Mura di Livorno
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Fortezza / Torre

Mura di Livorno

Mura cittadine di Livorno

Livorno (LI), Toscana

Indicazioni

In breve

Coordinate
43°33′38″ N, 10°18′55″ E

Storia e descrizione

Le mura di Livorno si sono sviluppate nel corso dei secoli, dal Medioevo al XIX secolo, con scopi difensivi e doganali, caratterizzando fortemente l'immagine della città.

Le mura pisane

La prima cinta muraria del borgo di Livorno risale al XIV secolo. Dopo le prime opere rudimentali in terra e legno, nel 1392 il doge di Pisa impose la costruzione di mura per cingere l'intero abitato, il cui scalo all'epoca affiancava il contiguo Porto Pisano.

La cinta, che aveva anche il compito di serrare il piccolo scalo portuale di Livorno, partiva dalla preesistente fortificazione denominata Quadratura dei Pisani (1377), che a sua volta includeva due torri rispettivamente a pianta circolare e quadrata, proseguiva ad est fino alla Porta a Terra (nei pressi della quale si trovava una torre a pianta triangolare) presso l'attuale palazzo della Camera di Commercio, volgendo quindi sul lato meridionale (parallela all'attuale via Fiume), per chiudersi in prossimità della Rocca Vecchia e della vicina Porta a Mare (zona dei Quattro Mori e Pamiglione). Lungo la darsena portuale si aprivano le cosiddette Bocca e il Varatojo (dove venivano costruiti e varati i navigli).

Le mura merlate, realizzate in tufo del Monte Verruca, erano lunghe mille e seicento braccia (poco più di novecento metri), ma sommate alle opere di difesa del porto superavano complessivamente le duemila braccia.

Esse chiudevano l'area del modesto abitato posto a ridosso della via Maestra (attuale via San Giovanni) che fungeva da asse principale del castello.

Il potenziamento delle fortificazioni e le mura medicee

Con il passaggio di Livorno sotto il dominio della Repubblica di Firenze il sistema difensivo fu potenziato.

A nord dell'abitato, nei pressi delle antiche torri di Porto Pisano (come la Maltarchiata e il Magnale), fu innalzata la torre del Marzocco (XV secolo), mentre all'inizio del Cinquecento la Quadratura dei Pisani fu ampliata, dotata di bastioni e trasformata in una cittadella fortificata (in seguito nota come Fortezza Vecchia).

Con la successiva ascesa di Cosimo I de' Medici al trono del Granducato di Toscana, le mura dei pisani furono completamente ristrutturate e dotate di tre bastioni: due sul lato orientale, ai lati della Porta a Terra, e uno verso il mare, presso la Rocca Vecchia.

I lavori di rinforzo della cinta proseguirono fino alla seconda metà del XVI secolo, quando fu decretato l'ampliamento della città e del porto di Livorno.

Il progetto fu affidato all'architetto Bernardo Buontalenti, il quale ideò una città-fortezza chiusa entro un perimetro pentagonale delimitato da un fossato.

Tuttavia, i lavori, cominciati nel 1577 sotto Francesco I de' Medici, procedettero a rilento per circa un decennio; fu il suo successore, Ferdinando I, a dare maggior impulso al colossale cantiere. Frattanto il disegno buontalentiano subì alcune importanti modifiche: al fine di potenziare l'apparato bellico furono realizzati alcuni rivellini intermedi tra i bastioni rivolti verso sud e il baluardo di nord-est fu trasformato in una cittadella isolata, che assunse il nome di Fortezza Nuova.

Nei primi anni del Seicento al cantiere del fosso circondario, diretto da Claudio Cogorano, lavoravano ben 2000 schiavi e 5000 contadini. Sotto Cosimo II de' Medici, nel 1609, i fossi e i bastioni poterono dirsi completati. La cinta muraria così definita aveva anche funzione doganale, in quanto delimitava l'accesso al porto franco di Livorno.

Al contempo, le mura pisane furono smantellate, ad eccezione di alcune parti che furono integrate nelle strutture portanti di un vasto complesso noto come Bagno dei forzati (definitivamente scomparso dopo la seconda guerra mondiale). …

Le Mura Leopoldine e i successivi ampliamenti

Verso gli anni trenta dell'Ottocento, la crescita della città e l'esigenza includere nel porto franco anche ai popolosi sobborghi, imposero la costruzione di una nuova cinta avente esclusivamente funzione doganale.

