- UNESCO
Foto: Andreas Tille, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero
Abbazia di San Zeno
Edificio religioso di Verona
- Nel Città di Verona, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Coordinate
- 45°26′35″ N, 10°58′45″ E
Storia e descrizione
L'abbazia di San Zeno di Verona fu eretta nel IX secolo sui resti di un monastero preesistente, le cui origini risalgono al secolo IV. Dell'abbazia sopravvivono la torre abbaziale di San Zeno ed alcuni chiostri che ora fanno parte della basilica di San Zeno. Essa fu molto importante sia per la storia di Verona sia per i rapporti che gli imperatori tedeschi ebbero con l'Italia.
Gli storici hanno accertato la presenza di un sacello paleocristiano del IV secolo nel chiostro, attualmente denominato sacello di San Benedetto, tuttavia la costruzione dell'abbazia vera e propria ha avuto impulso nel IX secolo in età carolingia ed ha avuto sviluppo per volontà dell'arcidiacono veronese Pacifico, del vescovo Rotaldo e del re franco Pipino, figlio di Carlo Magno. Secondo immagini dell'epoca e ritrovamenti recenti, erano presenti una seconda torre situata a nord est e il palazzo dell'Abate, adiacente alla torre abbaziale.
Storia
Non vi sono fonti che permettano di ricostruire la fondazione del monastero di san Zeno a Verona ma si è ipotizzato che la sua origine possa risalire addirittura al IV secolo, quando era in vita il santo stesso. Secondo quanto viene raccontato nella "Cronaca" del notaio veronese Coronato, alla morte di San Zeno (371), sul luogo della sua tomba, venne eretta una prima chiesa da cui poi si sviluppò l'attuale basilica. Secondo quanto riporta Giovanni Battista Biancolini a partire dal 750 il complesso servì come sede vescovile per la diocesi di Verona fino all'804, quando chiesa e monastero vennero distrutti «ab infidelibus hominibus», forse unni o avari ma più probabilmente insubordinati franchi o superstiti ariani.
Due anni più tardi il re d'Italia Pipino e il vescovo Ratoldo decisero che si doveva procedere con la costruzione, in loco, di un nuovo edificio più grande e più degno ad ospitare le spoglie del santo. Secondo quanto si può leggere su un'iscrizione posta all'interno del duomo di Verona, a questa fabbrica dovette sovrintendere, almeno in parte, il celebre Arcidiacono Pacifico. Nel Codice Diplomatico Veronese si legge che è proprio Carlo Magno a confermare i lavori. Il monastero di San Zeno ebbe in possesso: il monastero di S. Pietro di Mauriatica, le chiese di S. Lorenzo di Ostiglia e dei SS. Fermo e Rustico. …
I possedimenti dell'abbazia
Il monastero benedettino di San Zeno già nel IX secolo era già riccamente dotato, ma nel secolo successivo aumentò notevolmente le proprietà e procedette su gran parte di esse all'incastellamento. Un privilegio dell'imperatore Enrico II il Santo del 1014 consente di conoscere l'ampiezza esatta dei territori su cui aveva giurisdizione l'abbazia in quel momento: i villaggi di Ostiglia e Villimpenta con i boschi adiacenti, i castelli di Moratica (oggi nel comune di Sorgà), Erbé, Trevenzuolo, Vigasio e Romagnano, più diverse proprietà sparse, anche consistenti, come ad esempio a Bardolino. Due altri diplomi dello stesso secolo confermarono anche le proprietà dei castelli di Montecchio di Fumane, Pastrengo, Capavo (nel comune di Negrar) e "Isola Nonense". Intorno alla basilica, inoltre, venne a formarsi col tempo l'omonimo abitato su cui l'imperatore Enrico IV, nel 1084, diede piena giurisdizione al monastero; il territorio era ben più ampio del solo borgo ma si estendeva dalla chiesa (distrutta) di San Martino Acquario, su cui si sarebbe poi sorto Castelvecchio, fino al Chievo.
Meno fortunato fu il XIII secolo, quando una profonda crisi investì il monastero, dalla quale riuscì a uscire grazie agli interventi dei principi di Verona, i Della Scala, e all'abate Giuseppe della Scala, il quale si impegnò a ricostituire il patrimonio e a riorganizzare l'amministrazione dei possedimenti. Nonostante questo verso la fine del XIV secolo, conclusasi la signoria scaligera, le terre soggette all'abbazia erano ormai una piccola parte rispetto a quelle dell'età comunale. Nel Quattrocento la situazione non cambiò sostanzialmente, tuttavia San Zeno riusciva ancora a detenere la giurisdizione su Erbé, Roncolevà, Trevenzuolo, Moratica, Pigozzo, Romagnano e Cellore, però a partire da questo secolo le giurisdizioni, meglio conosciute come vicariati, non consentivano più all'abate di possedere un ruolo politico, amministrativo e militare, come avveniva nei secoli precedenti, ma piuttosto rimanevano semplicemente una fonte di reddito, comunque limitata dal governo veneto e dell'ingerenza del comune di Verona. …
Edifici superstiti
L'attuale chiesa, realizzata sul luogo ove almeno altri cinque edifici religiosi erano sorti in precedenza, mantiene sostanzialmente inalterata la sua origine medievale rappresentando un esempio di architettura romanica veronese. L'interno è a pianta basilicale con l'aula divisa in tre navate da due file di possenti pilastri con sezione cruciforme alternati a colonne. Il soffitto è ligneo a forma di carena di nave con raffinate decorazioni ed è stato realizzato tra il 1385 e il 1389. Originariamente le pareti interne dovevano essere interamente ricoperte da affreschi di cui oggi ne rimangono solamente alcuni, di taluni solo porzioni. La critica suole attribuirli per la maggior parte ad un primo e ad un secondo "maestro di san Zeno", in realtà due gruppi di frescanti operanti in città, rispettivamente nel secondo quarto e nella seconda metà del XIV secolo. Come autori di ulteriori affreschi sono stati proposti i pittori Martino da Verona e Altichiero da Zevio, o perlomeno allievi della loro scuola. Sulla navata di destra vi è una pala d'altare di Francesco Torbido.
Il presbiterio si trova ad un livello superiore rispetto alla navata e ci si accede attraverso due scalinate che superano un pontile-tramezzo decorato da statue. Dietro l'altare maggiore, realizzato reimpiegando il sarcofago dei santi Lupicino, Lucillo e Crescenziano, vi è la celebre pala di San Zeno del pittore mantovano Andrea Mantegna. Nella piccola abside di sinistra vi è stata, invece, collocata la statua di San Zeno che ride, datata intorno al XIII secolo, la quale ha suscitato interesse nella critica per l'originale rappresentazione del soggetto. Al di sotto del presbiterio, al livello più basso dell'intero edificio, vi è un'ampia cripta il cui soffitto è composto da 54 volte a crociera sostenute da archi poggianti su 49 colonne. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di San Zeno».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di San Zeno?
Abbazia di San Zeno si trova nel comune di Verona, in provincia di Verona (Veneto). Coordinate: 45.44310, 10.97920.
Quali sono gli orari di Abbazia di San Zeno?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 9:00–18:30. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Abbazia di San Zeno?
Nei dintorni si trovano: Torre abbaziale di San Zeno (a 100 m), Mezzo bastione della Catena Superiore (a 300 m), Torre della Catena (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- VeronaSanZenoMaggioreCloister — Andreas Tille, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
