Villa Medicea delle Pianore
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Foto: Livello non Zero, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Villa Medicea delle Pianore

Residenza storica di Santa Maria a Monte

Santa Maria a Monte (PI), Toscana

Indicazioni

In breve

Architetto
Bernardo Buontalenti
Committente
Casa de' Medici
Committente
Lorena
Coordinate
43°44′37″ N, 10°40′30″ E
Indirizzo
Via Pianore, 10

Storia e descrizione

La Villa Medicea delle Pianore, in precedenza nota anche come Tenuta Granducale delle Pianore, è una residenza storica situata nel comune di Santa Maria a Monte, nella località che le dà il nome. Essa costituisce uno dei più significativi esempi di fattoria medicea lontano da Firenze e ha avuto poche alterazioni rispetto al suo originario sviluppo avvenuto fra il XVI e XVII secolo.

Il nucleo del complesso rurale è composto principalmente dalla casa padronale, impiegata anticamente anche come villino di caccia. A questa si aggiungono l’abitazione dei pigionali, la canonica e un oratorio di origine medievale, raggruppati attorno a un piazzale quadrato erboso cui si accede percorrendo un lungo viale costeggiato da cipressi.

Il territorio

La villa sorge nell'area naturale protetta delle Colline delle Cerbaie. L'origine del nome "Pianore", in passato "Pianora", è dovuta alla pianeggiante distesa di campi che insieme alla villa, alle case poderali e ai terreni boschivi formava la fattoria delle Pianore.

I boschi – che nel XVI secolo formavano la "bandita delle Pianora" di proprietà della Comunità di S. Maria a Monte – coprono una superficie di circa 680 ha. Sono delimitati dal Rio di Vaiano, dal Borro del Valacchio, dalla strada comunale di Cerretti fino a casa Porchereccia, dal Rio delle Tre Fontine e infine dal limite delle terre agricole costituite nell’alveo dell'antico lago di Bientina: tali confini, che corrispondono grosso modo al territorio oggi indicato come Fattoria delle Pianora, non vengono tuttavia specificati fino alla seconda metà del Cinquecento.

In base alla testimonianza degli Statuti della Comunità di Santa Maria a Monte, alla fine del XVI secolo il territorio era ricoperto di scopeti, felceti, boschi di querce, castagni e, in misura non del tutto trascurabile, meli, oltre che da coltivi: queste specie erano essenziali non solo per l’alimentazione umana, ma anche per l’allevamento, risorsa vitale per la popolazione locale.

In seguito il paesaggio è cambiato, ma è rimasto per molto tempo poco abitato e tranquillo. La situazione a fine Ottocento è testimoniata da don David Albertario, direttore de L'Osservatore Cattolico, che nell'inverno 1883-1884 fu ospite del suo amico don Oreste Nuti, parroco delle Pianore dal 1879 al 1892. In alcune lettere, Albertario infatti sottolinea di essersi trovato a soggiornare in una vera oasi di pace, un mare di silenzio e di verde interrotto soltanto dalle voci dei contadini al rientro dai campi, dai rintocchi delle campane e dai richiami degli animali di guardia alla fattoria.

La copertura forestale, a partire dal Novecento, si è ridotta di superficie ed è cambiata nella sua composizione e struttura. Il cambiamento è dovuto sia a motivi di carattere ambientale, come incendi e malattie arboree, sia all'intervento umano, e in particolare al complesso intervento di bonifica che ha trasformato le limitrofe aree paludose in terreni agricoli.

La tranquillità è inoltre ancor più marcata, visto il progressivo spopolamento della campagna e l'abbandono dei casolari, nonché la nascita del nuovo centro abitato di Cerretti a cui le Pianore ha lasciato il titolo di parrocchia.

Storia dell'insediamento

Alla fine del Cinquecento la Comunità di Santa Maria a Monte non era in grado di sostenere le spese necessarie a ridurre a coltura il territorio delle Pianore. In risposta alla forte crescita demografica e all’aumento dei prezzi che caratterizzarono quegli anni, il 27 dicembre del 1592 la Comunità cede quindi a livello perpetuo a Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I, la bandita delle Pianora. La granduchessa avrebbe pagato un canone annuo pari a 75 scudi (25 in più rispetto ai canoni d'affitto richiesti precedentemente dal Comune per le stesse terre), 120 libbre di carne d’agnello (da offrire ai più bisognosi durante la mattina di Pasqua) e uno scudo per il mantenimento del letto del predicatore. Si impegnava inoltre a ridurre il territorio stagnante a poderi, frutteti e vigneti in base alla tipologia del suolo, costruendovi case per i mezzadri, assunti preferibilmente fra la manodopera locale, e a mantenere il macellaio della comunità per la vendita della carne porcina. Inoltre all’interno della tenuta consentiva agli abitanti di sfruttare il legname necessario alla realizzazione di case, attrezzi da lavoro e pali per le viti, anche se veniva revocato il diritto di pesca, caccia e pascolo.

Tale investimento rientrava nella politica medicea, già dal XV secolo, di occupare zone scarsamente abitate che, in seguito a consistenti opere di bonifica e disboscamento, sarebbero potute diventare nuove terre coltivate da mezzadri o semplici salariati, nell’ottica della formazione di un considerevole patrimonio fondiario nel pisano. Per di più questa allivellazione rappresentava un buon modo per impiegare la cospicua dote della principessa, che pochi anni prima il granduca Ferdinando aveva preso in sposa.

Nel 1596 ebbe quindi luogo la formazione della fattoria delle Pianore, insieme all’edificazione della casa del predicatore e di quella “dei Lombardi”, così denominata per la provenienza dei lavoratori stagionali che vi trovavano riparo. Allo stesso periodo risale anche il restauro e rifacimento della preesistente chiesa romanica di San Frediano a Tolli, consacrata proprio nel 1596 a Santa Cristina in onore della granduchessa, come testimonia la lapide posta sul lato a destra dell’entrata principale. …

Il palazzo padronale

Il più grande edificio della fattoria, nonché quello che ancora oggi è il centro e la principale testimonianza medicea di questa località, è stato usato soprattutto come abitazione del fattore, dell’affittuario e successivamente del livellario. Posto su un altipiano lungo il cosiddetto “Stradone delle Pianore” che verso est raggiungeva l'antica strada Pesciatina (oggi la Valdinievole) e a nord-ovest conduceva al corrispondente porto sul vicino lago, il palazzo era originariamente formato da 56 stanze, suddivise fra camere, sale, cantine, tinaie, magazzini, granai, colombaie e stalle.

Esso può essere ricondotto, per misure e soluzioni architettoniche, al classico modello di villa con destinazione prevalentemente rurale che si diffonde nel contado pisano fra l’ultimo decennio del XVI secolo e il secondo decennio del XVII secolo. Tale modello, ripreso in località distanti e interessate da differenti committenti e operatori, risponde essenzialmente alla comune esigenza del signore di avere ampi locali adatti a più usi. Locali del genere erano invece più difficili da ottenere con l'organizzazione degli spazi più specialistica e frammentata tipica delle coeve ville lucchesi e fiorentine.

I caratteri tipologici qui messi in evidenza, che indirizzano verso una spinta specializzazione rurale dell’impianto, consentono di supporre l’influenza e il contributo diretto dell’architetto Bernardo Buontalenti, quantomeno nella fase progettuale dell’opera. Tale tesi è avvalorata dal fatto che Buontalenti, molto attivo presso la corte granducale proprio per la sua preparazione ed eclettica esperienza, si trovava in quello stesso periodo nella vicina area del Padule di Bientina per condurre studi idraulici. Questo avrebbe anche potuto consentirgli di usare come modello di riferimento la villa di Cerreto Guidi. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Medicea delle Pianore».

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Villa Medicea delle PianoreVia Pianore, 10
Aeroporto internazionale Galileo Galilei23,4 km

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Domande frequenti

Dove si trova Villa Medicea delle Pianore?

Villa Medicea delle Pianore si trova nel comune di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Via Pianore, 10. Coordinate: 43.74360, 10.67500.

Cosa vedere vicino a Villa Medicea delle Pianore?

Nei dintorni si trovano: Teatro comunale di Santa Maria a Monte (a 5,2 km), Parco archeologico Santa Maria a Monte (a 5,2 km), Palazzo Pancani (a 5,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Facciata principale villa delle Pianore — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0
  2. Torre angolare della villa delle Pianore — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0
  3. Torre angolare villa delle Pianore — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0
  4. Campagna delle Pianore — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0
  5. Podere del Pino nella tenuta delle Pianore — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0
  6. Blasone Scaramucci di Santa Maria a Monte — Livello non Zero, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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