I lavori di costruzione furono avviati nel 1835 su progetto dell'ingegner Alessandro Manetti, il quale si avvalse dell'opera di Carlo Reishammer per il disegno delle porte e delle barriere d'accesso.

La cinta, costituita da un semplice muro rivestito in pietra e sormontato da una cresta per impedire il passaggio delle corde dei contrabbandieri, si estendeva originariamente per circa 6 chilometri intorno alla città e ai quartieri sorti oltre il Fosso Reale. A nord si congiungeva con il Forte San Pietro, mentre a sud terminava in corrispondenza del Lazzaretto di San Rocco.

Il progetto prevedeva la realizzazione di tre barriere, due porte e una barriera fluviale: la Barriera Fiorentina a nord-est, la Barriera Maremmana a sud (scomparsa), la Porta a Mare a sud-ovest (successivamente trasformata in barriera e poi demolita), la Porta San Marco a nord, la Porta San Leopoldo a est (scomparsa) e la Dogana d'acqua sul Canale dei Navicelli (gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale).

Parallelamente le autorità autorizzarono la rettificazione del Fosso Reale a sud della città e lo smantellamento di gran parte delle fortificazioni d'epoca medicea. Scomparvero i bastioni del fronte meridionale della cinta buontalentiana, nonché le porte e i rivellini del sistema fortificato; al loro posto sorsero imponenti palazzi (come il Palazzo Maurogordato), nuove strade e piazze (come la piazza dei Granduchi).

Nel 1868, pur con l'abolizione del porto franco, la cinta mantenne la sua funzione, delimitando le aree soggette a dazio comunale.

Nel 1874 fu costruita la Barriera di Porto (parzialmente esistente), mentre tra il 1887 ed il 1890, durante il Regno d'Italia, lo sviluppo della città verso l'allora borgo di Ardenza comportò un ampliamento del tracciato verso sud, fino all'Accademia Navale. Ciò determinò la demolizione di alcuni varchi (Barriera Maremmana e Porta a Mare), che furono spostati più a sud e denominati rispettivamente Barriera Roma (scomparsa) e Barriera Margherita. Una nuova barriera andò ad affiancare la Porta San Marco, mentre all'inizio del XX secolo si lavorò all'ampliamento della Porta Vittorio Emanuele (scomparsa), la quale era stata aperta verso il 1860 lungo il viale degli Acquedotti.

Le trasformazioni subite nel corso del Novecento

Relativamente alla cinta daziaria, all'inizio del Novecento si ha descrizione di una serie di varchi minori, spesso posti lungo il sistema di fossi e canali in comunicazione con il porto di Livorno, i quali erano destinati essenzialmente al solo transito delle merci.

Tuttavia, nel 1912 il limite doganale fu posto in corrispondenza della linea ferroviaria. Ampi tratti delle Mura Leopoldine, compresa la parte realizzata dopo l'unità d'Italia, furono abbattuti negli anni seguenti per far posto ad ampi viali di circonvallazione, mentre furono risparmiati il tratto settentrionale (a ridosso delle aree portuali) e una piccola porzione in corrispondenza dell'area in cui sorgeva la Porta a Mare; negli anni trenta, al centro dei nuovi viali fu realizzato il percorso della linea ferroviaria Pisa - Tirrenia - Livorno, che rimase attiva fino al 1960.

Sempre negli anni trenta furono demolite le mura adiacenti alla Dogana d'acqua;

prima della guerra, la stessa sorte toccò a parte della cortina muraria del Forte San Pietro.

La seconda guerra mondiale, invece, causò danni ingenti a diverse strutture, come la stessa Dogana d'acqua, la Fortezza Vecchia e la Fortezza Nuova.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura di Livorno».

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Livorno CentraleTreno, la più vicina
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Domande frequenti

Dove si trova Mura di Livorno?

Mura di Livorno si trova nel comune di Livorno, in provincia di Livorno (Toscana). Coordinate: 43.56052, 10.31517.

Cosa vedere vicino a Mura di Livorno?

Nei dintorni si trovano: Porta San Marco (a 0 m), Mura Leopoldine (a 100 m), Palazzo Stub (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Livorno map 17th Century — Public domain
  2. Giuseppe maria terreni e bartolomeo nerici, veduta della porta a pisa a livorno, xviii secolo, acquaforte — Sailko, CC BY 3.0
  3. Livorno first urban nucleus by G. Vasari (1556) — Giorgio Vasari, Public domain
  4. Livorno Rivellino di San Marco — Etienne (Li), CC BY-SA 3.0
  5. Venezia nuova — Balfabio, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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