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Foto: parolediburro, CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Egnazia
Antica città della Puglia, oggi sito archeologico e località del comune italiano di Fasano (BR)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Patrimonio UNESCO
- Via Appia. Regina Viarum
- Coordinate
- 40°53′16″ N, 17°23′28″ E
- Indirizzo
- Fasano
Storia e descrizione
Egnazia (o Egnathia e Gnazia e in greco Eγνατία) era una città dell'attuale Puglia, le cui rovine sono situate a nord di Fasano, in provincia di Brindisi. Fu centro dei Messapi posto ai confini con la Peucezia (situata più a nord), lungo la cosiddetta soglia messapica; in lingua messapica era chiamata Gnathia, mentre dai greci e poi dai romani fu chiamata Egnatia o Gnatia.
Il toponimo romano Egnatia deriva dal fatto che il suo porto veniva principalmente utilizzato per raggiungere l'inizio della via Egnatia (o via Ignazia), l'antica strada di comunicazione della Repubblica romana che congiungeva l'Adriatico con l'Egeo e il Mar Nero, la cui realizzazione ebbe inizio nel 146 a.C., su ordine del proconsole di Macedonia Gneo Egnazio, dal quale entrambi i toponimi originano.
È citata da Plinio il vecchio, Strabone e Orazio, che la ricorda in una Satira che narra il suo viaggio da Roma a Brindisi. Grazie ai cospicui ritrovamenti di un determinato tipo di ceramica, ha dato il nome a uno stile decorativo di ceramiche del IV e III secolo a.C. chiamato "stile di Gnatia", anche se non ne fu certamente il principale centro di produzione.
Storia degli scavi
La storia degli scavi effettuati a Egnazia è simile a quella di altri comuni pugliesi con importanti testimonianze archeologiche, come Ruvo o Canosa, in quanto i primi rinvenimenti furono finalizzati per lo più al saccheggio e alla vendita sommaria dei reperti pervenuti. In particolare, i primi depredamenti ebbero luogo nel 1809 quando alcuni ufficiali francesi di stanza a Egnazia, per rendere più interessanti le loro giornate cominciarono a sondare il terreno circostante le rovine (all'epoca coperte di rovi) per ricavarne reperti da rivendere poi sul mercato archeologico clandestino. A causa della carestia del 1846 e alla conseguente mancanza di lavoro, fasanesi e monopolitani si diedero al saccheggio sistematico di centinaia di tombe per fare incetta di vasi, bronzi, oggetti d'oro, monete, statuette di terracotta che rivendevano a Napoli e altrove. La vicenda suscitò il biasimo del Mommsen, in particolare per le modalità con cui venivano svolti gli scavi, effettuati senza che si prendessero le notizie relative alle circostanze del ritrovamento, privando perciò la storia, in ogni scavo, per tutto il tempo a venire, di importanti dati per ricostruirne il corso. Le notizie di quanto accadeva a Egnazia raggiungevano regolarmente Napoli e il Pepe ricorda anche che fu predisposta un'ispezione affidata all'architetto Carlo Bonucci. Questi però, probabilmente influenzato dall'Intendente della Provincia, che in quella occasione gli fece dono del caduceo d'oro poi venduto ai musei di Berlino, si fermò a Bari, informando le autorità napoletane che non era il caso di scavare a Egnazia per la "scarsa consistenza dei monumenti da indagare". Il traffico era alimentato proprio da queste persone, come ci dimostra lo stesso Bonucci, che non menzionò la vendita del caduceo di bronzo, acquistato per soli due carlini presso un contadino e poi ceduto per 25 piastre, dopo molte e vive insistenze, al negoziante napoletano Barone, che a sua volta lo rivendette per 72 colonnati a un tale, che lo portò fuori dall'Italia. …
Storia della città
Citata da autori come Plinio, Strabone e Orazio, la città ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica; grazie alla presenza del porto e della via Traiana, infatti, essa fu attivo centro di traffici e commerci.
La storia dell'antica Gnathia si è snodata nell'arco di molti secoli. Il primo insediamento, costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV secolo a.C. (età del bronzo) e il sito fu sicuramente frequentato nel XIII secolo a.C., in epoca postmicenea, come attestano i fori di palificazione (ancora in età del bronzo). Nell'XI secolo a.C. (età del ferro) si registra l'invasione di popolazioni provenienti dall'area balcanica, gli Iapigi, mentre con l'VIII secolo a.C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il Salento, cesserà con l'occupazione romana avvenuta a partire dal III secolo a.C. La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica (come civitas foederata probabilmente dopo il 267 - 266 a.C. e come municipium dopo la guerra sociale) e poi dell'Impero romano e decadrà insieme a esso. Della fase messapica di Egnazia restano le poderose mura di difesa e le necropoli, ove oltre a tombe a fossa e a semicamera, sono presenti monumentali tombe a camera decorate con raffinati affreschi.
Poco si sa della sua fine, ma è molto probabile che essa, come molte altre città, sia stata saccheggiata dai Goti del re Totila nel corso della guerra greco-gotica (intorno al 545 d.C.). Si crede anche che la diffusione, in epoca paleocristiana, della malaria e l'insicurezza data dalla sua posizione (nell'Alto Medioevo erano molto frequenti le scorrerie dei Saraceni lungo le coste) abbiano spinto i pochi abitanti rimasti a rifugiarsi nei casali dell'entroterra; così nacque Fasano, assieme ad altri piccoli centri, e si sviluppò Monopoli. Il sito archeologico rimase sotto l'amministrazione del comune di Monopoli sino al 1927, anno d'istituzione della provincia di Brindisi, durante il quale il sito e tutta la zona d'agro a essa circostante passò sotto l'amministrazione del comune di Fasano. …
La necropoli occidentale
Le tombe messapiche scoperte a Egnazia presentano spesso decorazioni pittoriche attraverso le quali ci sono pervenute informazioni sulle loro concezioni cultuali e sulla teoria dell'aldilà, tra il IV e II secolo a.C. Sono particolarmente interessanti sepolture di tipo familiare. L'alto tenore di vita a Egnazia è messo in evidenza dalla presenza di numerose tombe a camera e a semicamera. L'importanza di una tomba a Egnazia è data da due fattori: la dimensione della tomba e la sua decorazione, a connotare la presenza di una classe sociale che era in grado di commissionare queste grandi tombe di carattere familiare, attestando inoltre l'esistenza di una fascia sociale di connotazione aristocratica. Maggiori informazioni riguardo alla pittura funeraria si hanno nelle tombe della cosiddetta necropoli occidentale, mentre poco si sa della necropoli meridionale per la maggior parte ancora da scavare. La prima, che è stata sottoposta per secoli allo scavo clandestino dei "tombaroli", ed è situata al di fuori della città, a ovest delle mura di fortificazione, è stata indagata ufficialmente a partire dal 1971 durante la costruzione del Museo Archeologico Nazionale, quando venne scoperta la Tomba del Melograno. Le tombe messapiche sono scavate nella pietra, grazie anche alla non elevata durezza della roccia locale (denominata carparo) e possono essere:
a fossa;
a camera (o ipogei, stanze sotterranee, scavate per intero nella pietra), suddivise nella tipologia A) a dromos (dal greco, corridoio) con piano coperto da lastroni e cella sepolcrale e B) a scalinata (intagliata nella roccia, con vestibolo e camera chiusa); …
Arte egnatina
Per quanto riguarda la pittura funeraria, la presenza di sepolture di vari periodi permette di affermare la loro presenza in ambito sia messapico sia magno-greco. Si è notato come in alcuni ipogei di Egnazia si cerca di armonizzare la decorazione con l'architettura delle celle funerarie, infatti si conferisce una funzione alla banchina deposizionale ricoprendola con una zoccolatura rossa di base. È caratteristico della pittura funeraria lo stile a zone che nasce intorno al V secolo a.C. in Grecia e si diffonde nel IV e nel III secolo a.C. Si tratta di un tipo di decorazione, elaborata soprattutto a Taranto, principale città della Magna Grecia. Ci sono ancora una volta a Egnazia caratteristiche proprie della cultura tarantina. Infatti, nella tomba 78/4 viene utilizzato dello stucco per sagomare una cornice parietale; di carattere tarantino è anche il ricavare una kline così come dare forma monocellulare all'ipogeo. L'influenza di Taranto si trova maggiormente espressa per l'architettura degli ipogei così come nella tecnica della decorazione a zone. La decorazione delle tombe predilige ornamentazioni vegetali con fregi e ramoscelli di tralcio ed edera, di corone e di foglie di loto. Inoltre le decorazioni risentono di un'omologazione religiosa costituita dalla pittura con una fiaccola accesa (tombe con queste decorazioni sono una a Taranto e una a Egnazia).
Da Egnazia prende il nome una particolare tecnica di pittura vascolare di età ellenistica, la "ceramica di Egnazia" (stile di Gnathia), realizzata anche in diverse località della Puglia e dell'Italia meridionale nei secoli IV-III secolo a.C. Lo stile di questi oggetti è nel fondo nero lucente, con sovradipinture bianche, gialle e rosse che descrivono motivi fitomorfi o geometrici, talvolta accompagnati da elementi dionisiaci o di costume.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Egnazia».
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- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Egnazia?
Egnazia si trova nel comune di Fasano, in provincia di Brindisi (Puglia), all'indirizzo Fasano. Coordinate: 40.88780, 17.39110.
Quali sono gli orari di Egnazia?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Marzo · tutti i giorni: 8:30–17:30; Da aprile a settembre · tutti i giorni: 8:30–19:15; Ottobre · tutti i giorni: 8:30–18:00; Da novembre a febbraio · tutti i giorni: 8:30–16:30. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Egnazia?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Cosa vedere vicino a Egnazia?
Nei dintorni si trovano: Museo archeologico nazionale di Egnazia (a 100 m), Palazzo del Balì (a 6,5 km), Museo della Casa alla Fasanese (a 6,5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Egnazia from the sky — parolediburro, CC BY-SA 2.0
- Chiesetta castello — Fradeve11, CC BY-SA 3.0
- Egnazia-West — Fradeve11, CC BY-SA 3.0
- Egnazia, scavi archeologici - panoramio — Carlo Pelagalli, CC BY-SA 3.0
- Opus Lateritium — Fradeve11, CC BY-SA 3.0
- Opus-vittatum-mixtum — Fradeve11, Public domain
- PICT0473 — Fradeve11, Public domain
- Sarcophage peint d'Egnazia — Fabien Bièvre-Perrin, CC BY-SA 4.0
- Scavi di egnazia, antica città 01 — Sailko, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

