Foto: Jack45, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Teatro storico
- Architetti
- Giuseppe Menichini, Antonio D’Amora
- Coordinate
- 40°40′44″ N, 14°45′08″ E
- Indirizzo
- Piazza Matteo Luciani, 84121 Salerno
Storia e descrizione
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno è un teatro a struttura lignea dell'Ottocento, con quattro ordini di palchi e un loggione.
Storia
La discussione sulla collocazione del nuovo teatro fu molto lunga. Con la chiusura del teatro San Matteo nel 1845 si sentì l'esigenza di realizzarne uno nuovo. I luoghi proposti dall'Intendente della Provincia in data 15 novembre 1843 furono due: il largo Santa Teresa e il largo della Barriera fuori Portanova, luogo che fu ritenuto più confacente e per cui fu redatto un progetto dalla spesa preventivata di 40.000 ducati. Il prezzo troppo elevato e la sordità del governo a richieste di copertura finanziaria, portò il Decurionato a ripiegare su un secondo progetto presentato il 1º agosto 1845 dall'architetto Ulisse Rizzi, meno costoso e realizzabile in entrambi i luoghi. L'approvazione dei primi lavori murari, da realizzare nell'area di Santa Teresa, tardò ad arrivare (solo dieci anni dopo vi fu la firma del sovrano), pertanto non vi fu il via libera alla costruzione. Nel consiglio comunale del 15 dicembre 1863, all'indomani della nascita del Regno d'Italia, prevalse la volontà del neosindaco Matteo Luciani che, grazie a fondi del governo centrale, fece avviare i lavori nell'area di Santa Teresa. Il vecchio progetto di Petrilli-De Luca fu rimpiazzato da una nuova ipotesi dell'ingegnere capo del genio civile Antonino D'Amora. I lavori iniziarono il 1º aprile 1864 con l'impresa di Vincenzo Fiorillo, a cui era stato confermato l'appalto, e diretti dallo stesso D'Amora e dall'architetto Giuseppe Menichini. Il nuovo progetto però mise in difficoltà economiche Fiorillo, che per contratto avrebbe dovuto accollarsi il costo delle varianti, costringendolo ad associarsi con due soci: Bonaventura della Monica e Antonio Avallone. Solo il 1º ottobre 1869 i locali furono consegnati a Fortunato e Gateano D'Agostino, che si aggiudicarono l'appalto per la parte decorativa. Dopo due anni e mezzo anche questi lavori furono completati e il 15 aprile 1872 il teatro fu inaugurato con il Rigoletto di Giuseppe Verdi.
L'intitolazione a Verdi avvenne solo alla morte del compositore nel 1901. …
Architettura
L'edificio concepito dal D'Amora è costituito da un corpo di fabbrica lungo 65 metri e largo 36 che presenta agli estremi corti due appendici simmetriche di 18x6.5, corrispondenti alla zona d'ingresso e al retropalco. Nelle facciate secondarie, il gioco chiaroscuro creato dei finestroni e da un loggiato a colonne disposto su due piani, riesce solo in parte ad attenuare l'eccessivo sviluppo longitudinale dell'edificio. Il prospetto frontale ripropone con linguaggio eclettico lo schema con positivo neoclassico del Teatro alla Scala di Milano e del San Carlo di Napoli.
Attraverso tre porte in ferro corrispondenti agli archi del portico, si accede ad un articolato sistema di scale che confluiscono nel vestibolo principale, sopraelevato di circa tre metri sul livello stradale. Nella parete di fondo di questo vasto salone, suddiviso da coppie di colonne, si aprono altri tre vani: i due laterali immettono ad altre rampe di scale dirette ai palchi superiori ed alla Casina, quello centrale ad un secondo vestibolo di dimensioni minori antistante la platea. Pur riprendendo in scala ridotta la pianta a ferro di cavallo del San Carlo, la curva della platea, presenta una forma più allungata giacché il D'Amora, per evitare «il cambiamento brusco nell'unione fra la parte circolare e le parti rettilinee» ritenne opportuno inserire «negli attacchi o passaggi un altro arco circolare di raggio maggiore». Un'altra particolarità è offerta dai camerini di servizio tra i palchi e i corridoi, introdotti, secondo quanto dichiarato dallo stesso progettista, per ottemperare ad una discutibile opinione del sindaco Luciani, il quale riteneva che «certi godimenti dovessero essere un privilegio di non molti».
L'aspetto più interessante è costituito dall'attrezzatura scenotecnica: un graticcio con i rocchetti per i tiri dei fondali e i tamburi per il sollevamento dei sipari, alcuni gruppi di tagli per lo scorrimento delle quinte e i relativi carrelli azionati dagli argani. Al di sotto della platea furono realizzati 18 magazzini da cedere in fitto. Un'area maggiore fu riservata agli ambienti necessari all'attività della Casina Sociale, sistemati su un doppio piano nella parte opposta del teatro. La casina sociale contribuì a caratterizzare la fisionomia del Verdi che fu uno degli ultimi esempi di teatro all'italiana.
Le decorazioni
I lavori di decorazione partono nell'ottobre del 1869. Gaetano D'Agostino, pittore e decoratore, si occupa della direzione di questi lavori e, consapevole dell'onore che la commessa avrebbe portato alla sua impresa, sceglie di farsi affiancare dalle firme più prestigiose del mondo accademico partenopeo.
All'impresa partecipano: Domenico Morelli, Pasquale Di Criscito, Ignazio Perricci, Giuseppe Sciuti e folto gruppo di salernitani: suo fratello Antonio, il cugino Ermenegildo Caputo, Matteo Amendola e lo scultore Giovan Battista Amendola.
Al centro di un'esedra in cui a nicchie con statue si alternano colonne di stucco decorate a finto marmo, viene collocata la statua in gesso dipinto del Pergolesi Morente di Giovanni Battista Amendola. L'artista elabora una scultura di impianto ancora storico-romantico nella quale già confluiscono i segni dello scientismo naturalista che troverà poi larga risonanza espressiva nel Caino e la sua donna del 1877.
«Smagrito, su una sedia a braccioli, la testa incassata nel petto ansante, Pergolesi stringe tra le mani nervosamente affilate le note dello Stabat Mater»: così Vittorio Spinazzola descrive l'opera che probabilmente riaccende l'interesse intorno alla figura del giovane e geniale musicista. Il Pergolesi morente è dunque un prologo, una sorta di nume tutelare del luogo, il segno di apertura del tempio nel quale Gioachino Rossini viene elevato alla stregua di divinità olimpica. …
Il Casino Sociale
Nello stesso edificio del Teatro Verdi è ubicata la sede del Casino Sociale di Salerno.
Originariamente costituito nel 1832 con il nome di “Nobile Casina del Comune di Salerno”, doveva offrire occasioni ricreative e culturali per l’aristocrazia salernitana. Nei primi anni, tuttavia, lo scopo sociale della Nobile Casina non si poté perseguire in modo pieno. La sua istituzione servì più come strumento di controllo della Corona sul territorio cittadino; il Presidente era, infatti, l’Intendente di Polizia, il quale vigilava che le attività sociali si svolgessero tutte nella fedeltà alla monarchia borbonica.
Solamente nel 1851, i nobili chiesero al re Ferdinando II la ricostituzione della Casina e così il sodalizio trovò una nuova conformazione: ebbe sede in Via Botteghelle e come Presidente il Conte Carrara. Questa è ritenuta l’effettiva data di fondazione della Casina.
Nel 1862, si diede un nuovo statuto e una nuova denominazione: “Casina dei Nobili e Club dei Signori” e nel 1872 fu inaugurata la nuova sede nel locali adiacenti al Teatro Giuseppe Verdi.
Da allora è stata frequentata da molte personalità italiane, come Giuseppe Garibaldi (nel 1861), il Re Umberto I e la Regina Margherita nel 1881, come ricorda una targa lapidea ivi apposta, ed il Re Vittorio Emanuele III con la consorte (nel periodo di Salerno Capitale).
Nel 1935 il sodalizio ottenne la concessione sovrana per fregiarsi della denominazione di "Real Casino Sociale".
Pochi anni dopo, nel 1943 le sue sale furono occupate dagli Alleati e il circolo si dovette trasferire temporaneamente a Palazzo Luciani. Solo nel 1945, fu decisa la nuova denominazione di “Casino Sociale" e la sede tornò ad essere quella che conosciamo oggi.
L'accesso al Casino Sociale si trova lateralmente, davanti alla Villa Comunale di Salerno e di fronte alla statua di Giovanni Nicotera.
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- 1872Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Teatro Verdi?
Teatro Verdi si trova nel comune di Salerno, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo Piazza Matteo Luciani, 84121 Salerno. Coordinate: 40.67881, 14.75236.
Cosa vedere vicino a Teatro Verdi?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Sorgenti degli Uberti (a 100 m), Palazzo Pedace (a 100 m), Palazzo della Prefettura (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
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Crediti delle 9 foto
- Teatro municipale Giuseppe verdi salerno — Jack45, CC BY 3.0
- Foyer teatro verdi Salerno — Jack45, CC BY 3.0
- Teatro verdi Salerno interno — Jack45, CC BY 3.0
- Teatro Verdi Salerno — SOLOXSALERNO at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0
- Ingresso verdi Salerno — Jack45, CC BY 3.0
- Lateral side - Theatre Giuseppe Verdi (1870-1880) at Salerno (28574985353) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- Palcheti verdi Salerno — Jack45, CC BY 3.0
- Plafond verdi Salerno — Jack45, CC BY 3.0
- Teatroverdisalerno — Jack56, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
