Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso
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Foto: Marco Plassio, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1876

Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso

Museo di Torino

Torino (TO), Piemonte

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1876
Fondatore
Cesare Lombroso
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°02′59″ N, 7°40′49″ E
Indirizzo
Via Pietro Giuria, 15, 10126 Torino

Storia e descrizione

Il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso è un museo di Torino, fondato nel 1876 dal medico e antropologo Cesare Lombroso (1835-1909). L'esposizione fa parte del sistema museale dell'Università degli Studi di Torino.

Storia

Il museo di Psichiatria e Antropologia criminale venne inaugurato ufficialmente nel 1898, a partire dalla collezione privata riunita da Cesare Lombroso nel corso della sua vita.

Come scrive lo stesso Lombroso: “Il primo nucleo della collezione era cominciato nell'esercito, dove, oltre che misurare craniologicamente migliaia di soldati, avevo accuratamente conservato dei morti i crani e i cervelli; questa collezione venni man mano crescendo, con lo spoglio dei vecchi sepolcreti Sardi, Valtellinesi, Lucchesi, Piemontesi, fatto da me e dai miei amici di Torino e Pavia. Non passava giorno che a Pavia prima, a Pesaro e a Torino poi non cercassi di aumentare la raccolta con crani dei pazzi e dei criminali morti nei manicomi e nelle carceri”.

La collezione venne aperta al pubblico per la prima volta nel 1884, in occasione della mostra di antropologia organizzata nell'esposizione generale di Torino, ma fu solo nel 1892 che la facoltà di medicina dell'Università torinese annunciò la decisione di voler istituire un museo di psichiatria e di criminologia, senza però eleggere ancora la collezione lombrosiana a tale rango. Questo nonostante Arturo Graf, all'epoca rettore dell'ateneo, lo descrivesse come “il primo museo criminale esistente in Europa”.

Simili collezioni di reperti e materiali legati alla follia e al crimine stavano nascendo in tutto il regno, ad esempio l'esposizione di maschere mortuarie in ceroplastica di Lorenzo Tenchini del 1885 a Padova, il libro pubblicato nel 1894 da Angelucci e Pieraccini sui manufatti realizzati da internati e la collezione di reperti anatomici messa insieme a Napoli nello stesso anno da Pasquale Penta, primo titolare in Italia di una cattedra di antropologia criminale. Infine, proprio durante il primo congresso internazionale di antropologia criminale svoltosi a Roma nel 1885, Giuseppe Sergi lanciò la proposta di un museo nazionale di antropologia criminale. Tutto questo grazie anche al Codice Zanardelli del 1889, che aveva previsto la possibilità di prelevare parti anatomiche dai cadaveri dei detenuti ai fini della ricerca scientifica. …

Esposizione

Il museo riunisce la collezione privata raccolta dallo stesso Lombroso, fondatore dell'antropologia criminale, disciplina principalmente basata sulla parascienza della fisiognomica, così denominata già da Aristotele (384 a.C.-322 a.C.), perfezionata dallo stesso Lombroso nel tardo Ottocento e oggi giudicata senza valenza scientifica.

Sono esposti oggetti che Lombroso accumulò lungo il corso della sua vita, custodendoli in un primo tempo nello spazio privato della propria abitazione. Non esistono quindi criteri selettivi espliciti e prestabiliti. Sono raccolti reperti quali preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi del reato e realizzazioni artigianali dei prigionieri di carceri e manicomi criminali. Questi oggetti, provenienti da diverse parti del mondo grazie agli invii di allievi ed ammiratori di Lombroso, furono oggetto di studio al fine di confermare la teoria dell'atavismo criminale, poi rivelatasi infondata.

Il museo contiene circa 684 crani e 27 resti scheletrici umani, 183 cervelli umani (non esposti), 58 crani e 48 resti scheletrici animali, 502 corpi di reato utilizzati per compiere delitti più o meno cruenti, 42 ferri di contenzione, un centinaio di maschere mortuarie, 175 manufatti e 475 disegni di alienati, migliaia di fotografie di criminali, folli e prostitute, abiti di briganti, e tre modelli di piante carnivore. C'è anche lo scheletro di Lombroso, che egli volle lasciare alla scienza, così come il suo volto conservato sotto formalina (non esposto).

