Tomba romana del Carmine
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Foto: Corradorubino, Public domain · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Tomba romana del Carmine

Catania (CT), Sicilia

Indicazioni

In breve

Coordinate
37°30′35″ N, 15°05′21″ E

Storia e descrizione

La tomba romana del Carmine è un edificio funerario monumentale di epoca romana databile alla seconda metà del II secolo d.C. e situato a Catania all'interno dell'ex Convento del Carmine, oggi sede del Centro Documentale Esercito di Catania "Antonio Santangelo Fulci".

Si tratta del più grande monumento funerario della Catania romana. Nella bibliografia è alle volte erroneamente indicato come "la tomba di Stesicoro".

Inquadramento topografico

La tomba fu edificata nella zona immediatamente a nord-est dell'antica città, o meglio a nord-est dei resti dell'Anfiteatro romano di Catania (metà del II secolo d.C.) il quale, a sua volta, fu costruito all'estremo limite nord della città. La sua collocazione appare del tutto canonica; cioè la costruzione si trovava appena fuori dalla città posta lungo la principale via che collegava Catania con Acis (probabilmente nella zona dell'odierna Acireale) e che proseguiva verso Messina. A conferma di ciò, nell'area di Piazza Stesicoro viene localizzata da sempre un'antica porta della città chiamata principalmente Porta di Aci. Inoltre a nord e ad est dell'anfiteatro, l'indagine archeologica, nel XIX e XX secolo, ha messo in luce numerose aree di sepoltura individuando e datando sia necropoli già in uso in epoca greca, sia necropoli di epoche più tarde. Come ben sappiamo nell'antichità esse nascevano per l'appunto a ridosso dell'abitato, fuori dalle mura cittadine e lungo le principali vie di comunicazione.

Storia degli studi

Non si ha notizia di fonti classiche che citino specificatamente questo grande edificio funerario romano del Carmine; né si ha notizia di fonti successive che indichino con sicurezza le vicissitudini o le evidenti riutilizzazioni di questa tomba. Unico fatto certo è che, con l'insediamento dei frati carmelitani, l'edificio funerario (forse già trasformato in luogo di culto) fu annesso alle strutture del cenobio. I resti della struttura dovevano essere ancora ben visibili nel 1832 se l'architetto Sebastiano Ittar ne tracciò il perimetro tratteggiato nella sua rappresentazione cartografica ortogonale di Catania post-terremoto (quindi dopo il 1693). Andando a ritroso nel tempo, altre fonti post-classiche, pur se incerte, confuse e di difficile interpretazione, sembrerebbero testimoniare l'esistenza di strutture murarie antiche all'interno del convento carmelitano. In particolare, in alcuni scritti del XVII e del XVIII secolo, si fa menzione di antichi resti di spessi muri (parietines, ruinae veteres) all'interno del Convento del Carmine, che vengono messe in relazione con la figura di San Leone II il Taumaturgo, vescovo di Catania nell'VIII secolo. Queste fonti purtroppo non forniscono riscontri probanti sul piano della documentazione storico-archeologica; si tratta però di notizie che, anche se ci pervengono da eruditi o “scrittori di storia patria” che citano a loro volta leggende o tradizioni popolari, costituiscono utili testimonianze soprattutto nelle parti in cui vengono trascritte le personali descrizioni degli autori. Tra tali scritti annoveriamo il resoconto della visita fatta dal Vescovo di Catania nel 1475 al beneficio di Costantia de Richiari esistente nel convento (intus convento). La notizia più antica e circostanziata (da sottoporre però a verifica archeologica) ci viene data dallo storico Giovan Battista De Grossis. Nel 1654 egli scrive nel suo Catana sacra che il tempio che il vescovo Leone II edificò in onore di Santa Lucia è lo stesso che si trova presso il Convento dei Carmelitani, che è intitolato a Maria Santissima Annunziata e che il portico è contiguo e posto intorno al vestibolo della stessa chiesa; infine scrive che, entrando in chiesa, a destra si incontrano, anche non volendo, i ruderi sporgenti del predetto tempio. …

Descrizione

È in parte visibile nell'angolo nord ovest dell'ex chiostro conventuale con i muri rivestiti esternamente da un paramento in opera quadrata di pietra lavica, i cui blocchi sono disposti in modo pseudo-isodomo. Le pareti sono state realizzate con la tecnica del muro a sacco e quindi con il nucleo in opus cæmenticium. La porzione visibile del monumento si presenta attorniata e sormontata dalla struttura settecentesca del convento e da altre superfetazioni moderne che ormai da tempo impediscono la visione d'insieme della struttura e la percezione della sua volumetria originaria. Si tratta di un edificio funerario a camera. Il suo interno infatti era costituito da un unico ambiente di circa 53 m² (circa 600 piedi quadrati). All'esterno, la superficie occupata è di quasi 100 m². Il prospetto mancante, e quindi anche l'ingresso, erano rivolti a nord; mentre la parete rivolta a sud, pur essendo il retro della tomba, era in origine perfettamente rifinita. L'edificio funerario, all'epoca in cui fu costruito, si presentava eretto su una piccola altura, per chi l'osservava percorrendo la vicina via pubblica. Appariva anche rivestito interamente da un nero paramento di pietra lavica del tutto simile a quello delle grandi opere pubbliche della città di Catania. Anche la modanatura, che ancora oggi lo decora a coronamento del timpano e delle pareti laterali, ha lo stesso tipo di profilo di quella dell'anfiteatro. È probabile che il monumento funerario fosse isolato o quantomeno visibile da tutti i lati. La volta della camera era a botte (con profilo a tutto sesto); s'imposta su due potenti muri spessi m 1,48 ciascuno e, apparentemente, sembra che in origine sia stata realizzata con un'unica gettata di calcestruzzo pieno e omogeneo. Le fondazioni della parete sud sono “immediate”, cioè non esiste “scavo di fondazione”, in quanto la struttura si poggia direttamente sul banco di lava e la base è costituita da un unico filare di blocchi di pietra lavica squadrata. Sempre nella parete sud si aprivano, secondo una nostra ipotesi, quattro finestrelle che, data l'esposizione dalla parte di Austro, permettevano ai raggi del sole d'illuminare il vano interno durante quasi tutto il giorno. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Tomba romana del Carmine».

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Come arrivare

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Domande frequenti

Dove si trova Tomba romana del Carmine?

Tomba romana del Carmine si trova nel comune di Catania, in provincia di Catania (Sicilia). Coordinate: 37.50977, 15.08924.

Cosa vedere vicino a Tomba romana del Carmine?

Nei dintorni si trovano: Chiesa di San Gaetano alle Grotte (a 100 m), Palazzo Mazzone (a 200 m), Palazzo Beneventano della Corte (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Angolo tomba carmine1 — Corradorubino, Public domain
  2. Terme Achelliane1 — Io' 81, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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