Foto: Italy Chronicles Photos, CC BY 2.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Villa Necchi Campiglio
Dimora storica e museo italiano
In breve
- Stili
- Modernismo, razionalismo italiano
- Architetto
- Piero Portaluppi
- Proprietario
- Alighiero De Micheli
- Superficie
- 1500 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°28′06″ N, 9°12′07″ E
- Indirizzo
- Via Mozart, 12-14 - 20122 Milano (MI)
Storia e descrizione
Villa Necchi Campiglio è una dimora storica (casa museo) che fa parte del circuito delle "Case museo di Milano". Situata in via Mozart al civico 14, fu costruita tra il 1932 e il 1935 come casa unifamiliare indipendente su progetto da Piero Portaluppi, uno dei più grandi architetti italiani di quel periodo, ed è circondata da un ampio giardino con campo da tennis e piscina, la seconda piscina (dal punto di vista cronologico) di Milano dopo quella municipale, e la prima ad essere realizzata su un terreno privato.
Fra le personalità che vi sono state ospitate figura Enrico d'Assia, scenografo per il Teatro alla Scala, veniva alloggiato durante i suoi soggiorni nel capoluogo lombardo in una stanza denominata in suo onore Camera del principe. Esisteva anche la Camera della principessa, riservata alla principessa Maria Gabriella di Savoia, grande amica delle sorelle Necchi.
Storia
La zona in cui si trova la villa, pur essendo adiacente al centro della città, alla fine dell'Ottocento era ancora in gran parte occupata da giardini e orti privati. La sua edificazione ebbe inizio nel 1890-92 con la costruzione dell'Istituto dei Ciechi, e proseguì in seguito dopo l'apertura delle nuove vie Mozart, Serbelloni e Barozzi, in seguito a una convenzione stipulata nel 1907 tra il Comune di Milano e la contessa Antonietta Sola-Busca, proprietaria del palazzo e giardino Serbelloni. Le aree intorno alla Via Mozart (che tagliava il giardino Serbelloni), interamente verdi, furono edificate a partire dal 1926 in base a un piano di lottizzazione elaborato dall'architetto Aldo Andreani.
L'area, centrale ma tranquilla e alberata, apparve assai attraente ad Angelo Campiglio e alle sorelle Necchi, che, originari di Pavia, desideravano un'abitazione a Milano. Acquistato il terreno intorno al 1930, la progettazione della nuova casa fu affidata all'architetto Piero Portaluppi, e la costruzione avvenne tra il 1932 e il 1935 ad opera dell'Impresa Gadola. La casa fu concepita come residenza elegante ma confortevole, e moderna sia nello stile sia negli impianti e attrezzature (come testimoniano la presenza di ascensore e montavivande, citofoni e telefoni, piscina riscaldata).
A partire dal 1938, e per circa un ventennio, i Necchi Campiglio si avvalgono dell'architetto Tomaso Buzzi, a cui vengono commissionati la sistemazione dell'esterno e poi il rifacimento dell'arredo di alcuni locali, in uno stile ispirato all'arte settecentesca, più morbido ed elaborato rispetto all'essenzialità degli ambienti originari di Portaluppi.
Durante la seconda guerra mondiale la famiglia sfollò nella villa di Barasso nel Varesotto, e la casa di Milano fu requisita e divenne la residenza-comando di Alessandro Pavolini. Dopo la caduta della repubblica di Salò fu occupata dagli inglesi e poi fu residenza del console dei Paesi Bassi; la famiglia ne riebbe il possesso dopo qualche anno. …
Descrizione
All'interno del circuito delle Case Museo di Milano, villa Necchi Campiglio si distingue dalle altre dimore trattandosi di una casa unifamiliare indipendente e non di un palazzo come quelli che ospitano il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Bagatti Valsecchi e neppure di un appartamento come quello dei Boschi Di Stefano, il cui allestimento è peraltro dovuto allo stesso progettista Portaluppi.
La villa è arretrata rispetto alla strada, per garantire la tranquillità e la riservatezza degli abitanti e degli ospiti. Sulla strada si affaccia invece un piccolo edificio separato adibito a portineria e rimessa, collegato alla villa da un passaggio sotterraneo.
Il disegno rigoroso di linee e superfici che caratterizza anche l'ambiente esterno alla villa è tributario rispetto all'allora nascente razionalismo, mentre gli interni sono caratterizzati da elementi di art déco.
Il piano rialzato è destinato a locali di ricevimento e rappresentanza; il primo piano alle camere; il sottotetto agli alloggi per la servitù; il seminterrato a locali di servizio e per lo svago dei padroni di casa.
Nel seminterrato si trovavano la cucina (non originale: l'impianto è stato ricostruito), la dispensa, la sala da pranzo per la servitù con arredi originali, altri locali di servizio fra cui gli spogliatoi e le docce per il campo da tennis e una sala da biliardo. Una delle sale del seminterrato ospita una ricostruzione del primo tavolo della Sala da pranzo al piano rialzato e viene oggi adibita a eventi e conferenze. In un'altra sala del seminterrato è ospitata una mostra fotografica permanente sulla storia della Villa, dei padroni di casa, dei progettisti e del quartiere. …
Collezioni
La villa è stata donata al Fondo Ambiente Italiano dalle sorelle Necchi, prive di eredi, e dal 2008 è aperta al pubblico. Magnifica opera d'arte in sé, è arricchita da numerosi dipinti, sculture, arredi e altri oggetti di pregio, in parte acquistati dai Necchi Campiglio quando vi abitavano, e in parte donati successivamente al FAI, che li ha collocati nella casa. Tra le donazioni al FAI spiccano la raccolta del primo Novecento di Claudia Gian Ferrari e la raccolta di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta De Micheli.
Dispersa è andata invece la raccolta di pezzi di arte novecentesca curata personalmente da Nedda Necchi che conteneva, fra l'altro, opere di Jean Arp, Gianni Dova, Lucio Fontana, Roberto Crippa, Mario Sironi, René Magritte: fu venduta da Nedda in tarda età per finanziare la ricerca dell'Istituto dell'amico Umberto Veronesi, ma conservò per la sua importanza, ancora presente nella sua camera da letto della Villa Museo, la sola opera del pittore Giuseppe Amisani dal titolo "Il Cardinale Richelieu" olio su tela ca. 1890-1910 catalogata dal Beni Culturali della Lombardia.
Assegnata in deposito permanente al FAI dalla gallerista e storica dell'arte Claudia Gian Ferrari, comprende quarantaquattro dipinti, disegni e sculture di artisti italiani del primo Novecento, tra cui Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà (Natura morta con libri), Giorgio de Chirico (Oreste ed Elettra, Ritratto di Alfredo Casella), Filippo de Pisis (Natura morta con la lepre), Arturo Martini (L'amante morta, Busto di fanciulla), Giorgio Morandi (Natura morta, due esemplari), Mario Sironi (La famiglia del pastore), Adolfo Wildt (Il puro folle). Tutte le opere sono collocate nelle stanze del piano rialzato. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Necchi Campiglio».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa Necchi Campiglio?
Villa Necchi Campiglio si trova nel comune di Milano, in provincia di Milano (Lombardia), all'indirizzo Via Mozart, 12-14 - 20122 Milano (MI). Coordinate: 45.46827, 9.20185.
Quali sono gli orari di Villa Necchi Campiglio?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da mercoledì a domenica: 10:00–18:00; Lunedì e martedì: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Villa Necchi Campiglio?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Villa Necchi Campiglio è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
Cosa vedere vicino a Villa Necchi Campiglio?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Fidia (a 100 m), Palazzo Diotti (a 100 m), Casa Baslini (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Villa Necchi, Milan, Italy — Italy Chronicles Photos, CC BY 2.0
- Foto Marco Magnifico — FAI -Fondo Ambiente Italiano, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze