Villa del Balbianello
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Foto: Emibuzz, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, 1787

Villa del Balbianello

Villa a Lenno, nel comune di Tremezzina

Tremezzina (CO), Lombardia

Indicazioni

In breve

Epoca
Età moderna, 1787
Proprietario
Butler Ames
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°57′54″ N, 9°12′09″ E
Indirizzo
Via Guido Monzino 1, 22016 Tremezzina

Storia e descrizione

La Villa del Balbianello è un edificio storico che sorge a Lenno, sulla sponda occidentale del lago di Como. La villa è collocata sulla punta della penisola (o "Dosso") di Lavedo, un promontorio boscoso che si spinge nello specchio d'acqua lariano e che proprio dall'edificio ha preso il nome di "Balbianello". Il toponimo (talvolta riportato nella forma di "Balbianino") è un vezzeggiativo di "Balbiano", nome di una villa sita in località Campo.

Il complesso è di proprietà del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano.

Storia

La villa venne costruita nel 1787 su un preesistente monastero francescano dal cardinale Angelo Maria Durini, che dalla famiglia Giovio aveva ottenuto anche la vicina villa del Balbiano. Al cardinale, che nei periodi estivi e autunnali era solito ospitare presso la villa raduni di intellettuali (tra i quali Giuseppe Parini), si deve la realizzazione della Loggia settecentesca e dei due padiglioni da questa collegati.

Alla morte del Durini, nel 1796 la villa passò dapprima a Giuseppe Sepolina, che la ribattezzò secondo il proprio cognome. Successivamente, il complesso finì nelle mani di Luigi Porro Lambertenghi (nipote del Durini e uno dei protagonisti del Risorgimento italiano), che presso la villa ospitò - tra gli altri - Silvio Pellico, assunto come precettore dei propri figli. La gestione Porro Lambertenghi comportò un restauro della chiesa di San Giovanni e dell'ex monastero, oltre alla realizzazione di opere finalizzate a collegare internamente tutti i corpi di fabbrica compresi tra il loggiato e la darsena.

In seguito la proprietà venne acquistata da Giuseppe Arconati Visconti e sua moglie Costanza Trotti Bentivoglio che, fra gli altri, ospitò nel suo salotto Giovanni Berchet, Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni. Il figlio di Giuseppe, Gian Martino Arconati Visconti, fece apportare miglioramenti al giardino e alla loggia, ma al graduale declino del casato corrispose un progressivo abbandono della villa, che per più di trent'anni fu lasciata a sé stessa. Il degrado fu la causa di una piccola torre-faro, dotata di orologio e campane, installata dagli Arconati Visconti all'ingresso del porto.

L'edificio cadde in stato di abbandono finché Marie Peyrat (moglie di Gian Martino), al termine della Prima Guerra Mondiale, vendette la Villa al generale statunitense Butler Ames, il quale ne rinnovò il giardino. …

Descrizione

Villa del Balbianello è circondata da un ampio giardino, la cui realizzazione fu particolarmente impegnativa a causa della conformazione dell'area, caratterizzata da un promontorio roccioso e scosceso con pochissima terra di coltivo. Ancora oggi il verde della Villa segue un ideale percorso ascensionale: dal molo, con i grandi platani potati a candelabro, fino all’ampia balconata, delimitata da più basse siepi di lauro e bosso.

Il particolare microclima del promontorio ha inoltre permesso la convivenza di specie botaniche diverse all’interno dello stesso ambiente: flora alpina nella parte nord e vegetazione mediterranea sul versante opposto, più soleggiato. Peculiare è la potatura “a ombrello” del grande leccio che domina il giardino: fu voluta da Guido Monzino per ammirare la vetta del Monte Legnone dalla finestra del suo ufficio; questo tipo di taglio è tuttora rispettato dai giardinieri della Villa, che lo realizzano con imbracature da alpinismo.

La Loggia voluta dal cardinal Durini è la vera invenzione architettonica di Villa del Balbianello. Sorretta da arcate e colonne rivestite di Ficus repens, e coronata dallo stemma degli Arconati Visconti, essa offre una duplice vista sul lago: da una parte la Tremezzina, dall’altro il bacino dell’isola Comacina.

La particolare posizione della villa, addossata al promontorio di Lavedo, obbliga a un percorso discendente attraverso i cinque piani della casa.

Le uniche tracce del passato ottocentesco della Villa sono gli stipiti marmorei delle porte e le elaborate maniglie delle finestre. Le sale, infatti, sono profondamente caratterizzate dall’impronta conferita negli anni settanta del Novecento da Guido Monzino, che decise di arredare la sua Villa con un folto nucleo di arredi francesi del Settecento.

Ai mobili eleganti e preziosi, si aggiungono altri oggetti di arte extraeuropea (di origine africana, precolombiana, egizia, arcadica e inuit), oltre alle collezioni di stampe con vedute del Lago di Como, di importanti dipinti su vetro del XVIII secolo e di ceramiche cinesi, in gran parte di dinastia Tang (618-907) e dinastia Qing, periodo Chien Lung (1736-1795). …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa del Balbianello».

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  1. 1787Costruzione

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Villa del BalbianelloVia Guido Monzino 1, 22016 Tremezzina
Lenno1,0 km
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Domande frequenti

Dove si trova Villa del Balbianello?

Villa del Balbianello si trova nel comune di Tremezzina, in provincia di Como (Lombardia), all'indirizzo Via Guido Monzino 1, 22016 Tremezzina. Coordinate: 45.96506, 9.20247.

A quando risale Villa del Balbianello?

La datazione indicata da Wikidata è: 1787.

Cosa vedere vicino a Villa del Balbianello?

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Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Tremezzina - Villa del Balbianello - 2024-09-08 16-26-39 007 — Emibuzz, CC BY-SA 4.0
  2. Lago di Como Villa del Balbianello — Franco Vannini from Sansepolcro (AR), Italy, CC BY 2.0
  3. Lenno - Villa del Balbianello 0284 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
  4. Balbianello IMG 1537 — Deror_avi, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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