La visita al museo si articola attraverso nove sale precedute da un atrio introduttivo. Le sale tematiche affrontano in ordine cronologico le ricerche e gli studi di Cesare Lombroso. Si inizia con un breve video introduttivo, nel quale due personaggi inventati discutono sui limiti del progresso e della scienza, rievocando il contesto storico e sociale degli anni in cui visse e operò Lombroso. …

Contestazioni e richieste di chiusura

Nonostante gli allestitori del museo abbiano dichiarato che esso sia stato concepito con una «funzione educativa intesa a mostrare come la costruzione della conoscenza scientifica sia un processo che avanza grazie alla dimostrazione non tanto di verità, quanto della "falsificabilità" di dati e teorie che non resistono a una critica» (intento peraltro evidenziato fin dalla presentazione dell'istituzione museale), lo stesso è oggetto di contestazioni da parte di un comitato "No Lombroso" che chiede inoltre che "le teorie criminologiche di Cesare Lombroso vengano rimosse dai libri di testo e le commemorazioni odonomastiche e museali a nome "Cesare Lombroso" sospese. Al comitato hanno aderito tramite delibera le giunte di un centinaio di comuni italiani.

Tra i sostenitori del comitato ci fu inizialmente l'allora assessore al commercio del comune di Torino della giunta Fassino, Domenico Mangone, che però nel marzo 2016 ha votato a favore del rinnovo della convenzione triennale fra Comune, Regione e Università per la gestione dei musei ospitati nel Palazzo degli Istituti Anatomici, nonché gli arcivescovi Cesare Nosiglia di Torino e Vincenzo Bertolone di Catanzaro.

Un punto controverso riguarda l'origine di alcuni dei reperti esposti nel museo. Citando lo stesso Lombroso: “Il primo nucleo della collezione era cominciato nell'esercito, dove, oltre che misurare craniologicamente migliaia di soldati, avevo accuratamente conservato dei morti i crani e i cervelli; questa collezione venni man mano crescendo, con lo spoglio dei vecchi sepolcreti Sardi, Valtellinesi, Lucchesi, Piemontesi, fatto da me e dai miei amici di Torino e Pavia. Non passava giorno che a Pavia prima, a Pesaro e a Torino poi non cercassi di aumentare la raccolta con crani dei pazzi e dei criminali morti nei manicomi e nelle carceri”. Sulla base di queste dichiarazioni vi sono delle pubblicazioni in cui si denuncia la natura legalmente discutibile di queste appropriazioni di resti umani.

Nel 1991 il comune di Arcidosso ottenne dall'Università di Torino gli effetti del predicatore David Lazzaretti, fondatore del giurisdavidismo, al quale il Lombroso aveva dedicato un articolo sull'Archivio di psichiatria credendolo matto. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso».

Linea del tempo

  1. 1876Fondazione
  2. 1898Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Museo di antropologia criminale Cesare LombrosoVia Pietro Giuria, 15, 10126 Torino
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Domande frequenti

Dove si trova Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso?

Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Via Pietro Giuria, 15, 10126 Torino. Coordinate: 45.04976, 7.68036.

Quali sono gli orari di Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da lunedì a sabato: 10:00–18:00; Domenica: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

A quando risale Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso?

La datazione indicata da Wikidata è: 1876.

Cosa vedere vicino a Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso?

Nei dintorni si trovano: Museo di anatomia umana Luigi Rolando (a 0 m), Museo della frutta di Torino (a 100 m), Teatro Colosseo (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Torino-MuseoAntropologiaCriminaleMuseoFrutta — Marco Plassio, CC BY-SA 3.0
  2. Etichetta stanga strage di Villarbasse Museo Lombroso — Rosa Mauro, CC BY-SA 4.0
  3. Museo Lombroso, Room 2 - Instruments (Turin, 2023) — Bruce The Deus, CC BY-SA 4.0
  4. Museo Lombroso, room 3 - Wooden pole of Villarbasse massacre (Turin, 2023) — Bruce The Deus, CC BY-SA 4.0
  5. Stanga Strage di Villarbasse Museo Lombroso — Rosa Mauro, CC0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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