Museo archeologico provinciale di Potenza
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Foto: Luigi Catalani, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1901

Museo archeologico provinciale di Potenza

Museo in Italia

Potenza (PZ), Basilicata

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1901
Superficie
4000 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
40°38′56″ N, 15°48′08″ E
Indirizzo
Via Ciccotti, 18

Storia e descrizione

Il Museo archeologico provinciale è situato a Potenza e custodisce i reperti archeologici rinvenuti in Basilicata.

Il Museo archeologico provinciale è posizionato nel rione Santa Maria, in via Ciccotti, nella città di Potenza, ma possiede anche un secondo ingresso in via Lazio, 18. Dal 2016 il dirigente è l'ing. Enrico Spera.

L'obiettivo principale della struttura è prevalentemente quello della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico della Provincia di Potenza, ma essa svolge anche ulteriori numerosissime funzioni: sede di reperti archeologici; punto di riferimento per studiosi e visitatori; laboratorio di dibattiti e discussioni. Nel Museo archeologico provinciale si organizzano anche attività ed eventi culturali, quali mostre, convegni, laboratori pratico-creativi di didattica dell’archeologia, promossi da enti pubblici e privati.

Il museo svela l'antico volto della Basilicata, attraverso i reperti provenienti da diverse aree della regione, in particolare dal Metapontino, e risalenti al periodo compreso tra l'età paleolitica e quella romana.

Storia

Le prime scoperte archeologiche in Basilicata si verificarono nel XVI secolo, effettuate non in seguito a ricerche premeditate, ma a eventi casuali, spesso collegati ai lavori agricoli. Queste prime esperienze nutrirono un interesse crescente per l’archeologia in Basilicata soprattutto dopo la scoperta di monete d’oro appartenenti databili intorno al periodo del console Agrippa. I numerosi ritrovamenti di tal genere attirarono studenti, curiosi e viaggiatori. L'intervento della stessa regina Bonaparte intensificò le attività archeologiche: il Ministero dell’interno provvide a disciplinarle con il decreto n. 86 del 15 febbraio 1808, nel quale si stabiliva che gli scavi potevano essere effettuati, esclusivamente, previa richiesta al Ministro dell’Interno. Ma le ricerche in Basilicata, al pari del museo, sono sempre state determinate dal collezionismo e dal "mercato d'arte", specialmente nel periodo murattiano. Un importante ritrovamento viene descritto in un rapporto trasmesso l’8 agosto del 1814 dal funzionario Giuseppe de Stefano all'intendente di Basilicata, nel quale si spiegava come fosse stata rinvenuta, fra gli altri reperti, «una corona, o sia una ghirlanda d’oro al peso di un rotolo e due once», nella quale vi sono «pampini, uve, e sei geni alati di uno straordinario disegno».

Durante il governo borbonico con il Regio decreto del 20 giugno 1821 il Ministero della Real casa ottenne la competenza in materia dei beni archeologici. All'inizio dell'ottocento sono attestati numerosi scavi archeologici molto spesso eseguiti abusivamente; anche a causa della configurazione geomorfologica del territorio; tali ricerche si effettuarono disordinatamente e si svilupparono soprattutto in occasione di scoperte fortuite: significativo fu il ritrovamento delle sepolture di Marsiconuovo, venute alla luce in occasione dell’allestimento di un palco per la visita del vescovo Marolda ed il cui scavo venne ripreso dal Ministero con la direzione del De Stefano, il quale trasferì i corredi nel Museo di Napoli. …

Percorsi visitabili

I materiali del Museo archeologico provinciale si articolano su due piani, raggruppati con metodi cronologici e topografici. Al piano terra, nella mostra “Antichidentità”, è collocata la sezione pre-protostorica che include i reperti provenienti dagli scavi del Bacino di Atella, dalle grotte di Latronico, da Oliveto Lucano. L’esposizione, inaugurata il 27 novembre del 2009, è un tributo ai direttori storici del museo. Lungo la scalinata che conduce al primo piano si trovano le sculture di Giuseppe Antonello Leone, facenti parte della mostra “Il riposo delle pietre erranti”. Al primo piano sono esposti i materiali riferibili alle tre grandi forme di popolamento in Basilicata (Enotri, Greci, Lucani) a partire dall'VIII secolo a. C. e reperti inerenti al processo di romanizzazione avvenuto nel periodo compreso tra il IV secolo a. C. fino alla prima età imperiale..

La mostra documentaria “Antichidentità” ricostruisce la storia di due entità strettamente legate tra loro: il museo e la Biblioteca Provinciale. L’allestimento si articola in tre sezioni, dedicate ai tre direttori “storici” del Museo: la prima a Vittorio Di Cicco, direttore del museo dal 1901 e il 1926, sotto la cui guida si scoprirono il busto di Kouros ed il Tempietto del Garaguso, simbolo del Museo, e che si impegnò per la istituzione della biblioteca del Museo;la seconda a Concetto Valente, direttore dal 1928 al 1954 che arricchì le collezioni artistiche museali, inoltre creò una Wunderkammer (stanza delle meraviglie) ricca di monete, pittura, architettura; la terza a Francesco Rinaldi, direttore dal 1954 al 1988 che fu anche pittore con uno stile espressionista e dalle tinte forti. A lui viene anche intitolata la località Tuppo dei sassi di Filiano dove ritrovò alcune pitture rupestri nel 1966,e si devono i ritrovamenti a Serra di Vaglio e l'individuazione del bacino di Atella.

Questa sezione si compone di tre diverse collezioni: collezione pre-protostorica, collezione di archeologia di periodo indigeno, collezione di archeologia di periodo magno-greco e collezione di archeologia di periodo lucano..

Una sezione apposita è stata creata negli ultimi anni per l'artista Giuseppe Antonello Leone, che “è surrealista perché la vita cosciente lo porta ad essere surreale, al di sopra della realtà per poterla decifrare. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico provinciale di Potenza».

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  1. 1901Fondazione e apertura

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Museo archeologico provinciale di PotenzaVia Ciccotti, 18

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Domande frequenti

Dove si trova Museo archeologico provinciale di Potenza?

Museo archeologico provinciale di Potenza si trova nel comune di Potenza, in provincia di Potenza (Basilicata), all'indirizzo Via Ciccotti, 18. Coordinate: 40.64901, 15.80222.

A quando risale Museo archeologico provinciale di Potenza?

La datazione indicata da Wikidata è: 1901.

Cosa vedere vicino a Museo archeologico provinciale di Potenza?

Nei dintorni si trovano: Pinacoteca provinciale di Potenza (a 200 m), Palazzo Vescovile (a 1 km), Palazzo Scafarelli (a 1 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Museo archeologico provinciale di Potenza — Luigi Catalani, CC BY-SA 4.0
  2. DSC 7891 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  3. DSC 7896 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  4. DSC 7898 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  5. DSC 7900 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  6. DSC 7917 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  7. DSC 7918 Museo Provinciale di Potenza — Santarsiero Donato, CC BY-SA 4.0
  8. Museo archeologico di Potenza 01 — Camelia.boban, CC BY-SA 4.0
  9. Museo Provinciale Potenza — Filippa Pepe, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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