Foto: Ghisolabella, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Fortezza / Torre, 1548
Mura spagnole di Milano
Una delle cinte murarie di Milano
In breve
- Tipo
- Fortezza / Torre
- Epoca
- Rinascimento, 1548
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°27′07″ N, 9°11′18″ E
Storia e descrizione
Le mura spagnole di Milano (in milanese mure spagnoeule), più comunemente note come bastioni di Milano (i Bastion), erano una delle tre cinte murarie che nel corso dei secoli munirono la città di Milano. Innalzate durante la dominazione spagnola fra il 1548 e il 1562 per sostituire le mura medievali della città, vennero nel corso degli anni demolite, per la gran parte, alla fine del XIX secolo come conseguenza dell'attuazione del Piano Beruto, primo piano regolatore di Milano.
Storia
La costruzione dei bastioni avvenne tra il 1548 e il 1562 per volontà del governatore Don Ferrante I Gonzaga e dei suoi successori, nell'epoca in cui la città era dominata dall'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d'Asburgo e da Filippo II di Spagna. La prima testimonianza dei lavori di costruzione ci giunge dall'arcivescovo di Zara Andrea Minuti che nell'ottobre del 1549, visitando Milano nel suo viaggio da Venezia a Parigi, ricorda nel suo diario che:
Vi è anche una testimonianza relativa a una fastosa cerimonia di posa della prima pietra, che sarebbe avvenuta il giorno 22 marzo del 1549. Il documento, conservato nella Biblioteca Ambrosiana tra i manoscritti Carisio, venne pubblicato nel Giornale dell'Archivio Storico Lombardo nel 1919 e riporta le memorie di un certo Francesco Banfo che aveva assistito a quella cerimonia; il Banfo si esprimeva così:
L'iniziale progetto di rafforzamento delle difese cittadine, eseguito dall'ingegnere militare Giovanni Maria Olgiati, milanese, prevedeva anche la trasformazione del Castello Sforzesco in una cittadella fortificata e la costruzione di un nuovo castello nella parte meridionale della città; sembrerebbe però che la necessità di erigere una seconda fortezza fosse dettata più dal timore di una insurrezione dei milanesi contro gli spagnoli che dal concreto tentativo di migliorare le difese di Milano da attacchi esterni eventualmente portati dai francesi; il progetto del nuovo castello fu però accantonato per l'eccessiva onerosità, e si preferì costruire solo la nuova cinta muraria che sostituisse le mura medievali di Milano, ormai diventate obsolete.
Il Castello Sforzesco fu poi trasformato in una cittadella fortificata con il trasferimento della corte signorile a Palazzo Ducale: la guarnigione che lo difendeva era una delle più grandi d'Europa, variabile da 1.000 a 3.000 uomini, con a capo un castellano spagnolo. Dai documenti risulta che Giovanni Maria Olgiati non fosse nuovo a questo tipo di mansione: uno scritto del 1542 conferma che Olgiati ricoprisse il ruolo di direttore dei lavori di ristrutturazione della mura medievali di Milano. …
La smilitarizzazione
Nel 1750 le mura, perduta da ormai qualche decennio ogni utilità militare, vennero adibite per ordine del governatore lombardo dell'epoca, Gian Luca Pallavicini a passeggiata pubblica: la sommità dei bastioni fu resa accessibile a tutti e venne dotata di panchine e due filari di gelsi e ippocastani. Tra le possibili soluzioni vagliate ci fu anche la loro completa demolizione con la trasformazione della spianata ottenuta in passeggiata alberata per nobili, ipotesi poi scartata.
Dal 1783 e il 1786 l'architetto Giuseppe Piermarini, già progettista del teatro alla Scala e della Villa Reale di Monza, continuò l'opera di trasformazione dei bastioni, ricavandone dei veri e propri giardini pubblici pensili, soprattutto nei tratti adiacenti a Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Vercellina e Porta Orientale. I bastioni divennero quindi una lunga passeggiata panoramica in cui era possibile passeggiare o andare in carrozza: da ogni punto del camminamento era possibile vedere il Duomo, mentre dalla parte settentrionale si potevano osservare le Alpi e la campagna circostante, all'epoca priva di ogni urbanizzazione. Sulle mura situate nei pressi di Porta Romana, nei locali dell'Osteria Monte Tabor – frequentata anche da Carlo Porta – si poteva vedere:
Pare addirittura che su quelle montagne russe vi fossero andati persino il viceré e la viceregina:
L'area del Monte Tabor è ai giorni nostri occupata dalla Palazzina Ragno d'Oro, eretta nel 1907 in stile Liberty come stazione di partenza dei tram adibiti al trasporto funebre (le cosiddette Gioconde) verso Musocco, poi sede del circolo ricreativo dell'ATM e oggi sede delle Terme di Milano.
