dopo gli scritti di autori come Theodor Mommsen, Heinrich Nissen e Amedeo Maiuri, che sostennero il Lacava, gli scavi archeologici condotti da Gioacchino Francesco La Torre hanno inequivocabilmente confermato la localizzazione di Blanda.

Il sito archeologico

Scavi e ricerche effettuate in territorio di Tortora nelle località di San Brancato e Palècastro da Gioacchino Francesco La Torre per conto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria hanno definitivamente e inequivocabilmente individuato il sito di Blanda, città prima enotria, poi lucana e successivamente romana, nelle due contrade citate. In particolare a San Brancato sono state portate alla luce oltre 120 tombe enotrie e lucane con ricco corredo costituito soprattutto da vasi di varie dimensioni di fattura italica con qualche pezzo di importazione da colonie magno-greche; sul colle Palècastro, dove era già in evidenza una possente cinta muraria, è stato indagato un centro abitato romano, datato I secolo a.C. - V secolo d.C., con tre tempietti, un foro (dove è stato rinvenuto anche un plinto calcareo piedistallo di un monumento commemorativo con iscrizione latina del I secolo dedicatoria al duunviro M. Arrio Clymeno, due vie intersecantisi ad angolo retto e varie insulae con abitazioni civili; ai piedi del colle è stata messa in evidenza la parte inferiore di un mausoleo monumentale.

Oggi i ritrovamenti dell'antica città di Blanda possono essere ammirati nella mostra perenne "Archeologia per Tortora: frammenti dal passato", sita nel palazzo Casapesenna a Tortora Centro-Storico.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Blanda».

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Domande frequenti

Dove si trova Blanda?

Blanda si trova nel comune di Tortora, in provincia di Cosenza (Calabria). Coordinate: 39.96667, 15.80000.

Cosa vedere vicino a Blanda?

Nei dintorni si trovano: Aieta (a 4 km), Castello di Castrocucco (a 5,5 km), Torre Caina (a 6,1 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Tortora (CS) - Mausoleo del Pergolo - Foto 2 — The original uploader was Francesco Stuppello at Italian Wikipedia., CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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