Fotografare nei musei italiani: cosa dice la legge
Foto libere senza flash e treppiede, uso personale e social, uso commerciale con canone: le regole dell'art. 108 del Codice dei beni culturali spiegate semplici.
Si possono fare foto nei musei italiani? Nella maggior parte dei musei pubblici sì, per uso personale e senza flash. Ma la risposta precisa dipende da chi gestisce il museo, da che cosa fotografi e da che uso vuoi fare delle immagini. Questa guida riassume le regole principali; non è una consulenza legale.
La regola base: l’art. 108, comma 3-bis
Il riferimento è il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004). Il comma 3-bis dell’articolo 108, introdotto nel 2014 dal decreto “Art Bonus” (D.L. 83/2014, art. 12) e modificato nel 2017 (Legge 124/2017), stabilisce che sono libere, se svolte senza scopo di lucro per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa e promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
- la riproduzione di beni culturali (esclusi i beni bibliografici e archivistici, che hanno una disciplina propria), purché avvenga nel rispetto del diritto d’autore e con modalità che non comportino:
- contatto fisico con il bene;
- esposizione a sorgenti luminose (in pratica: niente flash né illuminatori);
- all’interno degli istituti della cultura, l’uso di stativi o treppiedi;
- la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini legittimamente acquisite, in modo che non possano essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro.
In parole semplici: nei musei e nei siti pubblici puoi fotografare con il telefono o con la fotocamera a mano libera, senza flash, e puoi condividere le foto sui social o su un blog personale senza fini commerciali.
Cosa resta vietato o limitato
- Flash e luci: vietati, perché la norma esclude l’esposizione a sorgenti luminose.
- Treppiedi e stativi: vietati all’interno degli istituti della cultura.
- Toccare le opere o avvicinarsi oltre le barriere per ottenere un’inquadratura.
- Mostre temporanee: le opere in prestito da altri musei o collezioni private possono avere condizioni diverse, e le opere di artisti protetti dal diritto d’autore (in genere fino a 70 anni dalla morte dell’autore) non sono liberamente riproducibili. Guarda i cartelli all’ingresso della mostra.
- Indicazioni del personale: per ragioni di sicurezza, tutela o affollamento il personale può chiedere di non fotografare in determinati ambienti o momenti. Accessori come le aste per selfie sono spesso vietati dai regolamenti interni.
Musei privati, chiese e luoghi non statali
La regola dell’art. 108 riguarda i beni culturali in consegna alle amministrazioni pubbliche. Quindi:
- nei musei privati e delle fondazioni valgono i regolamenti interni, che possono vietare del tutto le foto;
- nelle chiese e nei musei diocesani decide l’ente ecclesiastico; durante le celebrazioni fotografare è di norma inopportuno o vietato;
- nei musei delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome possono esistere regole proprie.
Nel dubbio, cerca la voce “regolamento” o “fotografie” sul sito ufficiale del museo, che trovi nelle nostre schede quando disponibile.
Uso commerciale: serve l’autorizzazione
Se le immagini servono per scopi commerciali (pubblicità, prodotti in vendita, libri a pagamento, merchandising, NFT, servizi fotografici professionali), la riproduzione non è libera: occorre una concessione dell’istituto che ha in consegna il bene e, di regola, il pagamento di un canone (artt. 107 e 108 del Codice). Il comma 3 dell’art. 108 prevede invece che nessun canone sia dovuto per le riproduzioni richieste da privati per uso personale o di studio, salvo il rimborso delle spese.
Per i luoghi statali il Ministero ha adottato linee guida sugli importi minimi dei canoni con il DM 11 aprile 2023, n. 161, il cui allegato è stato sostituito dal DM 21 marzo 2024, n. 108. Queste linee guida sono state oggetto di discussione tra studiosi e operatori, anche perché si muovono in direzione diversa dall’accesso aperto alle immagini del patrimonio pubblico. Se il tuo uso è commerciale, contatta l’ufficio riproduzioni del museo prima di scattare.
Video, droni e servizi fotografici
- Video personali brevi seguono in genere le stesse regole delle foto, ma molti musei chiedono di non riprendere con audio o di non usare gimbal e stabilizzatori ingombranti.
- Servizi fotografici (matrimoni, moda, shooting con modelli) richiedono quasi sempre un’autorizzazione e il pagamento di un corrispettivo, anche negli spazi esterni come cortili e giardini.
- Droni: oltre alle regole aeronautiche, il sorvolo di siti culturali è spesso vietato o soggetto a permesso del gestore.
Rispetta le altre persone
Le regole sui beni culturali non riguardano le persone ritratte. Se fotografi altri visitatori in modo riconoscibile, valgono le norme sul diritto all’immagine e sulla protezione dei dati personali: evita di pubblicare primi piani di sconosciuti, soprattutto minori, senza consenso.
In sintesi
| Situazione | Si può? |
|---|---|
| Foto a mano libera, senza flash, per ricordo | Sì, nei musei pubblici |
| Pubblicare la foto sui social personali | Sì, senza scopo di lucro |
| Flash o luci aggiuntive | No |
| Treppiede o cavalletto dentro il museo | No |
| Foto per pubblicità o prodotti in vendita | Solo con concessione e canone |
| Musei privati e chiese | Dipende dal regolamento del luogo |
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