La demolizione
Le demolizioni e il rimaneggiamento delle mura, considerate ormai soltanto d'intralcio alla viabilità cittadina, visto che gli unici assi viari che le superavano erano quelli che passavano attraverso le porte della città, iniziarono già in epoca napoleonica, all'inizio del 1800, per ragioni di piano regolatore: si pensava infatti alla costruzione del Foro Bonaparte e si doveva quindi ricavare lo spazio necessario.
Nel trentennio successivo dove le vie radiali della città incontravano la cerchia dei Bastioni si cominciarono a ricavare archi e caselli: Porta Ticinese, Comasina, Nuova, Vercellina e Porta Venezia. Dopo l'uscita degli austriaci, con il rinnovamento urbanistico della città, i Bastioni subirono un nuovo sfregio con l'apertura di nuove "porte": il sottopassaggio di via Principe Umberto verso la vecchia Stazione Centrale (progetto di Giuseppe Colombo, 1886), Porta Genova, Porta Monforte e viene definitivamente sistemata Porta Tosa, poi Porta Vittoria, con la demolizione della porta e l'innalzamento del monumento ai caduti delle Cinque Giornate. …
Le porte
Al 1796 le porte principali erano dodici, di cui sei erano quelle principali:
Porta Orientale, in epoca napoleonica nota come Porta Riconoscenza e dal 1860 Porta Venezia.
Porta Romana.
Porta Ticinese, in epoca napoleonica nota come Porta Marengo.
Porta Vercellina, dopo il 1859 ribattezzata Porta Magenta.
Porta Nuova.
Porta Comasina, dal 1860 Porta Garibaldi.
Fin dall'inizio, alle sei principali, erano associate altre quattro porte succursali, che dipendevano da quelle maggiori (ad eccezione di Porta Tenaglia, che faceva riferimento al vicino Castello Sforzesco):
Porta Tenaglia, ora piazza Lega Lombarda, esattamente nei pressi dell'attuale Porta Volta (dalla carta del 1883 si evince che le due porte sono sempre state comunque distinte e separate), fu demolita dopo poco tempo, nel 1571. Come accennato, era succursale del Castello Sforzesco.
Porta Tosa, dal 1861 Porta Vittoria, succursale di Porta Orientale.
Porta Vigentina, succursale di Porta Romana.
Porta Lodovica, succursale di Porta Ticinese.
Con la crescita dei commerci e del traffico, nel XIX vennero aperte altre porte, le ultime prima della demolizione delle mura, che iniziò alla fine dello stesso secolo:
Porta Sempione, situata dove esisteva in epoca medievale Porta Giovia e corrispondente al moderno Arco della Pace. Prima della costruzione, in epoca napoleonica, dell'Arco della Pace, e dopo la demolizione di Porta Giovia (avvenuta prima del 1288), era il Castello Sforzesco a svolgere la funzione di ingresso controllato in questo tratto delle mura cittadine.
Barriera Principe Umberto, che dava accesso alla vecchia stazione di Milano Centrale, realizzata nel 1864, demolita nel 1931 e sostituita dall'omonima e moderna stazione.
Porta Genova, che dava accesso alla stazione di Porta Ticinese, ora chiamata stazione di Milano Porta Genova.
Porta Volta, realizzata per consentire una più diretta comunicazione fra la città, il nuovo cimitero monumentale edificato nel 1866 e la nuova strada Comasina (attuale via Carlo Farini) realizzata negli stessi anni in sostituzione della vecchia (moderno corso Como): quest'ultima fu infatti troncata dagli impianti ferroviari connessi alla vecchia stazione centrale.
Porta Monforte, ultima porta realizzata a Milano per fornire alla città un altro accesso che superasse le mura. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura spagnole di Milano».
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Domande frequenti
Dove si trova Mura spagnole di Milano?
Mura spagnole di Milano si trova nel comune di Milano, in provincia di Milano (Lombardia). Coordinate: 45.45194, 9.18836.
A quando risale Mura spagnole di Milano?
La datazione indicata da Wikidata è: 1548.
Cosa vedere vicino a Mura spagnole di Milano?
Nei dintorni si trovano: Teatro Principe (a 400 m), Pusterla Lodovica (a 500 m), Pusterla di Sant'Eufemia (a 500 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Mura spagnole 005 — Ghisolabella, CC BY-SA 3.0
- Mura spagnole 008 — Ghisolabella, CC BY-SA 3.0
- Mura spagnole. Viale Angelo Filippetti - 001 — Pax2you, CC BY-SA 4.0
- Mura spagnole. Viale Emilio Caldara incrocio viale Monte Nero — Pax2you, CC BY-SA 4.0
- Mura spagnole. Viale Regina Margherita incrocio con via Bergamo — Pax2you, CC BY-SA 4.0
- Porta Romana mura spagnole — Bramfab, CC BY-SA 4.0
- Braun Milano HAAB — Georg Braun; Frans Hogenberg, Public domain
- Braun Milano UBHD — Georg Braun; Frans Hogenberg, Public domain
- Milano - Piano Beruto (bozza) — Cesare Beruto, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
