Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1530
Villa del Barone
Edificio storico nel comune italiano di Montemurlo
Montemurlo (PO), Toscana
In breve
- Epoca
- Rinascimento, 1530
- Proprietario
- Baccio Valori
- Committente
- Baccio Valori
- Coordinate
- 43°56′04″ N, 11°04′02″ E
Storia e descrizione
La Villa del Barone si trova sopra la frazione di Bagnolo di Sopra, nel comune italiano di Montemurlo, in provincia di Prato.
Storia
La villa non prese il nome da un dignitario, ma dalla zona circostante detta del Barone, che a sua volta si fa risalire a una radice longobarda e che doveva identificare un insediamento agricolo.
Nel Quattrocento il terreno apparteneva alla famiglia Valori di Firenze, che ingrandì gradualmente i propri possedimenti finché verso il 1530 Bartolomeo di Filippo Valori fece costruire l'edificio praticamente ex-novo nelle attuali dimensioni e planimetria, insolitamente monumentali per il territorio fiorentino, a testimoniare una funzione innanzitutto di rappresentanza, tanto che Benedetto Varchi la definì "villa più che reale" e Giorgio Vasari il Giovane nel 1598 ne incluse una planimetria tra gli edifici più importanti del suo tempo. Lo straordinario edificio rifletteva il successo della famiglia Valori alla corte medicea dei papi Leone X e Clemente VIII, coronato dalla sua partecipazione all'assedio di Firenze e dalla nomina di Baccio Valori, immediatamente dopo, a governatore della città ripresa. Nonostante l'importanza dell'edificio, non esistono né documenti né attribuzioni antiche dell'edificio a un architetto. Solo nel dopoguerra si sono avanzati i nomi di Baccio d'Agnolo (Giuseppe Marchini) o di Antonio da Sangallo il Vecchio.
Ribellatosi però alla successione di Cosimo I, Baccio Valori radunò proprio a Montemurlo le forze dei fuorusciti fiorentini, ma venne sconfitto nel 1537 e giustiziato. Tutti i suoi possedimenti furono confiscati dagli ufficiali dei ribelli e poi venduti.
Dal 1546 il Barone fu dei Panciatichi, che fecero lavori di ricostruzione, poi dei Rossi di San Secondo dal 1557, divenuta residenza del vescovo di Pavia, già governatore di Roma, Giovan Girolamo de' Rossi. I Rossi la tennero sino al 1693, quando venne venduta per ventunmila scudi a Francesco Tempi il quale ottenne il 10 dicembre 1714 il titolo nobiliare facendo dichiarare l'ampia tenuta marchesato.
In quel periodo furono promossi importanti lavori di ammodernamento, databili tra il 1712 e il 1722 per gli esterni (con rialzamento del piano sottogronda) e tra il 1725 e il 1750 per l'interno. L'architetto incaricato fu Anton Maria Ferri, che dovette redigere il progetto, mentre il cantiere di trasformazione fu diretto dal suo allievo Pietro Paolo Giovannozzi. …
Descrizione
Situata in posizione dominante sul monte Javello, tra i rii un tempo chiamati Sermogliana e Fontanelle, la villa ha una pianta a "U" che non ha paragoni nel panorama fiorentino, e che sembra anzi rifarsi alla villa della Farnesina a Roma di Baldassarre Peruzzi.
I due corpi laterali più bassi sono della seconda metà del Cinquecento, ma l'aspetto attuale risente soprattutto delle ristrutturazione del periodo dei marchesi Tempi, il cui stemma si trova in facciata (opera del ticinese Marcantonio Pandolfi, 1718), al di sotto del balcone e in asse col fastigio centrale dove si trova l'orologio.
La facciata, ampia e simmetrica, è rivolta verso la piana; inquadrata da due fasce a bugnato sugli spigoli, ha undici assi di finestre su due piani principali, oltre al sottotetto e agli ampi seminterrati, che prendono luce da aperture a tabella tra i mensoloni delle aperture del piano terra. Queste ultime sono dotate di parapetto a balaustra e da mostre di bugnato liscio coi giunti inclinati verso il centro (secondo un disegno ripreso anche dalle aperture rettangolari al piano superiore). Infine nel sottogronda settecentesco si vedono finestrini fra triglifi e specchiature mistilinee.
Lo scalone ricurvo a doppia rampa, risalente al primo quarto dell'Ottocento, è stato correntemente asportato nei lavori di consolidamento, e verrà probabilmente ricostruito in stile. Il grande portale centinato era affiancato dalle statue della Primavera e dell'Autunno di Massimiliano Soldani Benzi (1730-40 circa), pure rimosse durante lo svolgimento dei lavori.
I prospetti laterali ripetono il medesimo disegno di quello frontale. Ad essi sono accostati corpi più bassi, in particolare ad est si trova la cappella, che risale al 1735 circa, ed ha una scala a doppia rampa, un portalino con timpano e una finestra a campana. Più modesti sono i prospetti settecenteschi sul cortile interno.
Dietro la villa, sulla strada, rimangono i resti di un ninfeo settecentesco. A lato, dove si trova il cancello con l'ingresso alla villa, si vede oltre la strada un "selvatico" ottocentesco, un parco romantico (oggi inselvatichito) circondato da una muraglia con elementi neoegizi nei pressi del cancello di accesso. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa del Barone».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa del Barone?
Villa del Barone si trova nel comune di Montemurlo, in provincia di Prato (Toscana). Coordinate: 43.93431, 11.06712.
A quando risale Villa del Barone?
La datazione indicata da Wikidata è: 1530.
Cosa vedere vicino a Villa del Barone?
Nei dintorni si trovano: Villa Pazzi al Parugiano (a 1,9 km), Castello di Montemurlo (a 1,9 km), Villa Strozzi di Bagnolo (a 2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Villa del barone, 06 — Sailko, CC BY 3.0
- Villa del Barone 09 — Massimilianogalardi, CC BY-SA 3.0
- Villa del barone, selvatico, cancello 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Villa del barone, selvatico, cancello 02 motivi neoegizi — Sailko, CC BY 3.0
- Villa del barone, selvatico, fontanella — Sailko, CC BY 3.0
- Villa del barone, tabernacolo — Sailko, CC BY 3.0
- Zocchi, ville 26 barone — Giuseppe Zocchi, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze