Battistero di San Giovanni
Foto originale1 di 9 foto

Foto: Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Battistero di San Giovanni

Parco aecheologico di Canosa di Puglia

Canosa di Puglia (BT), Puglia

Indicazioni

In breve

Coordinate
41°13′35″ N, 16°03′27″ E
Indirizzo
Vico Pietro Metastasio, 28, 76012 Canosa di Puglia BT

Storia e descrizione

Il battistero di San Giovanni di Canosa di Puglia è un edificio a pianta dodecagonale con quattro camere sugli assi principali, che costituiscono i bracci di una croce greca, e quattro corridoi ad essa alternati, che affacciano tutti sul vano centrale rispettivamente con una e due porte. Al centro dell'edificio i resti di una vasca battesimale eptagonale. L'area della vasca era coperta da una cupola.

Il battistero era un edificio di grande pregio, non solo per le notevoli dimensioni e l'articolazione degli spazi ma anche perché dotato di un vasto apparato decorativo, di cui sono state ritrovate poche ma significative tracce: nella vasca tessere vitree ricoperte da una lamina d'oro e lacerti del mosaico pavimentale, decorati da stelle a quattro punte, i cui bracci sono resi da losanghe, alternati a rettangoli.

Storia

La principale città della Puglia in età tardoantica era Canosa, al vertice della gerarchia urbana della provincia Apulia et Calabria e dunque città del governatore e del vescovo. La storia dei suoi monumenti paleocristiani è legata ad un vescovo in particolare, Sabino, il cui vescovado si colloca tra il 514 ed il 566.

L'epoca del vescovo Sabino fu caratterizzata da una profonda crisi politico-istituzionale e dalla guerra greco-gotica (535-553). Tuttavia la diocesi canosina, che fondava la sua ricchezza su ampi possedimenti terrieri estesi fino alla Sicilia, raggiunse il massimo prestigio proprio allora grazie a Sabino.

Sabino mise in atto un ampio disegno urbanistico: una sorta di cinta difensiva sacra intorno alla città con la realizzazione a sud del complesso di San Pietro, la sistemazione a nord del battistero di San Giovanni affiancato alla chiesa di Santa Maria e, infine, la risistemazione nel suburbio a sud-est del complesso martoriarle dei Santi Cosma e Damiano, oggi nota come basilica di San Leucio. Lo spazio urbano viene così ridefinito e connotato in senso cristiano, mediante la realizzazione di nuovi poli di attrazione, diversi e alternativi a quelli tradizionali del foro (area dell'attuale Cattedrale) e dell'area sacra di Giove Toro (attualmente vico Toro, traversa via Imbriani)

Storia della ricerca e descrizione del monumento

Del battistero, ricordato dalla biografia anonima del vescovo Sabino, databile al IX secolo (Historia vitae inventionis traslationis Sancti Sabini episcopi o Vita), non si ebbero altre testimonianze fino agli inizi del Settecento, quando le murature superstiti furono riprodotte in una incisione di J. L. Despréz pubblicata da R. de Saint-Non nel 1783. Sempre nello stesso secolo due testimonianze letterarie riguardano l'edificio. E. Mola dichiarò la sua sorpresa dinanzi ai resti monumentali del battistero, ritenendolo un tempio pagano successivamente trasformato dai cristiani in battistero. A. Tortora accennò al battistero a proposito della sepoltura di Sabino nella vicina chiesa di Santa Maria, nucleo a suo parere dell'odierna cattedrale.

Verso la fine dell'Ottocento la struttura subì profonde modifiche per essere adattata ad impianto molitorio. L'utilizzo per fini proto industriali di antichi strutture era pratica assai comune in quegli anni, che benché deplorevole dal punto di vista propriamente formale per le profonde modifiche molte volte apportate, ne ha garantito spesso la sopravvivenza. Lo spazio interno fu profondamente modificato per la realizzazione di quattro pilastri quadrati centrali sui quali si impostano volte a vela che restituiscono uno spazio organizzato in maniera ben differente dall'ideazione primaria. Nel 1915 l'archeologo H. Nachod rilevò il monumento, del quale diede una relazione dettagliata, con una prima distinzione tra parti antiche ed aggiunte; individuò la pianta dodecagonale con quattro camere sugli assi principali e quattro corridoi ad essa alternati, che affacciavano tutti sul vano centrale rispettivamente con una e due porte. …

Confronti

L'iconografia complessa del battistero canosino si inserisce nella tradizione romana degli edifici a pianta centrale, ripetendo lo schema del battistero Lateranense, anch'esso preceduto da un nartece a forcipe, sebbene l'esempio romano sia più antico ed a pianta ottagonale. La valenza simbolica della pianta ottagonale è stata ben illustrata dai distici di Ambrogio nel battistero di San Giovanni alle Fonti: essa allude all'ottavo giorno della resurrezione di Cristo, dunque è il numero della redenzione, e segna l'inizio di una nuova vita, quella eterna, la fine del Vecchio Testamento e l'inizio del Nuovo, come San Giovanni Battista, cui i battisteri sono quasi universalmente intitolati, è considerato l'ultimo dei profeti ed il primo dei martiri e apre il Nuovo Testamento.

La pianta ottagonale e quella dodecagonale sono accomunate dal rigoroso dialogo fra quadrato e cerchio (considerando il cerchio come il limite a cui tende un poligono regolare quando il numero dei suoi lati aumenta indefinitamente), figure simbolo del rapporto tra Dio e l'uomo. Il cerchio fu rappresentazione del sacro, dello spirituale e del cielo mentre il quadrato del cosmo, della materia e quindi della condizione terrena. Dunque la pianta dodecagonale segue, in questa lettura, il principio fondante della pianta ottagonale. Falla Castelfranchi assegna a questa scelta della pianta dodecagonale rispetto all'ottagonale un'origine colta attribuibile al vescovo Sabino, in quanto desunta dai vangeli apocrifi che esaltano accanto alla ogdoade patristica il numero dodici.

Si è discusso sulla filiazione del battistero di Canosa da schemi orientali. Krautheimer ritiene che l'innesto delle cappelle sui bracci di una croce con lo spazio poligonale centrale ricondurrebbe alla fusione di due schemi planimetrici di diversa derivazione, la pianta centrale (circolare o ottagonale) di origine siriana e la pianta a croce degli edifici microasiatici. Tale dipendenza è spiegabile con l'influenza della cultura orientale in Italia e nell'Europa meridionale. …

Funzione degli ambienti

La disposizione duplicibus muris si riscontra a partire dal VI secolo in battisteri costruiti isolati e non contornati da quei numerosi ambienti – nartece, catecumeno, sala di attesa, apoditherium, battistero con piscina, consignatorium – necessari alla funzione del rito mediante triplice immersione. Soprattutto nel mondo occidentale fin dal V secolo coesistevano sia l'immersione che l'aspersione e quest'ultima prese infine il sopravvento, anche perché il numero degli adulti che richiedevano il sacramento andava sempre più diminuendo essendo ormai passato più di un secolo dall'editto di Teodosio.

Dunque vi fu una riduzione degli ambienti connessi al cerimoniale ed in contrapposizione il nucleo vero e proprio del battistero in cui vennero sintetizzate le varie modalità del rito accrebbe la propria complessità. Bisogna considerare che il battesimo era di regola somministrato in un numero limitato di giorni, dunque vi era un afflusso notevole di battezzandi ed era quindi necessario creare un percorso che lo regolarizzasse. Per la processione dei catecumeni era sufficiente il deambulatorio anulare attorno alla piscina, che permetteva una regolare circolazione senza creare intralci tra i fedeli. Incerta la funzione degli ambienti invece per il battistero di Canosa. Se il nartece e le due cappelle sugli assi principali potevano essere destinati all'ingresso ed all'altare, più difficile risulta stabilire se gli altri vani fossero adibiti a catecumeno, a spogliatoio, a consignatorum o fossero luoghi di sosta. Questi ambienti, benché provvisti di due porte che permettevano una certa regolarità di afflusso e deflusso, imponevano tuttavia l'uscita dal battistero vero e proprio e poi il rientro, non si sviluppavano dunque secondo quella coerente distribuzione successiva che si può invece riscontrare nei vani adiacenti del battistero di Salona.

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Battistero di San Giovanni».

Foto

Come arrivare

Canosa di PugliaTreno, la più vicina
900 m in linea d’aria
Battistero di San GiovanniVico Pietro Metastasio, 28, 76012 Canosa di Puglia BT

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri siti archeologici in Puglia

  • UNESCO
  • Gratis 1ª domenica
Sito archeologico

Egnazia

Fasano (BR)

Orari disponibili

Tutti: siti archeologici in Puglia

Cosa vedere a Canosa di Puglia: 33 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Battistero di San Giovanni?

Battistero di San Giovanni si trova nel comune di Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia), all'indirizzo Vico Pietro Metastasio, 28, 76012 Canosa di Puglia BT. Coordinate: 41.22645, 16.05740.

Cosa vedere vicino a Battistero di San Giovanni?

Nei dintorni si trovano: Complesso episcopale di Canosa di Puglia (a 800 m), Teatro Lembo (a 800 m), Tempio di Giove Toro (a 900 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Battistero di San Giovanni, nartece — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  2. Battistero di San Giovanni 4 — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  3. Battistero di San Giovanni, deambulatorio — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  4. Battistero di San Giovanni, ingresso — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  5. Battistero di San Giovanni, nartece 01 — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  6. Battistero di San Giovanni, resti di mosaico pavimentale nel nartece — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  7. Battistero di San Giovanni, vasca e deambulatorio — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  8. Battistero di San Giovanni, veduta sull'area dell'atrio sabiniano dal nartece — Paola Liliana Buttiglione, CC BY-SA 4.0
  9. Canosa battistero interno — Stefano0095, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap