Porta Venosina
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Foto: Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre

Porta Venosina

Porta monumentale di Melfi

Melfi (PZ), Basilicata

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
40°59′37″ N, 15°39′30″ E
Indirizzo
Via Federico II

Storia e descrizione

La porta Venosina è una delle cinque porte d'accesso alla città di Melfi. Situata lungo il settore meridionale della cinta muraria, risulta essere l'ingresso meglio conservato e, non a caso, il simbolo della potenza difensiva e della stratificazione urbanistica dell'abitato.

Storia

L'edificazione della porta si inserisce all'interno del più ampio progetto di espansione urbanistica promosso dai Normanni a seguito della costruzione di una nuova cattedrale dedicata alla Vergine al di fuori della cinta muraria, avvenuta fra il 1067 e il 1076. In tal senso, si procedette ad ampliare il perimetro difensivo, il che portò alla nascita di due nuovi ingressi (le porte Venosina e Sant'Antolino) presumibilmente intorno al 1080.

Fin dalla sua costruzione, la porta funse da punto di riferimento per i numerosi ordini religiosi che convivevano all'interno delle mura. Fra questi, i Templari furono i primi ad insediarsi nelle sue immediate vicinanze, per la precisione nella nuova piazza prospicente, direttamente collegata alla nuova cattedrale attraverso un lungo e diretto asse viario (l'attuale Corso Garibaldi).

In epoca sveva e dopo aver subito gravi danni a causa dei numerosi assedi che dovette sopportare, la porta (assieme a gran parte della cinta muraria dell'epoca) venne in parte, se non del tutto, ricostruita nel 1130 da Ruggero II. Più tardi, in occasione delle Costituzioni melfitane del 1231, suo nipote Federico II fece porre sopra l'ingresso una lapide con su scritto:

"Vetustas me destruxit, Federicus me reparavit. Melphis nobilis Apuliae civitas, muris vallata lapideis, aeris salubritate, populorum frequentia, agrorum ubertate celebris, arcem habet praecipiti rupi innixam, Normannorum opus ammirabile."

"L'antichità mi ha distrutta, Federico mi ha riparata. Melfi nobile città della Puglia, circonvallata da mura di pietra, celebre per la salubrità dell'aria, per affluenza di popolazioni, per fertilità dei suoi campi, ha un castello costruito su di una rupe ripidissima, opera mirabile dei Normanni." …

Architettura

L'ingresso è costituito da un fornice con un'apertura a sesto acuto sostenuta da capitelli a tronco di piramide rovesciata. L'intera struttura è serrata fra due imponenti bastioni a pianta cilindrica privi di aperture alla base, in modo da massimizzarne la resistenza, con una base obliqua raccordata al corpo superiore tramite una modenatura convessa orizzontale, che segna il cambio di pendenza. Il tutto è sormontato da un lungo camminamento di ronda, che si estende per tutta la lunghezza delle mura. Dal punto di vista ornamentale, la porta è sormontata da una lapide commemorativa rettangolare di epoca aragonese, oggi semi-abrasa e illeggibile, con due stemmi araldici che ritraggono un grifo (a sinistra) e un basilisco (a destra) e che affiancano su ambo i lati l'arco di apertura. Concludono due piccole nicchie (o edicole), che in passato molto probabilmente ospitavano immagini sacre, elementi comuni nelle porte medioevali per invocare la protezione divina sulla città.

Come per le altre porte della città e il resto della sua cinta muraria, anche in questo caso i materiali rispecchiano fortemente quella che è la geologia vulcanica del territorio del Vulture. L'intera struttura è infatti dominata dall'utilizzo della pietra lavica scura, un materiale estremamente denso e resistente, caratterizzato da una colorazione che oscilla tra il grigio e il nero, con conci squadrati e pietrame informe che si mescolano all'interno della muratura. Il tutto era messo in opera con una malta composta da calce aerea e pozzolana, prodotta per gran parte dalle numerose botteghe artigiane presenti in città.

Origine del nome

La porta è detta "Venosina" in quanto venne aperta lungo un antico tracciato di origine romana che collegava l'allora piccolo insediamento di "Melphes" alla via Appia e, dunque, a Venosa. In epoca medievale era infatti comune assegnare alle porte delle città fortificate il nome della località principale a cui conduceva la strada che da essa usciva.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Porta Venosina».

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Porta VenosinaVia Federico II

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Domande frequenti

Dove si trova Porta Venosina?

Porta Venosina si trova nel comune di Melfi, in provincia di Potenza (Basilicata), all'indirizzo Via Federico II. Coordinate: 40.99351, 15.65831.

Cosa vedere vicino a Porta Venosina?

Nei dintorni si trovano: Palazzo del Vescovado (a 300 m), Porta Calcinaia (a 600 m), Museo archeologico nazionale del Melfese (a 700 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Melfi Porta Venosina — Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0
  2. Melfi La Porta Venosina e le mura — Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0
  3. Melfi La porta Venosina — Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0
  4. Melfi, porta venosina — Aldo Montemarano, CC BY-SA 4.0
  5. Paesaggio attraverso la Porta Venosina, Melfi (Italia) — Maria Belen Ramos, CC BY-SA 4.0
  6. Porta Venosina (Melfi).01 — DinaBenedettoFerrandina, CC BY-SA 4.0
  7. Porta Venosina porta della Città — ZioEmi, CC BY-SA 4.0
  8. Porta Venosina, Melfi (Italia) — Maria Belen Ramos, CC BY-SA 4.0
  9. Porta Venosina, Melfi 1 — Luigi Catalani, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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